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FEBBRAIO-MARZO 2017


 
La novità di maggior rilievo di questo periodo è senz’altro la proposta di emendamento al D.d.L. 'Concorrenza' presentata dal Ministro dello Sviluppo Economico. La proposta vuole eliminare dal testo del D.L.vo n. 28/10 la limitazione temporale della condizione di procedibilità. In questo caso avremmo la stabilizzazione della mediazione, pur senza gli auspicati correttivi. 
Entra in vigore il prossimo 8 aprile il regolamento sulle nuove Camere Arbitrali e di Conciliazione forense, purtroppo senza che sia stato previsto un coordinamento con i già istituiti O.d.M. presso i Consigli degli Ordini. 
Il TAR Abruzzo ha annullato con sentenza il regolamento della Camera di Conciliazione di Pescara presso La locale Camera di Commercio, nella parte in cui impedisce al mediatore di formulare la proposta anche in assenza o disaccordo di una parte. Con questa decisione il T.A.R. si pone in contrasto col Ministero della Giustizia che, in  un recente parere rilasciato a richiesta di un O.d.M., distingue l’ipotesi in cui la parte chiamata non compare da quella in cui compare e dichiara di non voler proseguire oltre il primo incontro, ai fini della possibilità per il mediatore di nominare il consulente tecnico in mediazione, operando un parallelo alla 'proposta in contumacia'. 
Il D.d.L. 'Gelli' è diventato legge. Segnaliamo un parere del C.N.F. in tema di assistenza in mediazione e una sentenza di merito del Tribunale di Cagliari.
Concludono la N.L. alcune notizie da U.N.A.M.

D.d.L. 'Concorrenza'
Uno degli emendamenti governativi alla “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” è stato proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico (leggi qui): all’art. 53 prevede l’inserimento della “modifica normativa volta a mettere a regime la mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali al fine di ridurre il numero delle controversie”. In altre parole, lo stesso governo vuole stabilizzare l’obbligatorietà del tentativo di mediazione per le materie già indicate dal D.L.vo n. 28/10, eliminando ogni riferimento a monitoraggio e periodo sperimentale della mediazione. Questa decisione è fondata sull’evidenza dei dati numerici che hanno dimostrato come la condizione di procedibilità che riguarda la mediazione, a differenza – fino a questo momento – di quella che riguarda la negoziazione assistita, ha contribuito a ridurre il carico del contenzioso nell’ultimo periodo.  Come spiegato dalla relazione illustrativa all’emendamento, la percentuale di diminuzione del carico processuale è da ascrivere all’efficacia della mediazione i cui esiti positivi hanno evitato di instaurare il contenzioso davanti al giudice tutte le volte - il 43% di tutte le mediazioni proseguite - che le parti hanno raggiunto un accordo. E questo nonostante il fatto le materie per cui il tentativo è obbligatorio costituiscano appena l’otto per cento delle iscrizioni a ruolo. Facile immaginare quali potrebbero essere le ricadute positive a seguito dell’estensione della condizione di procedibilità anche ad altre materie.  Siamo convinti che in questi anni la mediazione abbia spiegato un effetto positivo sotto l’aspetto deflattivo persino in casi in cui non è stato raggiunto l’accordo: grazie all’istituto le parti, incontrandosi, possono infatti molto meglio misurare le rispettive chances e quindi non porre in essere il passo successivo alla luce delle  nuove consapevolezze acquisite. 

Regolamento Camere arbitrali e di Conciliazione forense
Con il Decreto n. 34 del 14 febbraio 2017 – appena pubblicato in G.U. (leggi qui) – il Ministro della Giustizia ha dettato le "modalità per costituire camere arbitrali, di conciliazione e organismi di risoluzione alternativa delle controversie di cui agli articoli 1, comma 3, e 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247".
Com'è noto, quest'ultima, recante la nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense, ha previsto che il Consiglio dell'Ordine circondariale forense "può costituire camere arbitrali, di conciliazione e organismi di risoluzione alternativa delle controversie, in conformità a regolamento adottato ai sensi dell'articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite".
Ebbene, nell'elaborare il citato regolamento, ci pare che l'Ufficio legislativo del Ministero non si sia fatto carico di considerare adeguatamente, a fini di armonizzarne il testo, le diverse disposizioni già vigenti in materia di conciliazione/mediazione.
In particolare, non ci pare chiaro il rapporto fra gli Organismi istituiti dai CC.OO.AA. sulla base dell'art. 18 del D.L.vo n. 28/2010 e le istituende 'Camere Arbitrali e di Conciliazione'.
Se vogliamo che gli utenti del 'servizio giustizia' si orientino sempre più nella direzione delle procedure A.D.R. è imprescindibile rendere il sistema, nel suo complesso, il più chiaro e semplice possibile: soluzione cui non contribuisce certo la (inutile) duplicazione di organismi forensi deputati a gestire i procedimenti di mediazione.
Leggi qui alcune riflessioni in proposito.

Sentenza T.A.R. Abruzzo - Sez Pescara
Il Tribunale  Amministrativo Regionale dell’Abruzzo con una recente sentenza (leggi qui) ha annullato il regolamento dell'O.d.M. presso la Camera di Commercio di Pescara nella parte  in cui non consente al mediatore di formulare la proposta anche in caso di mancata adesione o mancata partecipazione di una delle parti, o di  mancato proseguimento oltre il primo incontro.
Il tribunale, investito anche di altre questioni, si è dichiarato incompetente a decidere in merito alla dichiarazione di volontà dell'Amministrazione partecipante di non voler proseguire oltre il primo incontro, ritenendola esplicazione di un'attività negoziale privata; parimenti si è dichiarato incompetente a decidere in merito alla validità del verbale di mediazione contenente il diniego del mediatore alla formulazione della proposta richiesta dal solo istante, ritenendo competente a rispondere sul punto il Giudice Civile in sede di valutazione del corretto espletamento della condizione di procedibilità.
In merito alle censure svolte al regolamento dell’O.d.M., il T.A.R. ritiene irrilevanti le motivazioni portate a sostegno dello stesso da parte dell’Amministrazione. La prima riguarda la conformità delle previsioni regolamentari al dettato del D.M. n. 180/10,  che non è stato impugnato nel ricorso e che giustificherebbe la previsione regolamentare.  Il Giudice Amministrativo non considera  accoglibile la questione preliminare, argomentando che in caso di contrasto della norma regolamentare con la fonte primaria (D.L.vo n. 28/10), ben si può disattendere la norma gerarchicamente sottoposta (D.M. n. 180/10) senza bisogno di impugnarla. 
Anche la motivazione relativa all'acquiescenza al regolamento dell'O.d.M., che si sarebbe realizzata da parte dell’istante con l'iscrizione alla procedura, non è degna di accoglimento, e sul punto il T.A.R. non motiva. Ad avviso del T.A.R. non merita accoglimento la questione preliminare basata sulla intervenuta decadenza dal potere di impugnazione,  posto che l'interesse è  sorto solo nel momento in cui il mediatore ha rifiutato la formulazione della proposta.

Responsabilità medica
Il D.d.L. 'Gelli' è diventato legge (leggi qui) senza variazioni ulteriori e sarà applicabile dal primo aprile p.v. . Come avevamo annunciato è stata prevista l’alternativa tra A.T.P. e mediazione per la condizione di procedibilità. Una riflessione si impone, confrontando i tempi di questo provvedimento e dell’emendamento al DDL concorrenza di cui abbiamo parlato all’inizio della Newsletter. Quando è stato introdotto l’emendamento al D.d.L. 'Gelli' che ha rimesso in corsa la mediazione - ad una prima stesura totalmente esclusa a favore dell’A.T.P. -  non c’era all’orizzonte una possibile soluzione entro la scadenza del termine di quattro anni previsto per la sperimentazione dell’obbligatorietà (escludendo i lavori della  Commissione Alpa, sui quali dopo la consegna della relazione avvenuta a gennaio scorso nulla si è saputo). 
A ben vedere quindi, introducendo l'alternatività tra A.T.P. e mediazione, il legislatore ha dimostrato un favor per la mediazione, anche rispetto allo strumento della negoziazione assistita. 
La negoziazione assistita è oggi obbligatoria per le azioni riguardanti il risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per le domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme, purché non eccedenti 50.000 euro e non riguardanti controversie assoggettate alla disciplina della c.d. 'mediazione obbligatoria'. Laddove la mediazione non dovesse più costituire condizione di procedibilità dell’azione, la negoziazione assistita diverrebbe condizione di procedibilità per tutte le liti entro la fascia di valore suddetta.
Con l’alternativa introdotta nel disegno di legge sulla responsabilità medica è stata rivelata con l'anticipo di qualche mese l’intenzione del legislatore di salvaguardare la mediazione quale regina delle A.D.R., grazie ai risultati da questa raggiunti. 

Assistenza in mediazione
Il C.O.A. di Roma, in ragione di perplessità manifestate da alcuni Colleghi del Foro, nel 2016 ha formulato al C.N.F. un quesito relativo all'assistenza legale da parte dei praticanti avvocati nelle procedure di mediazione. Il C.N.F. ha fornito un parere (leggi qui) che si pone in contrasto con il deliberato degli Ordini forensi, emesso in seno alla XI Assemblea del Coordinamento della Conciliazione, svoltasi a Pesaro nell’ottobre 2013. Osserva il C.N.F., nella persona del Relatore Merli, che poiché il praticante che abbia conseguito l'abilitazione a norma di legge, può patrocinare, anche se limitatamente ad alcune materie e presso le competenti Corti di giustizia, allo stesso modo, per  le mediazioni condizione di procedibilità di quell'azione che deve promuovere per i suoi assistiti, il praticante va considerato abilitato all'assistenza tecnica in mediazione. Concludendo in modo opposto, argomenta il relatore, si andrebbe a pregiudicare ingiustamente e immotivatamente l’attività professionale del praticante.
Il Coordinamento della Conciliazione forense, al contrario, aveva concluso e condiviso con la maggior parte  dei CC.OO..AA. che ospitano Organismi di mediazione ai sensi del D.L.vo n. 28/10, che solo l'avvocato potesse assistere il cliente in mediazione, secondo l'espressione letterale della norma: "le parti, assistite dai propri avvocati ......" (Consiglio nazionale forense - rel. Merli -  parere 16 marzo 2016, n. 33. Quesito n. 125, C.O.A. di Roma).

Tribunale di  Cagliari - Sentenza dell’ 8 febbraio 2017
Il dottor Ignazio Tamponi si occupa di un contenzioso tra un istituto bancario e un mutuatario  (leggi qui) esaminando la natura del termine per instaurare il procedimento di mediazione demandata dal Giudice e ritenendo che lo stesso abbia natura perentoria. Anche concludendo diversamente, argomenta il Giudice, nel caso di specie il risultato sarebbe analogo perché la mediazione non risulta nemmeno iniziata entro il termine dell’udienza successiva a quella in cui era stato disposto l’esperimento del tentativo. Peculiare è il dato di fatto da cui il Giudice fa discendere l’evidenza del mancato esperimento: è direttamente l’Ufficio Giudiziario, infatti, che si informa presso la locale C.C.I.A.A. e ottiene l’informazione che nessuna mediazione è stata introdotta per il procedimento in parola.

Convegno Trani
Si è tenuto a Trani un interessante convegno, promosso e patrocinato da U.N.A.M., sull’esperienza applicativa della mediazione riformata e sulle proposte di riforma formulate dalla Commissione Alpa. Il convegno ha visto la partecipazione di oltre 200 avvocati ed è stato moderato dall’Avv. Angela Napolitano, responsabile della sezione U.N.A.M. di Trani, con l’intervento della Prof.ssa Chiara Giovannucci Orlandi, dell’Avv. Giampaolo Di Marco e del nostro Presidente, Avv. Angelo Santi.

Nuove sezioni
Sono state recentemente ammesse le Sezioni U.N.A.M. di Potenza e di Verbania, i cui responsabili sono, rispettivamente, l'Avv. Tiziana Rosania ed il nostro tesoriere, Avv. Mauro Carlo Bonini.
Alle nuove Sezioni formuliamo i migliori auguri di buon lavoro!

Assemblea U.N.A.M.
Vi preannunciamo la prossima convocazione dell’Assemblea ordinaria U.N.A.M., che si terrà a Roma il giorno 22 giugno 2017 (dalle ore 11 alle ore 17). Seguirà a breve la convocazione formale con i punti all’ordine del giorno della stessa Assemblea, che sarà anche elettiva delle nuove cariche sociali.
Vi anticipiamo già che saranno portate all’attenzione dei soci alcune proposte di modifica statutaria sulla disciplina delle sezioni locali, sulla istituzione della figura del socio sostenitore (che possa essere anche un non avvocato), nonché sulla istituzione di un comitato scientifico.
In occasione della stessa Assemblea, sarà valutata e discussa la presentazione al C.N.F. della domanda per il riconoscimento di U.N.A.M. quale associazione specialistica.

Quote associative 2017 - Nuove iscrizioni.
Ricordiamo, infine, ai nostri Associati che lo scorso 28 febbraio è scaduto il termine per il pagamento della quota associativa per l'anno 2017 (euro 20,oo): al fine di tenere aggiornato l'Elenco dei Soci, invitiamo chi non avesse ancora provveduto ad effettuare al più presto il versamento mediante bonifico sul c/c U.N.A.M. (IBAN: IT14J0569645130000002969X80 - causale: quota iscrizione 2017). 
Per i lettori non ancora iscritti ad U.N.A.M. che volessero aderire all'Associazione mettiamo qui a disposizione il relativo modulo.
UNAM - UNIONE NAZIONALE AVVOCATI per la MEDIAZIONE è l’Unione dei professionisti del mondo forense e dei giuristi d'impresa che sostengono e promuovono la negoziazione, la mediazione e le metodologie consensuali in genere, quali modalità privilegiate e appropriate di risoluzione delle controversie.
Lo scopo principale che si pone UNAM è quello di promuovere e diffondere, in ambito forense e professionale, una cultura della risoluzione consensuale del contenzioso, attraverso principalmente il ricorso alla mediazione ed alla negoziazione diretta tra le parti, assistite da un avvocato.
UNAM si pone altresì i seguenti ulteriori obiettivi:
- costituire una rete di professionisti del mondo forense particolarmente sensibili, avvezzi e preparati alla risoluzione consensuale e negoziale delle controversie, identificabili per la loro stessa appartenenza ad UNAM;
- approfondire, studiare ed elaborare modelli avanzati di procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie, nonché percorsi formativi per professionisti che vogliano proporsi come esperti di questo approccio;
- promuovere ed implementare, nel pieno rispetto del quadro normativo e deontologico forense, una forma di specializzazione per tutti gli avvocati che siano interessati a pubblicizzare la loro peculiare propensione ed esperienza per la risoluzione consensuale e negoziale delle controversie.
ASSOCIAZIONE U.N.A.M.
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