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NEWSLETTER NOVEMBRE-DICEMBRE 2020
a cura di Tiziana Rosania Avvocato
 
EVENTI
 
Apriamo con un caloroso benvenuto alle Sezioni U.N.A.M. di Macerata, coordinata dall’Avv. Massimo Cesca, di Messina sotto la direzione dell’Avv. Giuseppe Carà, di Pordenone e di Reggio Emilia, coordinate rispettivamente dall'Avv. Cristina Corba e dall’Avv. Massimo Romolotti. Un trend in continua crescita per la nostra Associazione che sul territorio nazionale consta ormai di 34 Sezioni Locali. Alle nuove Sedi Locali e alla nuova Responsabile della Sezione Locale di Bologna, Avv. Daniela Berardi, auguriamo buon lavoro!
 
Nell'ambito della prima Scuola di Specializzazione in Alternative Dispute Resolution U.N.A.M. organizza un corso di Alta Specializzazione della durata di 200 ore. Docenti nazionali ed internazionali, di comprovata esperienza scientifica, didattica e pratica nel settore delle A.D.R., si alterneranno nella formazione, in presenza e a distanza, nel rispetto delle norme per il contenimento del contagio tempo per tempo vigenti. 

Cresce l’apprezzamento per la nostra Associazione. ANACI PIEMONTE si affida ad UNAM per un evento formativo a favore degli amministratori di condominio: si svolgerà il 18 novembre un webinar sul tema della mediazione nelle controversie condominiali. Ne discuteranno il Segretario Generale U.N.A.M., Avv. Mauro Carlo Bonini del Foro di Verbania, e il Coordinatore del Centro Studi nazionale ANACI, Avv. Edoardo Riccio, con l'intervento dell'Ing. Francesco Burrelli, Presidente Nazionale ANACI (leggi la locandina)
 
Aprendosi al mondo delle imprese U.N.A.M. ha organizzato lo scorso 29 ottobre l’evento “Rinegoziare i contratti ai tempi del Covid-19. Il ricorso alla mediazione tra obbligo ed opportunità. Il punto di vista delle imprese” (leggi la locandina). In occasione del confronto svoltosi online e moderato dall’Avv. Giuseppe Tedesco, è stato presentato  il Patto CovidExit, i cui principi ispiratori di cooperazione e coesione sociale, più che mai attuali, dovrebbero accompagnare il comune senso civico anche dopo l’emergenza sanitaria. All'evento, insieme alla Prof.ssa Lucarelli, Ordinario di diritto commerciale presso l'Università di Firenze, sono intervenuti esponenti di alcune tra le Confederazioni maggiormente rappresentative del mondo imprenditoriale. E’ possibile rivedere l’evento sulla pagina Facebook di UNAM. 
Ricordiamo inoltre che è sempre possibile aderire al Patto CovidExit accedendo al sito www.covidexit.it

Si è svolto il 9 ottobre l’evento organizzato dalla Sezione U.N.A.M. di Verbania dal titolo «Il lato inesplorato dell'Avvocatura: InnovazionEtica». L’Avv. Mauro Carlo Bonini, Segretario Generale U.N.A.M., ha intervistato l’Avv. Andrea Buti del Foro di Macerata sul tema dell'innovazione intellettuale con particolare attenzione al sistema dei valori etici implicati. Nel corso dell’incontro è stata presentata la Carta Etica dell’avvocato socialmente responsabile, elaborata dal Relatore con la collaborazione di un gruppo di avvocati operanti in diverse parti d’Italia (leggi la locandina)
  
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LA NATURA NEGOZIALE DELLA RAPPRESENTANZA IN MEDIAZIONE (CORTE DI APPELLO NAPOLI - SENTENZA N. 3227 DEL 29.09.2020)
La presenza personale delle parti in mediazione si conferma un tema all’attenzione della giurisprudenza di merito ancor più dopo le pronunce di legittimità. E' quanto emerge dalla sentenza della Corte Territoriale partenopea secondo cui il procedimento di mediazione obbligatoria ex D.Lgs. n. 28/2010 ha natura personalissima, con la conseguenza che esso esige la presenza personale della parte, ovvero la presenza di un rappresentante munito di procura speciale. Nel caso specifico parte istante, intimante nel giudizio di sfratto, compariva al primo incontro di mediazione a mezzo del proprio difensore in giudizio, non munito di idonea procura speciale. L’avvocato della parte invitata/intimata, anche essa presente all'incontro, pur evidenziando l’improcedibilità per l’assenza dell’intimante, si dichiarava disponibile a rinunciare all’eccezione solo in caso di raggiungimento dell’accordo. Al successivo (primo) incontro di mediazione, per parte intimante partecipava il di lei fratello munito di procura notarile generale conferitagli il 30.08.2005. Avverso la sentenza di primo grado che accoglieva la domanda di sfratto interponeva appello l'intimata, insistendo sulla eccezione di improcedibilità della domanda. La Corte territoriale, ritenendo che l’intimante non avesse presenziato all'incontro di mediazione poiché il rappresentato … deve conferire adeguata procura ad negotia, ha ribaltato la decisione del Tribunale e, in accoglimento del proposto appello, ha dichiarato improcedibile la domanda giudiziale.
 
L’OPPOSTO HA L’ONERE DI AVVIARE LA MEDIAZIONE (CORTE DI CASSAZIONE  SS.UU. n. 19596 del 18.09.2020)
Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria introdotte con ricorso per decreto ingiuntivo, instaurata l’opposizione e decise le istanze sulla provvisoria esecuzione, l’onere di promuovere la mediazione è a carico della parte opposta.
Questo è il principio di diritto enunciato dalla sentenza in epigrafe, che porta a compimento un percorso interpretativo iniziato nel 2015 con la sentenza n. 24629 di segno opposto (che poneva l’onere a carico dell’opponente), proseguito con una forte contrapposizione di esiti nelle sedi di merito e riapprodato in cassazione con l’ordinanza interlocutoria n. 18471/ 2019. Sottolineata l’opportunità dell’intervento delle Sezioni Unite in quanto la “prevedibilità delle decisioni giudiziarie si va affermando come valore prezioso da preservare”, il Collegio rimarca il principio generale, trasfuso nell’art. 4, co. 2, e nell’art. 5, co. 1bis e 6, d.lgs. n. 28/ 2010, per cui grava sull’attore l’onere di promuovere la mediazione. L’opposto, prosegue la Corte, è l’attore sostanziale e l’opposizione non è una impugnazione del decreto, ma un atto che promuove la cognizione piena della pretesa azionata. La lettura costituzionalmente orientata, inoltre, porta a concludere che, data anche la natura non giurisdizionale della mediazione, appare come evidente forzatura il grave squilibrio tra le diverse conseguenze dell’inerzia che derivano dal porre l’onere a carico dell’una o dell’altra parte: revoca del decreto ingiuntivo, ma sua riproponibilità e salvezza dell’azione, se lo si attribuisce all’opposto; definitività dell’ingiunzione con valore di cosa giudicata, se lo si attribuisce all’opponente. Quanto alla finalità deflattiva valorizzata dal precedente del 2015 si apre un conflitto tra il principio di efficienza e di ragionevole durata del processo da un lato e la garanzia del diritto di difesa dall’altro, in cui “quest’ultimo deve necessariamente prevalere”. Il fattore decisivo è quindi la riconferma dell’opposto come attore sostanziale, affrancato, ma solo nella prima fase, dall’onere della mediazione in considerazione della particolarità del procedimento monitorio, caratterizzato da una cognizione sommaria fondata su elementi di prova particolarmente forti (la prova scritta ex art. 633 c.p.c.) ed idonei, a fronte dell’inerzia dell’ingiunto, a conseguire il giudicato. Ma l’opposizione, riportando la questione nell’alveo del giudizio ordinario, ricostruisce l’originaria situazione di partenza e con essa, pertanto, riprende in pieno la sua efficacia il principio generale per cui è l’attore che deve promuovere la mediazione (leggi qui)

Si ringrazia l’Avv. Andrea Zanello del Foro di Roma per la redazione del commento
 
E’ PERENTORIO IL TERMINE ASSEGNATO DAL GIUDICE PER AVVIARE IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE (TRIBUNALE DI PALERMO  SENTENZA N. 2717 del 15.09.2020)
Secondo il Tribunale di Palermo il termine assegnato dal giudice per avviare il procedimento di mediazione pendente iudicio è da ritenersi perentorio. Non si sopisce quindi il contrasto giurisprudenziale sulla natura del termine processuale di assegnazione, che in ragione delle conseguenze importanti che deriverebbero dall’adesione all’uno o all’altro orientamento, meriterebbe l’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite. Dalla lettura del provvedimento emerge un’interpretazione del procedimento di mediazione improntata ai principi processual-civilisti, non proprio in linea con lo spirito dell’istituto. Il Tribunale infatti precisa che anche a ritenere di natura ordinatoria e non perentoria il termine di 15 giorni per l’avvio di mediazione, la mancata proposizione di tempestiva istanza di proroga comporta inevitabilmente, secondo la prevalente giurisprudenza, la decadenza dalla relativa facoltà processuale (come previsto in materia di conseguenze del mancato rispetto di termini ordinatori processuali, non prorogati) (leggi qui).

L'ACCORDO RAGGIUNTO IN MEDIAZIONE IN MATERIA DI DIVISIONE EREDITARIA HA VALORE DI TRANSAZIONE NON RESCINDIBILE (TRIBUNALE DI MILANO SENTENZA del 13.07.2020)
Una interessante sentenza del Tribunale meneghino ha chiarito che l'accordo raggiunto in mediazione dagli eredi  nell'ambito di una divisione ereditaria costituisce una transazione non rescindibile a prescindere dalla corrispondenza tra quote ideali e quote assegnate, diversamente dalla divisione transattiva che invece presuppone tale equivalenza e dunque, in mancanza, è assoggettabile a rescissione. Con tale enunciato la giurisprudenza riconosce il ruolo privilegiato dell'istituto della mediazione, idoneo a valorizzare l'autonomia negoziale delle parti e la loro capacità di autodeterminarsi, ove necessario anche anteponendo ai rispettivi diritti ex lege  l'interesse di ciascuno.
 
SEGNALAZIONI E CONVENZIONI
 
Ricordiamo ai nostri Lettori che l'Associazione ha la propria pagina sui social Facebook e LinkedIn: invitiamo chi lo desideri a seguirci ai seguenti link 
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COMUNICAZIONI AI SOCI U.N.A.M.

Si ricorda agli Associati di provvedere al versamento della quota associativa annuale di euro 20,00 per l’anno in corso e di regolarizzare eventuali annualità precedenti non ancora corrisposte mediante bonifico sul c/c U.N.A.M. (IBAN: IT14J0569645130000002969X80 - causale: quota iscrizione anno/i ....), a supporto delle molteplici attività formative e divulgative dell'Associazione. Si ringrazia per la collaborazione.

 
 

 

 

 

U.N.A.M. – Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione è l’unione dei professionisti del mondo forense che sostengono e promuovono la mediazione, la negoziazione ed, in genere, le metodologie consensuali, quali modalità privilegiate ed appropriate di risoluzione dei conflitti interpersonali.
All'Associazione possono altresì aderire, in qualità di soci sostenitori, altri professionisti che condividono scopi e finalità di U.N.A.M. .
U.N.A.M. è stata costituita in Firenze nell'aprile del 2014 e, con delibera del C.N.F. in data 20.09.2019, ha ottenuto il riconoscimento di Associazione Specialistica Maggiormente Rappresentativa ai sensi dell'art. 35, co. 1, lett. s, della L. n. 247/2012 e del Regolamento C.N.F. 11 aprile 2013 n.1.
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