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NEWSLETTER - AGOSTO SETTEMBRE 2017

 
Il Comitato Esecutivo dell’Unam, eletto dall’Assemblea nazionale dello scorso 22 giugno, si è riunito il 26 luglio 2017 per eleggere al suo interno le cariche sociali. Uscente e riconfermato il Presidente Angelo Santi; Vicepresidente è stato eletto il segretario uscente, Maria Cristina Biolchini; Segretario è stato eletto il tesoriere uscente, Mauro Carlo Bonini; il Tesoriere eletto è Angela Napoletano. La riunione è stata utile anche per definire le deleghe di tutti i componenti del Comitato esecutivo nell’ambito degli obiettivi prefissati dall’Assemblea.
 La stabilizzazione della mediazione, da poco sancita dopo un travagliato iter, sarà il tema sul quale si confronteranno gli esperti del settore in occasione dell’evento organizzato dalla sezione Unam di Ascoli Piceno, con il suo coordinatore Roberto Brancaccio, e che vedrà la partecipazione del Presidente.
Una significativa decisione del Giudice di Verona si pone fuori dal coro in tema di rappresentanza in mediazione, pur evidenziando la differenza tra ambito contenzioso e ambito conciliativo.
Il Tribunale di Roma, in materia locatizia, invia in mediazione demandata le parti di un procedimento pendente a seguito di opposizione, sia per quanto attiene alla domanda riconvenzionale, sia per quanto attiene a quella principale, ancorchè già promossa.
Il Tribunale amministrativo del Lazio emette un’interessante sentenza che tratta dei requisiti del mediatore e del potere di gestione dell’elenco da parte del Ministero.
La Corte d’Appello di Milano  si pronuncia sulla necessità che l’esperimento della mediazione sia effettivo per assolvere la condizione di procedibilità.
Il Parlamento europeo ha approvato un’importante risoluzione (del 12 settembre 2017) sulla mediazione e, in particolare, sull’attuazione della direttiva 2008/52/CE.

Evento Unam Ascoli Piceno
Come sappiamo, il mantenimento della condizione di procedibilità nel nostro ordinamento è stato garantito dalla manovra economica approvata prima dell’estate: la conferma dell’obbligatorietà della mediazione ha cancellato il termine sperimentale introdotto dal “Decreto del Fare” che avrebbe eliminato la condizione di procedibilità proprio al termine di questo mese di settembre. La Sezione locale Unam di Ascoli Piceno, coordinata dall’avvocato Roberto Brancaccio, ha organizzato un convegno dal titolo:2010-2017 stabilizzazione della mediazione civile e commerciale, stato dell’arte, prospettive e sviluppi futuri" (leggi qui) per il prossimo 6 ottobre nel quale saranno illustrate  le potenzialità dello strumento, finalmente in grado di dispiegarsi senza la spada di Damocle del termine imposto. Il mantenimento dell’obbligo - da parte del Ministro della Giustizia - di riferire annualmente alle Camere sugli effetti prodotti e sui risultati conseguiti dall’applicazione della mediazione terrà alta l’attenzione sull’istituto e contribuirà alla conoscenza dello strumento e al suo radicamento nelle abitudini della popolazione, attraverso la guida degli avvocati di fiducia. Il convegno sarà un’occasione per fare il punto della situazione allo stato attuale e sviluppare le potenzialità future della mediazione all’italiana con l’aiuto degli esperti.
 
Tar Lazio I sez. sentenza n.9465/17
Il Ministero delle Giustizia aveva disposto la cancellazione del mediatore, avvocato del Foro di Roma,  dall’elenco dei mediatori civili e commerciali, data la sanzione della censura  irrogata dall’Ordine di appartenenza dell'avvocato stesso.
Il ricorrente lamentava, oltre ad una serie di questioni formali, nella sostanza che il Ministero non avrebbe dovuto operare la sua cancellazione dall'elenco dei mediatori data la manifesta sproporzione tra la non grave sanzione subìta dall'Ordine e la irreparabile conseguenza che il Ministero ne aveva fatto discendere, operando la cancellazione dall’elenco. Il Tar Lazio, nel respingere il ricorso, nella parte motiva della sentenza depositata lo scorso 29 agosto (leggi qui) sottolinea che i requisiti di onorabilità in capo al mediatore debbono sussistere durante tutto il percorso professionale, non essendo sufficiente che siano esistenti al momento dell'iscrizione nell'elenco. Inoltre il Tribunale non ravvisa la sproporzione della conseguenza della cancellazione disposta dal Ministero a fronte della "semplice" sanzione della censura comminata dal CoA, atteso che quest'ultima è ben più grave della più gradata sanzione dell' avvertimento perché le violazioni deontologiche commesse dal professionista che ne viene colpito sono suscettibili di intaccare la fiducia che le parti ripongono nella indipendenza e imparzialità del mediatore. 
Pregevole, questa decisone, sia perché ben scritta e motivata, sia per l’assoluta novità del tema trattato in via giudiziaria che esamina i requisiti del mediatore dal punto di vista della deontologia oltre che del potere correttamente esercitato dall’organo disciplinare.
 
Tribunale di Verona G. Vaccari ordinanza 11 maggio 2017
Parte attrice, non presente personalmente al primo incontro di mediazione, è stata rappresentata da un avvocato delegato dal proprio difensore. Ma il magistrato rileva come l’interessato avesse conferito al proprio difensore solo il mandato alle liti, e non anche il mandato a rappresentarlo in mediazione, né tantomeno quello di delegare terzi a farlo.
Il magistrato, anche in questa decisione (leggi qui) come già in altre sentenze, ha ribadito il suo assunto che la sanzione per la mancata partecipazione personale al procedimento di mediazione non può essere più grave della sanzione per la mancata partecipazione assoluta alla mediazione, che è sanzionata con la condanna al pagamento di un importo pari al contributo unificato, e che la parte ben può farsi rappresentare da un terzo in mediazione, anche se questo terzo è il suo stesso difensore che la assiste in giudizio. Abbiamo già avuto modo di commentare il parallelo tra conseguenze sanzionatorie operato dal Dott. Vaccari: diversa è la sanzione poiché diversa è la posizione che le parti assumono in mediazione: la sanzione dell’improcedibilità si commina all’istante, mentre quella del pagamento al contributo unificato di commina al convocato. Qualora si ravvisi un partecipazione viziata dal difetto di rappresentanza la sanzione per la parte istante può essere quella di legge per la mancata instaurazione del procedimento di mediazione, che è appunto l’improcedibilità. Nella mediazione delegata probabilmente il giudice accomuna le due posizioni, considerando che la parte che iscrive per prima la mediazione è semplicemente la più diligente, essendo entrambe obbligate dall’ordine del giudice. Importante è però la considerazione, da parte di questo Giudice che, anche nel caso di mediazione delegata, la parte debba conferire apposita procura a rappresentarla in mediazione, non essendo sufficiente quella conferita per la difesa in giudizio. L’avvocato men che meno può delegare un altro avvocato a sostituirlo in questa delicata incombenza.
 
Tribunale di Roma G. Imposimato ordinanza 20 luglio 2017
La dottoressa Alessandra Imposimato, analizzando gli atti delle parti, rileva che la domanda riconvenzionale del convenuto non è stata preceduta dalla proposizione della mediazione e che la stessa sorte è toccata alla reconventio reconventionis della parte attrice (leggi qui). Nell’assegnare i termini per l’iscrizione del procedimento il giudice rileva come anche la mediazione proposta da parte attrice prima del giudizio non si è potuta svolgere in modo effettivo, e quindi dispone nuovamente la mediazione anche per quest’ultima, precisando che la sanzione dell’improcedibilità si produce solo in caso di mancato esperimento effettivo della mediazione a seguito di ordine del Giudice. Dimostra un effettivo interesse a che la mediazione demandata possa portare effettivamente ad una auspicata conciliazione delle parti la dottoressa Imposimato, dato che  invita le parti a procedere all’iscrizione del procedimento presso lo stesso organismo avvalendosi dello stesso mediatore per tutte le domande interessate dal provvedimento. 
 
Corte dAppello di Milano sentenza 10 maggio 2017
La Corte d’Appello con questa decisione porta fino al secondo grado di giudizio un filone giurisprudenziale ormai affermato da una parte della giurisprudenza di merito del primo grado.
Nell’esaminare un ricorso avverso una sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, tra gli altri motivi il Collegio è chiamato a valutare l’omessa pronuncia su una domanda di una delle parti a causa di un inesistente motivo di improcedibilità. La parte eccepiva questa inesistenza proprio in merito alla declaratoria di improcedibilità sancita dal Tribunale per aver essa proceduto alla mediazione partecipando solamente al primo incontro, senza proseguire oltre nell’effettivo tentativo di giungere ad un accordo. L’appellante precisava che, oltre ad aver promosso la mediazione e ad aver partecipato al primo incontro, la materia non era tra quelle per cui la legge prevede l'esperimento della mediazione obbligatoriamente.
Suggeriamo la lettura della sentenza (leggi qui) per ripercorrere il ragionamento della Corte d’Appello in merito al principio di effettività, sostenuto da molte delle ragioni che già più volte abbiamo portato all’attenzione dei nostri lettori, ma che fino ad oggi abbiamo letto in pronunce di primo grado. Da sottolineare anche la precisazione della Corte, che ribatte all’appellante equiparando in relazione alle conseguenze le materie obbligatorie - che portano all’invio in mediazione ex art. 5 comma 1 bis del D.L.gs. n.28/10 – a quelle non obbligatorie per cui il giudice può sempre disporre l’invio in mediazione – ex art 5 comma 2 – . In entrambi i casi la sanzione per il mancato rispetto della prescrizione è l’improcedibilità.

Risoluzione del Parlamento europeo
Il Parlamento europeo ha approvato un’importante risoluzione (del 12 settembre 2017) sulla mediazione (leggi qui) e, in particolare, sull’attuazione della direttiva 2008/52/CE, sulla base di una serie di studi presentati, tra gli altri, dall’OdM italiano ADR Center.
Nel rilevare che in Italia il ricorso alla procedura di mediazione è ben sei volte superiore al resto dell’Europa, la risoluzione evidenzia molti aspetti positivi dell’attuazione della direttiva, ma anche alcune criticità (come la mancanza un’adeguata rilevazione statistica a livello europeo), formulando cinque raccomandazioni conclusive, tra le quali principalmente l’invito agli Stati membri “a profondere maggiori sforzi per incoraggiare il ricorso alla mediazione nelle controversie civili e commerciali”, nonché l’invito alla Commissione ad “estendere, se possibile, l'ambito di applicazione della mediazione anche ad altre questioni civili o amministrative”.
Di particolare interesse, per le finalità di UNAM, nei considerando iniziali della risoluzione, si rileva la necessità di “dare priorità al cambiamento di mentalità giuridica attraverso lo sviluppo di una cultura della mediazione basata sulla risoluzione amichevole delle controversie”.   
 
UNAM - UNIONE NAZIONALE AVVOCATI per la MEDIAZIONE è l’Unione dei professionisti del mondo forense e dei giuristi d'impresa che sostengono e promuovono la negoziazione, la mediazione e le metodologie consensuali in genere, quali modalità privilegiate e appropriate di risoluzione delle controversie.
Lo scopo principale che si pone UNAM è quello di promuovere e diffondere, in ambito forense e professionale, una cultura della risoluzione consensuale del contenzioso, attraverso principalmente il ricorso alla mediazione ed alla negoziazione diretta tra le parti, assistite da un avvocato.
UNAM si pone altresì i seguenti ulteriori obiettivi:
- costituire una rete di professionisti del mondo forense particolarmente sensibili, avvezzi e preparati alla risoluzione consensuale e negoziale delle controversie, identificabili per la loro stessa appartenenza ad UNAM;
- approfondire, studiare ed elaborare modelli avanzati di procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie, nonché percorsi formativi per professionisti che vogliano proporsi come esperti di questo approccio;
- promuovere ed implementare, nel pieno rispetto del quadro normativo e deontologico forense, una forma di specializzazione per tutti gli avvocati che siano interessati a pubblicizzare la loro peculiare propensione ed esperienza per la risoluzione consensuale e negoziale delle controversie.
ASSOCIAZIONE U.N.A.M.
Via Nazario Sauro 16
00195 Roma
Cod. Fisc. 97806930588
Tel. / Fax 0639738662
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