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NEWSLETTER - NOVEMBRE 2016

 
Il mese di novembre e' trascorso in modo tranquillo per quanto riguarda la mediazione, e questa di per se e' una buona notizia. Tra gli eventi degni di nota segnaliamo l'importante ed  interessante dibattito sulle prospettive future della mediazione in Europa, svoltosi  ieri presso il Parlamento europeo. E' stato possibile seguire in diretta l'intero dibattito collegandosi con il sito del Parlamento europeo, e gli atti del convegno sono stati già pubblicati e sono consultabili a questo link:
http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2016/571395/IPOL_IDA%282016%29571395_EN.pdf

Sul fronte nazionale, invece, il Parlamento italiano si e' occupato della responsabilità professionale degli operatori medici e sanitari: stiamo seguendo gli sviluppi dei lavori perché interessano la condizione di procedibilità per le cause del settore.

L'ISDACI - Istituto scientifico per l'arbitrato, la mediazione e il diritto commerciale - ha presentato lo scorso 8 novembre il rapporto annuale sulla giustizia alternativa, nel corso di un evento cui ha partecipato il nostro Presidente avvocato Angelo Santi.

Infine vi segnaliamo un parere dell'Agenzia delle entrate e due decisioni dei giudici di merito.

RAPPORTO ANNUALE ISDACI
Nel corso dell'anno 2015 e' cresciuta la domanda di mediazione e di pari passo l'arbitrato, con un incremento rispetto all'anno precedente rispettivamente del 9% e del 10% (leggi qui). Queste le buone notizie esposte dall'Istituto nel corso della presentazione a Milano del nono rapporto: un evento promosso da Unioncamere in collaborazione con la Camera di Commercio e la Camera arbitrale di Milano. La giustizia alternativa ha complessivamente raccolto 32.000 domande in più, senza considerare i dati relativi alla negoziazione paritetica. I lavori (leggi qui) si sono svolti presso il Palazzo Giureconsulti alla presenza del Presidente Massimo Maria Molli, e hanno visto la partecipazione di mediatori, professori universitari ed esperti del settore, tra i quali ci piace citare la Professoressa Chiara Giovannucci Orlandi, dell'università di Bologna, oltre al nostro Presidente.

D.d.L. sulla  responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
Tra le materie che per la legge sulla mediazione richiedono il preventivo, obbligatorio, esperimento del tentativo di conciliazione per poter iniziare una causa, è presente da sempre la responsabilità medica e dal 2013, anno della riforma operata dal 'decreto del fare', come sappiamo è stata aggiunta anche la responsabilità sanitaria. Attualmente è in discussione in Parlamento un Ddl sulla responsabilità professionale degli operatori del settore. In particolare, per quanto ci riguarda, la riforma sulla responsabilità medica e sanitaria prevederebbe che alla condizione di procedibilità di cui all'art. 5 D.L.vo n. 28/10 venga sostituito il tentativo di conciliazione esperito ex art 696 bis del c.p.c. dal Consulente tecnico nominato dal Tribunale nel corso dell'accertamento tecnico preventivo.
Inutile dilungarsi a spiegare  come e perché questa modifica comporterebbe per il cittadino costi molto più ingenti e soprattutto una diminuita possibilità di raggiungere un accordo prima di tentare il giudizio. La buona notizia è che pochi giorni fa è stato presentato in Senato, dove si sta procedendo ai lavori sugli emendamenti, un particolare emendamento che andrebbe a modificare proprio questo punto, introducendo la possibilità per il cittadino di scegliere: o esperire il tentativo di conciliazione  presso un Organismo di mediazione o la possibilità di procedere ex art. 696 bis c.p.c. con l'accertamento tecnico preventivo. 
In pratica invece di abolire la condizione di procedibilità in favore dell'A.T.P. verrebbe introdotto l'obbligo di scegliere una delle due alternative, lasciando così al cittadino la possibilità di servirsi del  rimedio molto più economico e suscettibile di sortire più probabilmente un effetto positivo, considerato anche che in sede di mediazione le parti ben possono ricorrere ad un ausilio tecnico di supporto al mediatore spendendo cifre nemmeno paragonabili a quelle dell'A.T.P. .  
Questo emendamento ha riscosso il favore di molti parlamentari, ma non è stato ancora votato Ed ora i lavori delle Commissioni sono stati interrotti per riprendere dopo la votazione del referendum costituzionale.

Tribunale di Napoli-nord: ordinanza del 10 Ottobre 2016
E sempre a proposito di consulenza tecnica in mediazione, o comunque di ausilio tecnico all'interno di una procedura di mediazione, segnaliamo la pronuncia del Tribunale di Napoli-nord (leggi qui) per il quale il fatto che in un procedimento di mediazione la parte chiamata non si presenti non pregiudica la possibilità che il procedimento di mediazione possa essere completato con un ausilio tecnico tramite la nomina di un consulente, purché quest'ultimo sia iscritto negli albi dei consulenti tecnici d'ufficio istituiti presso i Tribunali. L'ordinanza del giudice Pasquale Ucci così 'disegna' le modalità di svolgimento della mediazione: premesso che il procedimento deve essere svolto con la partecipazione delle parti personalmente, il mediatore dovrà formulare una proposta - eventualmente servendosi dell'ausilio di un Consulente tecnico, anche in assenza di una delle parti - e comunicarla anche alle parti assenti in mediazione; dovrà, quindi, formare un processo verbale della mediazione nel quale dare atto in particolare delle motivazioni dell'eventuale mancata partecipazione e "delle eventuali ragioni addotte per giustificare la mancata accettazione" della proposta.

Il termine dei tre mesi non e' perentorio, anche per l'A.E.
L'agenzia delle entrate di Sondrio, a seguito della richiesta di un parere circa l'applicabilità delle esenzioni - previste dalla normativa - alle mediazioni che superino i tre mesi, riconosce la possibilità dell'applicazione e specifica che il termine dei tre mesi per la conclusione del procedimento non è un termine perentorio. E' rassicurante sapere che anche per l'A.E. è così. Non avremmo dovuto neanche menzionare questo parere (leggi qui) ma da parte dell'agenzia delle entrate nelle sue dislocazioni territoriali abbiamo spesso avuto delle sorprese in relazione a decisioni sulle esenzioni  e sulle tasse da pagare nell'ambito dei procedimenti di mediazione, di cui vi abbiamo informato, e pertanto ci piace dare anche le buone notizie, pur se l'argomento sembrerebbe incontroverso.

Tribunale di Bari: decisione del 7 settembre 2016
Nel corso di un'esecuzione relativa ad un accordo in mediazione che non era stato rispettato dalle parti, veniva fatta opposizione sull'assunto che il titolo non fosse idoneo a sortire gli effetti di immediata esecutività perché non corredato dalla formula specifica, prevista dall'art. 12 del D.L.vo n. 28/10, con la quale gli avvocati attestano e certificano la conformità dei contenuti dell'accordo alle norme imperative e dell'ordine pubblico. Il G.E. di Bari, dottoressa Valentina D’Aprile, esamina l'eccezione e conclude che non c'è la necessità dell'apposizione di una formula sacramentale per conferire poteri esecutivi all'accordo, perché già solo con la firma degli avvocati che lo sottoscrivono l'accordo concluso tra le parti è certificato (leggi qui). In altre parole, la sola sottoscrizione costituisce evidenza della verifica effettuata da parte dei difensori circa la rispondenza dell'accordo alle norme imperative ed ai principi dell'ordine pubblico. Decisione in linea con il principio di informalità che costituisce caratteristica precipua del procedimento di mediazione. 

Quote sociali
Nel concludere questa N.L. dobbiamo invitare gli Associati che non avessero ancora provveduto al versamento della quota associativa per l’anno in corso (euro 20,oo) a voler cortesemente provvedere entro il 15 dicembre p.v. mediante bonifico bancario sul c/c UNAM – Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione (codice IBAN: IT14J0569645130000002969X80 – Banca Popolare di Sondrio – Filiale di Arona)                                                  
UNAM - UNIONE NAZIONALE AVVOCATI per la MEDIAZIONE è l’Unione dei professionisti del mondo forense e dei giuristi d'impresa che sostengono e promuovono la negoziazione, la mediazione e le metodologie consensuali in genere, quali modalità privilegiate e appropriate di risoluzione delle controversie.
Lo scopo principale che si pone UNAM è quello di promuovere e diffondere, in ambito forense e professionale, una cultura della risoluzione consensuale del contenzioso, attraverso principalmente il ricorso alla mediazione ed alla negoziazione diretta tra le parti, assistite da un avvocato.
UNAM si pone altresì i seguenti ulteriori obiettivi:
- costituire una rete di professionisti del mondo forense particolarmente sensibili, avvezzi e preparati alla risoluzione consensuale e negoziale delle controversie, identificabili per la loro stessa appartenenza ad UNAM;
- approfondire, studiare ed elaborare modelli avanzati di procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie, nonché percorsi formativi per professionisti che vogliano proporsi come esperti di questo approccio;
- promuovere ed implementare, nel pieno rispetto del quadro normativo e deontologico forense, una forma di specializzazione per tutti gli avvocati che siano interessati a pubblicizzare la loro peculiare propensione ed esperienza per la risoluzione consensuale e negoziale delle controversie.
ASSOCIAZIONE U.N.A.M.
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