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NEWSLETTER
AGOSTO - SETTEMBRE 2016


 
L’estate appena trascorsa non è stata priva di eventi dedicati alla risoluzione alternativa delle controversie.
Proprio al termine della stagione, il 20 settembre u.s., abbiamo avuto il più importante incontro dedicato all’argomento, con i più qualificati operatori del settore invitati a Villa Taverna dall’Ambasciatore americano John Phillips. Tra gli ospiti erano presenti anche molti componenti del Comitato Esecutivo di Unam.
A Vasto – dopo la XVII assemblea del Coordinamento della conciliazione forense, che ormai vede riuniti 60 Organismi di mediazione degli ordini – nella splendida cornice di palazzo D’Avalos si è svolto un Convegno dal titolo “Verso una specializzazione per l’avvocato fuori dal processo”, patrocinato da Unam.
Tra pochi giorni si terrà a Rimini il XXIII Congresso dell’avvocatura dedicato al tema della "Giustizia senza processo?", che è stato preceduto da Gruppi di lavoro costituiti da avvocati nominati dagli ordini territoriali i quali si sono incontrati presso la sede del C.N.F. per elaborare contributi in tema di armonizzazione dei sistemi A.D.R. da sottoporre al Congresso.
Anche la Commissione europea, ad otto anni dalla direttiva in tema di mediazione, ha predisposto un documento nel quale dà atto dei cambiamenti intervenuti nei singoli stati membri a seguito del recepimento della direttiva.

CONVEGNO  DI VASTO
Si è tenuto a Vasto, lo scorso 23 settembre, un seguitissimo convegno sul tema della specializzazione dell'avvocato fuori dal processo, di cui vi avevamo dato notizia nell'ultima Newsletter.
L’evento, organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vasto a palazzo d’Avalos, ha ricevuto il patrocinio di Unam ed è stato introdotto e moderato  dal presidente del locale C.O.A, Avvocato Vittorio Melone. Sono intervenuti l'Avvocato Antonio Leone, componente del C.S.M., l'Avvocato Prof. Marco Marinaro, docente a contratto di A.D.R. presso l’Università degli Studi di Salerno, l'Avvocato Giampaolo di Marco di Vasto e l'Avvocato Angelo Santi nostro presidente.
Gli indirizzi di saluto sono stati affidati al segretario Unam, Avv. Maria Cristina Biolchini, e al neo sindaco di Vasto, Avvocato Francesco Menna. Il convegno ha affrontato i temi della conoscenza tecnico giuridica necessaria alla soluzione negoziale delle liti, che vanno coltivate da parte dell’avvocatura in questo momento storico. Il tema è  di grande  interesse per il mondo forense, che non a caso ha dedicato alla giustizia fuori dal processo il prossimo congresso nazionale forense. Sono intervenuti anche il delegato O.U.A. per l’Abbruzzo, Avvocato Nicola Artese ed il Presidente dell’Associazione Nazionale Forense, Avvocato Marcello Pacifico.
Con il patrocinio di questo evento UNAM ha inteso avviare una riflessione sulla opportunità di promuovere una specializzazione dell’avvocato nell’assistenza negoziale della parte, in tutti in contesti consensuali e di mediazione, con la finalità precipua di favorire l’acquisizione delle giuste competenze da parte dell’avvocato e, ancor di più, di un’adeguata consapevolezza dell’importanza di questo ruolo da parte di tutta la categoria forense.
  

ROMA – VILLA TAVERNA 19-20 SETTEMBRE 2016. U.S.A. – ITALY DIALOGUE ON ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION: PROMOTING A CULTURE OF ADR IN ITALY.
Si è svolta in Roma, a Villa Taverna, residenza privata dell’ambasciatore americano John Phillips, una due giorni interamente dedicata alle A.D.R., con la partecipazione dei componenti di Jams – Judicial Arbitration and Mediation Services, Inc.,  operatore americano di mediazione e arbitrato – e di rappresentanti del mondo politico, industriale e forense italiano.

Lunedì 19 sono stati invitati gli studenti italiani delle più importanti Università ad assistere ad una dimostrazione delle tecniche negoziali americane mediante una sessione di mediazione simulata.

Il giorno successivo è stato dedicato ad approfonditi e mirati work shop tra gli ex magistrati mediatori ed arbitri californiani e i rappresentanti di Confindustria, Ania, CNF e del Governo italiano, quest’ultimo nella persona del Ministro Andrea Orlando.
Invitati ai lavori anche una ristretta cerchia di operatori del settore A.D.R., mediatori del settore pubblico e privato italiano, tra cui alcuni dei componenti il C.E. di Unam.Il Ministro Orlando è intervenuto e ha dato risposta alla preoccupazione degli investitori americani sullo stato della giustizia italiana, principale ostacolo all’espansione degli investimenti nel nostro paese. Orlando ha difeso l’opera del Governo italiano illustrando le innovazioni che stanno permettendo all’Italia  di guadagnare posizioni dal punto di vista dell’efficienza nel settore giustizia. Per quel che ci riguarda il ministro ha mostrato di ben conoscere i numeri della mediazione italiana, perché nel suo intervento si è soffermato sull’efficacia risolutiva della mediazione come risoluzione dei conflitti, quando tutte le parti interessate intervengono all’incontro. Pertanto è necessario incoraggiare con tutti i mezzi possibili  la presenza dei chiamati in mediazione.
In uno dei più interessanti panel del pomeriggio, il moderatore Leonardo D’Urso di ADR center, ha interrogato i professionisti di Jams - Rebecca Westerfield, Diane Wayne e Richard Chernick - sui rapporti tra arbitrato e mediazione. Al termine degli interventi ci sono state numerose domande da parte del pubblico, e una delle risposte più interessanti è stata quella data dal Giudice Diane Wayne sulle caratteristiche che deve avere il mediatore. Ci fa piacere riportarle qui di seguito: “necessarie al bagaglio del mediatore sono, in   primo luogo, una pazienza enorme, e in secondo luogo la capacità di sospendere il giudizio e la capacità di ascolto. In terzo luogo, il mediatore serve essere dotato di creatività, perché deve essere in grado di far muovere le parti dalle loro posizioni, valutando nell’immediatezza i processi in atto nella lite che non vengono rivelati dalle rivendicazioni espresse all’inizio. All’80% il successo della mediazione dipende  dalle qualità del mediatore”.
La stessa Giudice Wayne, nel suo primo intervento, non ha mancato di sottolineare come la diffusione dei sistemi A.D.R. negli U.S.A. fu originata dalla condizione in cui era venuta a trovarsi la Giustizia dello stato della California verso la fine degli anni settanta del secolo scorso. A fronte di serie difficoltà nella gestione dei procedimenti pendenti – che vedevano arretrati ultra quinquennali – alcuni Giudici cominciarono ad orientare le Parti verso i sistemi A.D.R.: la spinta fu poi ripresa a livello legislativo con l'introduzione di una normativa che invitava ogni Contea a trovare una soluzione idonea a smaltire gli arretrati. Fu così che a metà degli anni '80 a Los Angeles il Procuratore Generale della California incaricò la Giudice Wayne ed altri suoi colleghi di studiare un sistema di A.D.R. in accordo con gli Avvocati. Siffatta collaborazione sfociò in un primo 'Regolamento' della materia ed in numerose iniziative finalizzate sia alla formazione (tanto dei Giudici quanto degli Avvocati) che a favorire la cultura delle A.D.R. nella popolazione. Non appena cominciarono a vedersi i primi risultati l'esperienza venne 'esportata' in tutti gli U.S.A..
Ci pare di poter affermare che la vicenda U.S.A. è senz'altro di buon auspicio anche per il nostro futuro .....

RIMINI 6-8 OTTOBRE 2016: LAVORI PRECONGRESSUALI
Nel mese di settembre si sono riuniti nei gruppi di lavoro organizzati dal C.N.F. i rappresentanti dei vari Ordini territoriali per elaborare le raccomandazioni da presentare in occasione del XXXIII Congresso nazionale forense del prossimo ottobre a Rimini. I gruppi di lavoro si sono occupati, tra l’altro, di mediazione, arbitrato, negoziazione assistita e composizione della crisi da sovraindebitamento, nell’intento di uniformare le diverse opinioni forensi sui temi che occuperanno i delegati al Congresso. Nel gruppo di lavoro relativo alla mediazione si è avuta la massima attenzione sugli argomenti che in questo momento sta elaborando anche la commissione ministeriale presso via Arenula,  presieduta come è noto dall’Avvocato Prof. Guido Alpa. Solo per citare i temi più importanti, le discussioni hanno interessato il 'primo incontro' di mediazione, il periodo di sperimentazione stabilito dall’attuale normativa sulla mediazione che spirerà il prossimo anno, il ruolo della mediazione demandata, il coordinamento tra mediazione e negoziazione assistita, l’inizio della fase operativa dei novelli organismi per il sovraindebitamento che sono preceduti dai corsi di formazione relativi.

COMMISSIONE EUROPEA
La Direttiva 2008/52/CE adottata dal Consiglio europeo sulla mediazione e sulle risoluzioni alternative delle controversie prevedeva il monitoraggio sullo stato dell’arte da parte della Commissione europea, alla luce dell’attuazione che ne è stata data dagli stati membri e che, ricordiamolo, per l’Italia è avvenuta in anticipo – una volta tanto! – sul termine previsto del 2011, con il D.L.vo n. 28/10. Le vicende occorse in materia da allora ai giorni nostri sono state veramente molte. Del travaglio italiano siamo stati spettatori e protagonisti, ancora prima dell’emanazione del decreto legislativo n. 28/10, accompagnato dai DD.MM. e poi, per citare i più significativi accadimenti in una carrellata, attraverso la nota sentenza della Corte Costituzionale sull’eccesso di delega, la fase di transizione, la reintroduzione della condizione di procedibilità della mediazione con il decreto 'del fare' che ha varato anche la proposta endoprocessuale, l’arbitrato in corso di causa, la regolamentazione della negoziazione assistita, il decreto n.139/14 che ha sancito il principio di incompatibilità del mediatore avvocato, l’impugnazione del decreto stesso, e via via le varie sentenze del T.A.R. Lazio, del Consiglio di stato e della Giustizia ordinaria di merito e di legittimità sul tema. L’iter italiano è stato tale da non consentire appieno una valutazione dei cambiamenti positivi portati dalla mediazione in questi pochi anni. Attualmente presso il nostro Ministero è in corso una revisione – a fini di coordinamento – degli strumenti alternativi al processo per mano della c.d. 'Commissione Alpa' che sta tentando un’armonizzazione degli strumenti al fine di realizzare al meglio il processo di degiurisdizionalizzazione.
L’esame della Commissione europea, per tornare in ambito internazionale, ha prodotto una relazione (leggi qui) che sarà esaminata dal Parlamento europeo e da altri organi e che, allo studio delle soluzioni concrete adottate dagli stati membri, affianca proposte di modifica al fine ultimo di favorire lo sviluppo della mediazione.
Il professor avvocato Marco Marinaro ha illustrato in maniera esemplare i punti salienti della relazione, e vi rimandiamo al suo articolo (leggi qui) per un interessante approfondimento della notizia.

SENTENZA TRIBUNALE DI VERONA
Il Tribunale  di Verona, Giudice M Vaccari, in una pronuncia del 7 luglio u.s. (leggi qui), respinge tutte le domande proposte da una società nei confronti di un istituto di credito, alcune assumendole infondate, altre perché improcedibili. Infatti presa visione della documentazione relativa alla mediazione a seguito di richiesta specifica di produzione da parte del magistrato, lo stesso rileva che la parte della domanda di mediazione relativa alla indicazione delle ragioni della pretesa elenca solo alcune delle domande dell’atto di citazione, pertanto relativamente a quelle che non sono state trattate in mediazione, o almeno che non vengono formalmente proposte nell’istanza, la conseguenza è l’improcedibilità.

SENTENZA TRIBUNALE DI TORINO
Segnaliamo questa pronuncia del Foro piemontese (leggi qui) estensore la dottoressa Cecilia Marino, perché prende un netta posizione su un argomento che poco si presta ad interpretazioni difformi, ma che a nostra memoria non aveva finora dato origine a sentenze di improcedibilità. In un procedimento in materia di contratti bancari, era in discussione la validità di contratti di conto corrente per illegittima variazione e capitalizzazione di interessi. Il magistrato richiedeva il deposito del verbale di mediazione per verificare l’espletamento della condizione di procedibilità. L’attore depositava il verbale dal quale emergeva che lo stesso aveva presenziato al procedimento senza l’assistenza di un avvocato, ma accompagnato esclusivamente da un consulente. L’istituto di credito eccepiva che la condizione di procedibilità non poteva considerarsi assolta dato l’obbligo di legge all’assistenza legale in mediazione. Il giudice, nell’accogliere l’eccezione pregiudiziale della banca convenuta, dichiara improcedibili le domande di parte attrice e la condanna a oltre sedicimila euro di spese di lite.

ORDINANZA TRIBUNALE DI ASCOLI PICENO
Il Tribunale di Ascoli Piceno, estensore dottoressa Paola Mariani, in due pronunce recenti condivide le indicazioni espresse dal Tribunale di Firenze nella sentenza del 13 gennaio 2015 (leggi qui), di cui vi avevamo già dato notizia nella Newsletter del giugno 2015. Il Presidente della seconda sezione del tribunale Fiorentino, ricorderete, rifacendosi alla decisione di legittimità  n. 9529/13 - con cui la S.C. affermava che, pur se l'attività professionale di natura stragiudiziale non è ammessa al gratuito patrocinio, va fatta eccezione: "se tale attività venga espletata in vista di una successiva azione giudiziaria" per cui l'attività "è ricompresa nell'azione stessa ai fini della liquidazione a carico dello Stato" -  la valorizzava coordinandola con il D. Lgs. 28/10, quando la mediazione costituisca condizione di procedibilità.  Il Tribunale piceno, il 25 giugno 2016, liquida, all’avvocato che ne fa istanza, le spese a carico dello stato di un assistito ammesso al gratuito patrocinio anche per la fase di mediazione, in un procedimento giudiziario relativo ad uno sfratto per morosità ed il 12 settembre 2016, in seguito appunto ad un’istanza per la liquidazione di spese relativa alla sola procedura di mediazione, il Tribunale liquida all’avvocato richiedente gli onorari a spese dello stato per la sola procedura di mediazione (leggi qui).
UNAM - UNIONE NAZIONALE AVVOCATI per la MEDIAZIONE è l’Unione dei professionisti del mondo forense e dei giuristi d'impresa che sostengono e promuovono la negoziazione, la mediazione e le metodologie consensuali in genere, quali modalità privilegiate e appropriate di risoluzione delle controversie.
Lo scopo principale che si pone UNAM è quello di promuovere e diffondere, in ambito forense e professionale, una cultura della risoluzione consensuale del contenzioso, attraverso principalmente il ricorso alla mediazione ed alla negoziazione diretta tra le parti, assistite da un avvocato.
UNAM si pone altresì i seguenti ulteriori obiettivi:
- costituire una rete di professionisti del mondo forense particolarmente sensibili, avvezzi e preparati alla risoluzione consensuale e negoziale delle controversie, identificabili per la loro stessa appartenenza ad UNAM;
- approfondire, studiare ed elaborare modelli avanzati di procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie, nonché percorsi formativi per professionisti che vogliano proporsi come esperti di questo approccio;
- promuovere ed implementare, nel pieno rispetto del quadro normativo e deontologico forense, una forma di specializzazione per tutti gli avvocati che siano interessati a pubblicizzare la loro peculiare propensione ed esperienza per la risoluzione consensuale e negoziale delle controversie.
ASSOCIAZIONE U.N.A.M.
Via Nazario Sauro 16
00195 Roma
Cod. Fisc. 97806930588
Tel. / Fax 0639738662
e-mail info@unam.it
web site www.unam.it






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