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LTER-Italia newsletter Novembre/Dicembre 2016
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LTER-Italia Newsletter

Marzo/Aprile 2017

 
Carissimi,
in questa newsletter vogliamo aggiornarvi su alcune delle recenti iniziative, attività e novità della rete LTER-Italia e dei suoi siti.

News dai Siti LTER-Italia

Laguna di Venezia

La laguna di Venezia presenta una superficie  di circa 550 km2 dei quali l’80% è subtidale, il 5% sopratidale, mentre il 10% è collocato nella fascia intermareale generando landforms caratteristiche, come le velme e le barene. La laguna di Venezia si presenta quindi come un complesso mosaico di habitat dove la morfologia e processi biologici sono  principalmente controllati da fattori fisici. Tra questi i principali drivers ecologici sono la salinità, il ricambio idrico, le caratteristiche del sedimento e le dinamiche legate al metabolismo della sostanza organica. Gli Enti coinvolti nelle attività di ricerca del sito sono l’Istituto di Scienze Marine del CNR, l’Università Ca’ Foscari, il Museo di Storia Naturale di Venezia ed il CO.RI.LA. I principali filoni di ricerca comprendono il rilievo in continuo di variabili ambientali fisico – chimiche e idrologiche, analisi inerenti la contaminazione di acque e sedimenti, l’ecologia e distribuzione del plancton e del benthos, ittiofauna e avifauna. Negli ultimi anni l’attività del sito si è focalizzata principalmente su aspetti e progetti nazionali ed europei inerenti la biodiversità e la crescente presenza di specie non indigene. Vista la complessità del macrosito parte dell'attività di monitoraggio e ricerca è concepita a scale spaziali multiple (Atlante della Laguna).
Contatti: Davide Tagliapietra, Elisa Camatti, CNR - ISMAR Venezia

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Il Parco Nazionale Gran Paradiso (PNGP), uno dei siti LTER montani italiani, comprende i diversi ecosistemi che si avvicendano lungo il gradiente altitudinale presente all’interno dell’area (ca. 800 – 4000 m slm). Gli ambienti non o scarsamente vegetati coprono il 60% del territorio del Parco, le praterie e i pascoli il 17%, il 20.2% è caratterizzato da boschi e cespuglieti, mentre lo 0.8% da coltivi e aree urbanizzate. Gli ambienti acquatici, oltre ai torrenti, comprendono almeno 15 laghi.
Nel corso degli anni le attività di ricerca e di monitoraggio del PNGP si sono notevolmente ampliate, andando a toccare aspetti eco-etologici di diverse specie animali, in particolare stambecco (dal 1994), camoscio (dal 1993) e marmotta (dal 2006). Dal 2006 è anche attivo un progetto di monitoraggio della biodiversità animale in aree campione, utilizzando come taxa guida sia vertebrati (uccelli), sia invertebrati (lepidotteri ropaloceri, ortotteri, macro-invertebrati), proseguito nel tempo anche grazie alla collaborazione con il CNR. Dal 2006 è in corso uno studio sull’ecologia dei laghi alpine con l’obiettivo di comprendere il funzionamento di questi ecosistemi e la conservazione.
Aspetti di importanti riguardano il monitoraggio e l'analisi dei cambiamenti climatici nelle praterie alpine, concentradosi sul monitoraggio intesivo dal 2012 di nove località, dislocate in tutte e cinque le vallate del Parco. In quest’ambito sono condotti, da molti anni, monitoraggi delle condizioni dei ghiacciai, sia come variazioni frontali sia come bilanci di massa per ghiacciai selezionati. E' al momento in corso la costituzione di un osservatorio della "Earth Critical Zone" nel territorio del Parco, come ulteriore contributo del PNGP alla rete LTER.
Il PNGP partecipa o coordina diversi progetti europei, incluso il progetto EU IP FP7 ACQWA (2008-2013), il progetto Life+ "BIOAQUAE" (2012-2016), il progetto Interreg Italia-Svizzera – "GREAT: Grandi Erbivori negli Ecosistemi Alpini in Trasformazione" (Alcotra 2007-2013) e il progetto EU H2020 "ECOPOTENTIAL: Improving Future Ecosystem Benefits through Earth Observations" (2015-2019). Il PNGP è uno dei siti di studio del progetto di interesse nazionale "NextData".

Contatti: Antonello Provenzale, CNR - IGG

News dalla Rete LTER-Italia

Attività di monitoraggio nella Tenuta di Castelporziano
Le attività di monitoraggio per il 2017, coordinate dall’Osservatorio degli Ecosistemi Mediterranei, saranno incentrate sul tema della rinnovazione naturale dei soprassuoli forestali, ovvero sulla conoscenza delle dinamiche ambientali e/o di gestione in grado di influenzarla, favorendola o inibendola. Vengono studiati gli strati più superficiali del suolo, l’humus e la pressione della fauna selvatica sulle giovani plantule. Si sta procedendo alla mappatura degli Habitat Natura 2000, al monitoraggio dei bilanci di CO2, alla determinazione di distribuzione e composizione di Odonati in corpi d’acqua artificiali (fontanili). Parallelamente si prosegue con l’aggiornamento del Piano di Gestione e con il monitoraggio fitosanitario delle pinete.
Contatti: osservatorio.ecosistemi@quirinale.it
10 nuove scoperte faunistiche nel sito LTER Matsch| Mazia
 
Nel sito della Val Mazia a giugno 2016 più di 30 biologi provenienti da Austria, Germania, Svizzera e Italia hanno partecipato a una straordinaria iniziativa di raccolta dati faunistici e floristici. Nel corso di una settimana sono state classificate più di 1000 specie diverse. Tra queste un coleottero (Opetiopalpus sabulosus) è stato rinvenuto per la prima volta in tutto l’arco Alpino e nove specie sono state rinvenute per la prima volta in Alto Adige: tre ragni (Thanatus arenarius, Parasyrisca vinosa, Styloctetor romanus), due stafilinidi (Plataraea dubiosa, Lordithon bimaculatus), tre acari (Licnodamaeus costula, Paratritia baloghi, Phauloppia rauschenensis) e la larva di un simulide (Prosimulium tomosvaryi).
Contatto: Veronika Fontana, Istituto per l’Ambiente Alpino, Eurac research, Bolzano

 
Tea Time!
Il sito “Appennino centro-meridionale: Majella-Matese” è entrato a far parte del progetto di ricerca Global Litter Decomposition Study: ILTER TeaComposition Initiative, uno studio coordinato dall’Institute of Ecosystem Research and Environmental Information Management (Austria), che ha come obiettivo lo studio della velocità di decomposizione della lettiera e le implicazioni sul ciclo del carbonio negli ecosistemi di alta quota, anche in relazione al riscaldamento climatico. Bustine di thè (Rooibos e Green) sono state sepolte a pochi centimetri dal suolo e saranno pesate a più intervalli (3-12-24 e 36 mesi). I siti interessati sono localizzati oltre i 2400 metri di altitudine del Parco Nazionale della Majella
Contatti: Angela Stanisci, Luciano Di Martino
Link utili: DEIMS, Poster, GLORIA, EnvixLAB

 
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