Copy
Il contenuto di questo messaggio è a cura della 
Federazione Assemblee Rastafari in Italia

F.A.R.I.

Federazione Assemblee Rastafari in Italia

Sito
Sito
Facebook
Facebook
YouTube
YouTube

Newsletter F.A.R.I.
Agosto 2015

Saluti e benedizioni nel Nome Maestoso del Signore Altissimo, il Vivente, Antico dei Giorni Qadamawi Haile Selassie,
Luce del Mondo e delle genti.

Benvenuti e ben ritrovati su queste pagine cari fratelli e sorelle, lettori e lettrici della nostra newsletter; ci ritroviamo virtualmente dopo aver avuto, con alcuni anche nel corpo, con tutti in spirito e rendimento di grazie, la benedizione di celebrare l’anniversario della nascita del Cristo nella Sua veste regale, e rinnovati, siamo proiettati di nuovo a riprendere gli impegni quotidiani, mantenendo salda la livity e vivi nella memoria e nei propositi i pensieri e le meditazioni esperite in quei giorni.
Iniziamo allora questo mese nel migliore dei modi, con la newsletter F.A.R.I. di agosto 2015: una lettura edificante, densa di contributi e articoli, meditazioni e approfondimenti storici, video e poesie, rubriche e report interessanti, con in apertura un interessante e utile messaggio del Cappellano che, in apertura, ci aiuterà a focalizzarci su quale debba essere, ed è effettivamente, il nostro dovere che è il nostro bene, per noi e per il nostro prossimo, in questi tempi di tribolazioni e divisioni, di pericolo e di insicurezza, mai sazi e soddisfatti di compiere il nostro destino, nella Volontà di Dio e nella certezza di poter così trovare il nostro posto al sole, per la salvezza e la felicità di InI.

Prima di lasciarvi alla lettura, ringraziamo tutti i fratelli e le sorelle che hanno contribuito alla stesura di quest’opera, e vi ricordiamo che potete scrivere alla redazione all’indirizzo publicrelations@ras-tafari.com, o iscrivervi e far iscrivere vostri fratelli e conoscenti, interessati alla livity e alla fede RasTafari, a questa newsletter semplicemente visitando il sito www.ras-tafari.com.

Buona lettura, e che le benedizioni e l’amore, la pace e il timore di Dio riempiano le nostre case e i nostri cuori.
Gloria al Re dei re nei cieli e sulla terra, in eterno. Selah

 

Bro Viktor

Messaggio del Cappellano

 

Oneness

Carissima Family,
fratelli e sorelle che vivete lungo il territorio italiano, vi saluto nel Divino e Preziosissimo Nome di Qadamawi Haile Selassie, Unico e Primo, senza inizio senza fine.

Siamo alle porte di una nuova stagione nella nostra Comunità, un nuovo Consiglio Direttivo, nuove cariche, nuove vibrazioni ed energie nell’aria, tutto è meravigliosamente in accordo con il bene che corre lungo questa Creazione.

Quale gioia passare insieme tre giornate in occasione del Gathering del 23 Luglio.

Rendiamo grazie per questa vita che ci concede di impegnare le nostre energie nella missione Rastafari… una volta eravamo in catene ma ora, nella luce della Livity, possiamo finalmente esercitare il nostro pieno potere, ovvero vivere questa vita ogni istante nella celebrazione del momento benedetto e contribuire alla Creazione apportando il nostro apporto.

Può sembrare semplicistico o riduttivo, ma ciò è il compito di I n I Rastafari in quest’epoca di Rivelazione.

Ebbene, la nostra forza risiede nella semplicità.

Le nostre armi sono lo spirito e la rettitudine espresse attraverso la parola. La nostra corazza è la fede e la Livity è il nostro passaporto per camminare lungo questa Creazione con il sorriso nel cuore.

Tutto è possibile in questi giorni di Armagideon… osserviamo giorno dopo giorno valori ed ideali che crollano e siamo nel momento in cui il male viene scambiato per il bene e viceversa. Ci troviamo a doverci schierare da questa o da quella parte… I n I è così felice di restare con l’esercito dei giusti, con la famiglia degli uomini di buona volontà, con gli angeli che il Padre ha mandato in terra per esercitare il Suo diritto e la Sua giustizia.

Questi angeli siamo noi, I n I Rastafari Family del globo che siamo stati chiamati a modellare le nostre vite sullo stampo dell’ Esempio originario che dal trono d’Etiopia ha illuminato il mondo.

Cosa possiamo fare? Come possiamo rendere nobile questa nostra vita e fruttuose le nostre condotte?

ONENESS è la risposta.

Unità. Unicità. Singolarità che diviene collettività. Celebrazione del piccolo e semplice che porta a celebrare la totalità nella sua armoniosa complessità. Coltivare me stesso ed allo stesso tempo coltivare il mio prossimo. Grounding profondo che diventa elevazione.

Quando I n I Rastafari siede in meditazione deve concentrare l’attenzione sull’unità.

Dobbiamo riflettere e valutare tutte le belle caratteristiche di questa qualità a livello spirituale ma anche molto pratico, dobbiamo apprezzare la gioia che essa porta con sé ma allo stesso tempo le responsabilità, le facilitazioni e le possibili complicazioni del vivere come un corpo unico.

Dopo aver riflettuto e capito che l’unità non è altro che una cosa buona e che anche se comporta più organizzazione offre così tanti benefici alle nostre vite, smettiamo di pensare e di usare parole ed argomentazioni… passiamo ad un altro livello… cerchiamo di diventare un tutt’uno con l’unità, cerchiamo di viverla, identifichiamo noi stessi con essa, guardiamola come un qualcosa che non è al di fuori di noi, sentiamola come una parte integrante del nostro essere come un nostro organo, o un osso, o magari il sangue stesso, assaporiamo il piacere che offre essere parte di un corpo unico, senza triste solitudine, insieme e rafforzati… diventiamo consapevolmente parte dell’ unità, sediamo essendo parte dell’unità.

Così potremmo capire che la comunità è un’espansione di noi stessi, un altro fratello o sorella siamo noi semplicemente con sembianze e qualità differenti.

Se impariamo a vederci in Oneness e ne penetriamo la forza allora capiremo che siamo tutti parte dell’ I universale; se perpetuiamo quell’esperienza allora vivremo costantemente in Oneness.

Questa energia aiuterà a celebrare la comunità e allo stesso tempo a risolvere eventuali conflitti che possono sorgere in ogni momento in quanto componenti fondamentali dell’unità sono il rispetto e l’overstanding, dove essi dimorano ci sarà sempre possibilità di risoluzione e trasformazione. Nulla è impossibile in Rastafari, nulla può limitare il bene.

Questo si applica alla comunità, così come ad un gruppo ristretto di fratelli, alla famiglia, alla coppia… restiamo in Oneness, nulla di così male può accadere!

Esercitiamoci in questa pratica. Prendiamo del tempo e restiamo in Oneness.

Oneness mentale e di spirito porta all’unità nelle azioni, nelle decisioni, nelle scelte. Un’energia sana e carica di potenza che può generare moltissime cose e stupire anche noi stessi che ne siamo protagonisti. La cooperazione è un vero e proprio miracolo.

Anche se lontani chilometri incominciamo a pensarci come vicini, vediamo i nostri fratelli e sorelle presenti nelle nostre giornate, consideriamoci abitanti della stessa strada, o forse della stessa casa. Così facendo le nostre vite e le nostre storie si intrecceranno e diverranno un tutt’uno.

Esiste un’ unica voce ed un unico canto all’interno di I n I, siamo parte di una chiamata universale che percorre monti e vallate senza tregua ogni giorno per bussare alla porta di coloro che portano il seme nel cuore.

Manteniamo la Livity quotidiana con la guardia alta, meditiamo sull’unità per scoprire noi stessi ancora più grandi, ancora più forti.
 

Bro Julio,
Cappellano di F.A.R.I.  in carica per il 2015

SALMO

Ecco quanto è buono e quanto è piacevole

che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo,

che scende sulla barba,

sulla barba di Aronne,

che scende sull'orlo della sua veste.

È come rugiada dell'Ermon,

che scende sui monti di Sion.

Là Egziabher dona la benedizione

e la vita

per sempre.

Sommario:

Rivolgendosi ai giudici
sulla giustizia e la legge


È un criterio accettato in tutto il mondo che per eleggere i giudici ci si basi sui loro meriti e non su qualsiasi altra considerazione. In Etiopia, i Re hanno ricevuto la loro missione da Dio e l’alleanza del popolo perché hanno fede nella giustizia delle loro azioni. Ciò che il Nostro Ministro della Giustizia nel suo discorso ha detto a vostro nome, così come la conferenza di quattro giorni a cui avete partecipato, senza dubbio ha contribuito alla vostra illuminazione.

La nostra storia dimostra che gli Imperatori ed i Re hanno deciso casi e tramandato giudizi sulla base di precedenti e sul costume predominante. Sono stati assistiti dal "Fetha Negest", un codice giuridico compilato da dotti ecclesiastici. Era persino consuetudine quella di seppellire una copia di questo codice con i Governanti - un atto che simboleggia il fatto che mentre amministravano la giustizia durante la loro vita non avevano deviato dalle disposizioni del "Fetha Negest".

Giacché sulla bilancia della creazione tutti gli esseri umani nascono uguali, è doveroso che tutte le leggi siano equanimi nella loro applicazione. Qual è infatti il fondamento della libertà, e quali i propositi che tutti gli individui hanno a cuore, se non sono uguali davanti alla legge? La risposta è chiara a tutti voi.

Mediante l’assistenza dei Nostri anziani ci siamo impegnati a migliorare il sistema giudiziario del Nostro Paese sin dal momento in cui accettammo l’alta responsabilità di guidare il destino della Nostra nazione, comprendendo che ciò pertiene alla fiducia in Noi riposta. Come disse San Paolo : “Laddove esiste una legge specifica, provate secondo la legge; laddove non esiste una legge codificata, provate in accordo alla vostra coscienza”.

Come avete ricordato nel vostro discorso, ci siamo continuamente adoperati nel compito di dispensare giustizia con equità. E dovete essere consapevoli dell’enorme impegno che abbiamo profuso per promulgare i Codici Civile e Criminale e per garantire il servizio di esperti legali dall’estero, che assistessero nell’esecuzione di questi ardui compiti sia prima che dopo la promulgazione della Costituzione.

Questa non è la prima volta che ci siamo rivolti ad un assemblea di questa natura. Mentre alcuni di voi avevano effettivamente partecipato al meeting tenutosi in precedenza nel medesimo luogo, coloro tra voi che non erano presenti devono averne letto.

Coloro che vengono scelti come giudici devono comprendere la propria ingente responsabilità, poiché un giudice deve battersi per scoprire la verità affinché il suo giudizio sia sempre imparziale e obbiettivo. Egli deve, inoltre, combattere per superare la paura e resistere a tentazioni come guadagni monetari e favoritismi, o qualsiasi altra pratica che potrebbe impedirgli il giusto adempimento dei propri doveri. Dovrebbe, ancora, ricercare la guida di Dio Onnipotente, essere legale verso la propria coscienza ed esaminare obbiettivamente i casi sottopostigli, così da poter evitare ogni abuso.

L'ignoranza non è una scusa

Nessun giudice potrebbe invocare l’ignoranza o la povertà come scuse per le proprie mancanze nell’amministrazione della giustizia, poiché egli non può scrollarsi la responsabilità affidatagli dalla Corona né spergiurare la propria coscienza donatagli da Dio. Si troverà che gli handicap fisici e materiali, che sono spesso di breve durata e transitori, non sono altrettanto dannosi quanto il trovarsi ad affrontare una coscienza sporca. Ogni volta che sorge un conflitto tra i valori materiali e spirituali la coscienza svolge un compito importante, e chiunque soffra di una coscienza sporca non sarà mai libero da questo problema sin quando non si sia pacificato con la propria coscienza. Poiché siete tutti coscienti di tal cose che non piacciono a Dio e portano disonore, dovreste resistere con rigore alle tentazioni.

La giustizia è l’assioma fondamentale per la sopravivenza della libertà e del governo.

Abbiamo sempre tentato di fare in modo che ciò che è di beneficio per la gente altrove nel mondo sia reso disponibile al Nostro stesso popolo. Per questa ragione Noi stessi abbiamo tenuto appelli nella Nostra Corte. I casi minori ordinari, sono stati affidati al nostro Ministero della Giustizia ed ad altre autorità giudiziarie, nella confidenza che la giustizia sia dispensata con eguaglianza in accordo alla responsabilità consegnataCi da Dio Onnipotente.

Il problema di amministrare la giustizia non esiste soltanto in Etiopia, ma in tutto il mondo. Come i giudici richiedono giustizia per se stessi, così voi dovreste adoperarvi per amministrare la giustizia con equità, ricordando le parole di IYesus Krestos che l’uomo non può vivere di solo pane, ha uno spirito di cui prendersi cura.

Il Nostro popolo ha sempre richiesto giustizia. Colui che richiede giustizia ne conosce altresì il valore. Ciò rende testimonianza della maturità del Nostro popolo. È stato ripetuto molte volte nella storia e non è cosa nuova. Per questo siamo orgogliosi del Nostro popolo. Vi diciamo ciò in modo che ci sia un avanzamento, nel futuro, nell’amministrazione della giustizia. Seppur vi siano stati insuccessi nel passato, non vi è dubbio che vi siate adoperati per amministrare la giustizia lealmente. Soddisfare tutte le richieste di tutto il popolo richiede tempo. Come abbiamo già indicato, ciò che non concede tempo è il sentimento di una coscienza sporca. Dobbiamo cercare di evitarla con tutte le nostre forze.

Espansione

Uno sforzo deve essere fatto per giungere a decisioni tempestive in merito al progetto di norme che definisce le responsabilità dei tribunali e la loro amministrazione. Si tratta di un fatto ben noto che il bilancio del Ministero della Giustizia è stato aumentato. Va inoltre osservato che, come il lavoro della amministrazione della giustizia si espande, saranno effettuati studi per l'approvvigionamento di altri fondi supplementari. Ci sono vari modi con cui il Ministero della Giustizia può cooperare strettamente con altri dipartimenti del governo, che hanno un proprio ruolo da svolgere in questo compito. Passeremo ordini al Consiglio dei Ministri attraverso il nostro Primo Ministro al fine di studiare la possibilità di creare scuole per giovani delinquenti sulle linee di quella funzionante ad Addis Abeba in modo che gli adolescenti trasgressori della legge che vengono coinvolti in crimini a seguito della loro instabilità mentale potranno essere puniti per quello che hanno fatto in passato e allo stesso tempo essere protetti dal commettere crimini in futuro.

Abbiamo più volte detto per quanto riguarda la Comunità Musulmana, che l'integrità e i diritti religiosi di tutti dovrebbero essere protetti e rispettati. Dato che le leggi vengono emanate in ogni momento, abbiamo da tempo permesso la stesura di leggi adatte alle loro pratiche religiose. Tuttavia, dal momento che la religione e il lavoro vanno di pari passo, dovrebbe essere compreso che le leggi debbano essere praticate in un modo non dannoso per l'unità di una nazione. Il nostro Ministro della Giustizia presenterà per lo studio i dettagli delle procedure per l'amministrazione delle leggi e dopo questo una decisione dovrà essere presa.

In generale voi - giudici - dovete capire che vi è stata affidata la grande responsabilità di tutelare i diritti del popolo e dovete pertanto cercare di servire con spirito altruista e con integrità in modo da liberare voi stessi dalla coscienza sporca. Vi esortiamo a servire con integrità oggi in modo da lasciare un buon precedente per i posteri. Sforzatevi per servire con integrità, sempre tenendo presente quello che Vi abbiamo detto in passato e ciò che vi stiamo dicendo. Dal momento che l'uomo è stato dotato dall'Onnipotente con la speciale qualità di giudicare se stesso, per non parlare di esprimere un giudizio sugli altri, nell'ora di pronunciare la sentenza deve immaginare...di trovarsi nella posizione di un uomo sul banco degli imputati. Se si sentenzia un giudizio dopo aver esaminato la propria coscienza e dopo un’attenta riflessione immaginando se stesso nella posizione di colui che sta davanti a lui in giudizio, e se lo si fa con una coscienza pulita, nell'interesse dell'efficienza dell'amministrazione della giustizia, non vi è dubbio che formulerà il giusto giudizio.

Colui che sta davanti a voi o a Noi in giudizio è ugualmente nostro fratello. Pensare che potremmo ritrovarci domani al suo posto, e che anche i posteri potranno trovarsi nella stessa situazione difficile, è un principio fondamentale applicabile a tutte le professioni. Dato che l’ingiustizia e la perdita di fiducia nella giustizia tormentano sia il corpo che l'anima, vi sollecitiamo di tenervi lontani dal verificarsi di tale calamità.

Lasciate che Dio Onnipotente incida queste parole, nel cuore di ognuno di noi.

24 Agosto 1961

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.417-421

Bro Tino

Onori accademici di S.M.I. Haile Selassie I,
Imperatore d'Etiopia

 

Dottore Onorario in Filosofia,
Università nazionale capodistriana di Atene
04 Maggio 1954


Considerando che la facoltà di filosofia dell'Università di Atene ha dichiarato l’Imperatore d’Etiopia HAILE SELASSIE come meritevole di laurea honoris causa, opinione concordata con il Rettore, io

Spyridon Kalliafas

professore d’Educazione e Preside della Scuola di Filosofia secondo i diritti accordatimi dall’Università di Legge nomino pubblicamente con la presente

 

L’IMPERATORE HAILE SELASSIE

Dottore Onorario della Scuola di Filosofia dell’Università di Atene e gli concedo tutti i diritti connessi al suddetto Ufficio Universitario.

Disposto in Atene il sesto giorno del mese di Agosto nell’anno di Nostro Signore millenovecentocinquantaquattro.

Il Preside della Scuola di Filosofia

Spyridon Kalliafas

L’Università nazionale capodistriana di Atene
sotto il patronato e la tutela
del Re degli Elleni
ed il Rettorato di

APOSTOLOS V. DASKALAKIS
Professorre di Storia dei Tempi Moderni e Medievale
presso l’Università nazionale capodistriana di Atene

Spyridon Kalliafas
Professore d’Educazione e
Preside della Scuola di Filosofia

ha approvato la decisione unanime della Facoltà
di Filosofia di conferire a

SUA MAESTA’ IMPERIALE IMPERATORE
D’ETIOPIA HAILE SELASSIE

la laurea honoris causa in Filosofia nel quarto giorno
di Maggio dell’anno millenovecentocinquantaquattro.

 

Il Rettore    Il Segretario Generale    Il Preside

 

DOTTORE IN FILOSOFIA

Sotto il Rettorato dell’Apostolos Daskalakis e sotto la Presidenza della Facoltà di Filosofia di Spyridon Kalliafas, nell’unanimità della Facoltà,

ed in considerazione del fatto che,

HAILE SELASSIE, IMPERATORE,
RE DEI RE D’ETIOPIA,
LEONE DI GIUDA
ED ELETTO DI DIO

gentile e forte, re scettrato eminente in tutto, lungimirante e coraggioso, si è rivelato Re dei re, preservando la concordia e la prosperità nel Suo paese, ed avendo sconfitto nemici vanagloriosi ha preservato la luce risplendente dell’incontaminata libertà, pertanto la Sua gloria resterà per sempre memorabile e si eleverà fino al cielo; ed avendo imparato saggiamente diventò un eccellente educatore per la Sua nazione, impartendole molta cultura Greca e Cristiana, agendo come sempre per il beneficio del Suo Paese, ed è quindi giusto che a Lui sia dovuta la Gloria di nostro Signore per coronare i Suoi sforzi; per di più, seguendo i passi di Giovanni, quel re dalle gloriose azioni, ha dimostrato un’irremovibile buona volontà e premuroso interesse verso la Grecia, sponsorizzando e dedicandoSi in tutto ciò che è Greco, ed amando la Grecia in maniera eccezionale, avendo fornito ampia e grande evidenza del Suo favore ed amicizia, mantenendo così questo reciproco legame ininterrotto dai tempi dei nostri gloriosi antenati, gli illustri imperatori della rinomata Bisanzio, è stato ora deciso unanimemente di onorare e nominare

L’IMPERATORE HAILE SELASSIE

Dottore Onorario in Filosofia e di registrare questo decreto su una pergamena da consegnarGli da parte del Preside che la leggerà nell’Aula Magna nel giorno in cui la nomina sarà dichiarata in accordo agli usi e costumi.

Disposto in Atene nel quarto giorno di Maggio dell’anno millenovecentocinquantaquattro.

 

Il Preside della Scuola di Filosofia
Spyridon Kalliafas

Bro Ghebre Selassie – Sis Tseghe Selassie

ALL MAN ACTS 
Brevi Cronache Sommarie
del Regno del Figlio dell'Uomo

 

Agosto 1967, anno 1959 del calendario etiopico e 75° della Nascita di S.M.I. Hayle Selassie I.

2 agosto – Sua Maestà l’Imperatore parte da Addis Abeba per Ginevra, dove si tratterrà a riposare per qualche giorno prima di proseguire per la Jugoslavia, dietro invito del presidente Josip Broz Tito. – Il ministro dello Sviluppo comunitario e degli Affari Sociali Ghetahun Tesemma insedia formalmente il Labour Advisory Board, un organismo di otto membri incaricato di collaborare allo studio di adeguate leggi sul lavoro.

3 agosto – A Ginevra il Sovrano visita diverse organizzazioni internazionali e località turistiche. – Un violento temporale provoca in Asmara danni a edifici e strade di diversi quartieri. Si hanno due morti.

4 agosto – Dalla Svizzera l’Imperatore raggiunge con un aereo speciale la Jugoslavia e viene ricevuto a Pola dal presidente Tito. La breve visita del Sovrano sarà dedicata a conversazioni con Tito sui problemi mondiali e sulle ottime relazioni fra i due Paesi.

5 agosto – Nel viaggio di ritorno dalla Jugoslavia l’Imperatore sosta all’aeroporto di Kartum per un colloquio con il presidente sudanese Ismail El Azhari sui rapporti fra i due Paesi e su problemi internazionali. In giornata il Sovrano arriva a Dire Daua.

6 agosto – A Massaua, presente il ministro di Stato delle Poste, Telefoni e Telegrafi e presidente dell’IBTE, Saleh Hinit, viene inaugurata la nuova centrale telefonica automatica.

7 agosto – Di ritorno da Kampala, il capo della delegazione etiopica, Ato Menghiste Desta, rende noto che il Comitato di liberazione dell’OUA ha deciso di dare maggiore assistenza ai combattenti nazionalisti nei territori portoghesi. Altre raccomandazioni saranno presentate all’assemblea dei capi di Stato e dei Governi dell’OUA che si svolgerà a Kinshasa.

8 agosto – Il Consiglio dei ministri riceve dal Primo ministro, il Tsehafie Tesas Aclilu Habteuold, un resoconto sui colloqui dell’Imperatore in Jugoslavia ed a Kartum. – Sulla base di un accordo fra l’Etiopia e la Germania, l’Imperial Highway Authority, riceve una prima fornitura di attrezzature per lavori stradali del valore di 2.041.467 dollari. L’accordo prevede forniture a credito per un totale di 4.362.672 dollari. – L’Ethiopian Shipping Lines annuncia di aver acquistato una quarta unità per la sua flotta mercantile. È una nave di 4.300 tonnellate, battezzata “Adulis”.

10 agosto – A Dire Daua, dove si è fermato al rientro dalla Jugoslavia, l’Imperatore riceve una troupe artistica dell’Eritrea, ai cui membri rivolge parole di incoraggiamento.

11 agosto – Il Sovrano visita il deposito di munizioni e gli uffici doganali di Dire Daua. – Il Senato approva l’accordo per un credito di 25 milioni di dollari tra il Municipio di Addis Abeba e l’Istituto di credito italiano per le imprese di pubblica utilità per la costruzione della diga di Legadadi. – Il ministro della Sanità, Bituodded Asfaha Uoldemicael, consegna i diplomi a 18 infermieri che hanno ultimato un corso di quattro anni all’ospedale Principessa Tsehai. – Arrivano nella capitale per una visita di cinque giorni quindici membri del Collegio Imperiale britannico di Difesa, capeggiati dal maggiore generale R. G. V. Fitzgeorge Balfour.

13 agosto – Sua Maestà Imperiale visita l’azienda agricola della Fondazione Haile Selassie I a Fituti, a circa 67 chilometri da Dire Daua.

15 agosto – Il Ministero dell’Industria e Commercio ammonisce i commercianti a rispettare scrupolosamente le disposizioni relative all’esposizione dei prezzi delle merci in vendita.

16 agosto – L’Imperatore visita a Dire Daua il nuovo stabilimento per la lavorazione della carne della Chandris African Limited. – L’Ethiopian Airlines è costretta a sospendere i voli interni a causa di uno sciopero del personale per alcune rivendicazioni sindacali.

17 agosto – Il ministro dello Sviluppo comunitario, Getahun Tesemma, esorta i dipendenti dell’EAL a cessare il loro sciopero illegale ed a riprendere il servizio, assicurando che le loro richieste circa il diritto alla pensione saranno obbiettivamente prese in considerazione. – Un gruppo di archeologi porta alla luce nella valle del fiume Omo una mascella appartenuta ad un essere umano vissuto un milione e mezzo di anni fa.

19 agosto – L’Imperatore riceve al Palazzo di Dire Daua i rappresentanti dell’Associazione dei dipendenti dell’EAL e ordina loro di riprendere il lavoro, assicurando che le loro rivendicazioni sindacali saranno attentamente vagliate. – In Asmara, dopo lunga malattia, si spegne Ambrogio Lusci della Foto Eritrea “Sestante” e le pubblicazioni governative della città perdono un prezioso e appassionato collaboratore, autore, tra l’altro, di diverse bellissime serie di cartoline illustrate etiopiche.

20 agosto – Il Sovrano inaugura ad Harar una nuova infermeria per le persone anziane, costata 60.000 dollari, in grado di accogliere 80 persone, realizzata dalla Fondazione Haile Selassie I. – Cessa lo sciopero dei dipendenti dell’EAL.

21 agosto – L’Imperatore visita diversi ospedali di Harar e prende visione dei programmi di espansione delle provvidenze sanitarie della città. – Arriva ad Addis Abeba una delegazione dello Zambia, capeggiata dal sottosegretario dei Trasporti e Comunicazioni, E. A. Kashita, per discutere con i dirigenti dell’EAL il progettato collegamento aereo tra l’Etiopia e lo Zambia. Una delegazione etiopica aveva già visitato lo Zambia in aprile.

22 agosto – Dopo aver visitato il collegio agricolo dell’Università Haile Selassie I ad Alemaya, l’Imperatore rientra ad Harar.

23 agosto – Il Sovrano visita la Chiesa di San Gabriele a Kulubi, nei pressi di Dire Daua, meta annuale di un grande pellegrinaggio e rientra quindi a Dire Daua.

24 agosto – L’Imperatore visita la terza Base aerea di Dire Daua e l’aeroporto civile della città. Poi va a visitare la zona di Gode, nell’Ogaden, dove sono in atto diversi programmi di sviluppo. – Giunge nella capitale per contatti con le autorità etiopiche l’ambasciatore itinerante della Corea del sud, dr. You Chan Yang, che sta compiendo una missione di buona volontà in 11 Paesi africani.

25 agosto – Concluso il suo soggiorno nel governatorato generale dello Harar, Sua Maestà l’Imperatore arriva a Debra Zeit, - L’ambasciatore itinerante coreano depone una corona di fiori sulla tomba dei soldati etiopici caduti in Corea combattendo sotto la bandiera delle Nazioni Unite.

26 agosto – Al Palazzo Imperiale di Debra Zeit il Sovrano riceve l’ ambasciatore itinerante della Corea. – Un violento incendio al mercato nuovo di Addis Abeba provoca danni per 613.000 dollari. Per fortuna non si lamenta nessuna vittima.

29 agosto – Rientrato nella capitale, il Sovrano riceve al Palazzo del Giubileo le credenziali del nuovo ambasciatore del Sudan, Abdullahi El Hassan. Riceve poi la visita di congedo dell’ambasciatore E. M. Debrah del Ghana. – Il ministro degli Esteri Ketema Yifru parte per Nairobi alla testa della delegazione etiopica che parteciperà alla regolare riunione dell’organismo consultivo etiopico-keniense.

31 agosto – L’Imperatore concede udienze a diverse personalità, fra le quali l’on. Giuseppe Vedovato, vicepresidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento italiano, che si trova in Etiopia in visita privata. – I rappresentanti dell’Etiopia e del Kenya riuniti a Nairobi esortano la Somalia a rinunciare alla sua politica espansionistica per dare il via a trattative tendenti a normalizzare i rapporti con i suoi vicini. – Parte per Kinshasa una delegazione etiopica che parteciperà ai lavori del Consiglio ministeriale dell’OUA. La delegazione sarà capeggiata dal ministro degli Esteri Ketema Yifru, che raggiungerà Kinshasa da Nairobi. – Cinque tecnici jugoslavi impegnati nei lavori di costruzione della diga di Malkassa muoiono annegati nelle acque dell’Auasc. Si trovavano a bordo di una Land Rover precipitata nel fiume in un punto in cui le acque sono profonde tre metri. Il sesto occupante della macchina, benché ferito, riesce a salvarsi a nuoto e dichiara che i compagni non sono riusciti a salvarsi, malgrado i suoi tentativi di aiutarli, perché erano rimasti feriti a causa della caduta.

 

Estratto da “Sestante” – Documentario Semestrale Illustrato della Vita Politica Economica Sociale dell’Etiopia. Vol. III – No 2, Luglio-Dicembre 1967.  

Bro Ghebre Selassie

Commento al Vangelo di San Giovanni

 

di Yohannes Afeworq

Discorso nono

 

Venne nella sua casa e i suoi non lo ricevettero 1.

1. – Se vi ricordate delle precedenti considerazioni, con maggior fiducia aggiungeremo quanto segue, dacché vediamo che le nostre fatiche danno frutto. Tenendo a mente le cose che già vi abbiamo detto, riuscirete a capire più facilmente quelle che vi diremo; e noi non dovremo fare molta fatica se voi, spinti dal desiderio di apprendere, ascolterete con maggiore attenzione il seguito.

Chi dimentica sempre ciò che ha imparato, avrà sempre bisogno del maestro e non saprà mai niente; chi invece conserva quanto apprende nella sua memoria e continua sempre ad accrescere la sua cultura, ben presto da discepolo diventerà maestro e potrà essere utile non solo a se stesso, ma anche agli altri. Spero che questo mio discorso raggiunga tale risultato ed è questo che mi auguro, vedendo il vostro grande desiderio di ascoltarmi. Orsù, dunque, affidiamo ai vostri animi, come ad un sicurissimo forziere, le ricchezze del Signore e spieghiamo le parole che oggi ci sono state lette, con l’aiuto della grazia dello Spirito Santo.

L’evangelista aveva detto che “il mondo non Lo conobbe”, parlando delle epoche antiche. Poi viene a parlare dell’epoca della predicazione e dice: Venne nella sua casa ed i suoi non Lo ricevettero.

Qui egli chiama “suoi” i Giudei, quale popolo eletto, oppure anche tutti gli uomini, in quanto sono stati creati dallo stesso Krestos. E, come prima, meravigliandosi dell’insipienza di tanti uomini e quasi vergognandosi della comune natura, diceva che il mondo, che è stato creato dal Verbo, non conobbe il suo Creatore, così in questo passo, mal sopportando l’ingrato animo dei Giudei e di molti altri, rivolge a costoro un’accusa più grave, dicendo che “i suoi non Lo ricevettero”, sebbene fosse venuto nella sua casa.

Non solo l’evangelista, ma anche i profeti mostrarono il loro stupore di fronte a questi fatti, con analoghe espressioni, e Paolo fece altrettanto. I profeti, infatti, parlando in persona del Krestos, dissero: “Un popolo che io non conoscevo cominciò a servirmi; mi ubbidiscono ad udire di orecchio … i figli degli stranieri mi hanno mentito, i figli degli stranieri sono invecchiati e zoppicano nel camminare lungo i loro sentieri” 2. E ancora: “Quelli cui non è stato parlato di Lui, vedranno, e quelli che non hanno udito, capiranno” 3; “Sono stato trovato da coloro che non mi cercavano; mi sono presentato di persona dinanzi a coloro che non mi avevano chiamato” 4. Paolo poi, scrivendo ai Romani diceva: “Che diremo, dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma la parte eletta lo ha ottenuto” 5. Che le genti, le quali, non perseguivano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia … Israele, invece, che perseguiva la legge della giustizia, non pervenne alla legge della giustizia” 6

C’è di che restare veramente attoniti e perplessi, considerando che quelli che erano stati educati sui libri profetici ed ogni giorno ascoltavano Mosè, dal quale erano state predette tante cose sulla venuta del Krestos, nonché i profeti dei periodi successivi, e che vedevano lo stesso Krestos mentre compiva quotidianamente miracoli e s’intratteneva unicamente in mezzo a loro, - non permettendo ancora che i discepoli prendessero la via delle altre genti o che entrassero nel territorio dei Samaritani, cosa che neppure Lui faceva, ripetendo, anzi, spesso di essere mandato alle pecore della casa di Israele che si erano perse - ; proprio essi, dopo tanti prodigi operati a loro vantaggio, nonostante ascoltassero la lettura dei profeti e la viva voce dello stesso Krestos che li ammaestrava senza concedersi riposo, furono ciechi e sordi fino a tal punto, da non lasciarsi condurre da nessuna di queste cose alla fede nel Krestos.

I gentili, invece, non avevano goduto di alcuno di questi vantaggi, non avevano mai udito divine rivelazioni, neppure in sogno, ma erano avvezzi a riempirsi la testa di favole composte da pazzi (come io chiamo, infatti, la loro profana filosofia) e dalle farneticazioni dei loro poeti, adoravano gli alberi e le pietre e non sapevano alcunché di giusto e di buono, né per quanto riguarda la dottrina, né per quanto riguarda l’etica, dato che la loro vita era altrettanto impura quanto la loro dottrine e più di questa detestabile. E che altro si poteva sperare da loro, dato che vedevano i loro dèi gozzovigliare in mezzo ad ogni sorta di peccati e venir venerati con parole oscene e con azioni ancora più oscene, tali cose ritenendo feste celebrate in loro onore; ed inoltre venir onorati addirittura con sacrifici umani, cioè con l’uccisione di fanciulli (con la qual cosa non facevano altro che imitare i loro stessi dèi)? Benché fossero però caduti in tale abisso di perversità, come se fossero stati sollevati repentinamente da una macchina teatrale misteriosa, sono apparsi a noi nel più alto vertice del cielo stesso. Come dunque e per quale causa è potuto accadere ciò? Ascoltate Paolo, che ce ne dà la spiegazione.

Quell’uomo beato, diligentemente indagando su questo fatto, non desistette fintantoché non ne ebbe trovata la vera causa, per manifestarla a tutti. Qual è essa, dunque, e perché gli altri furono colpiti da così grande cecità? Ascoltate colui, cui tale compito era stato affidato. Che cosa, dunque, egli dice, per dissipare i dubbi di molti? “Ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio” 7. Ecco perché hanno subito tante sciagure.

E ancora, spiegando in altra maniera la medesima cosa, dice: “Che diremo dunque? Che le genti, che non perseguivano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia, la giustizia, cioè, che si ha dalla fede. Israele, invece, che perseguiva la legge della giustizia, non pervenne alla legge della giustizia. Perché? Perché l’attendevano non per la fede, ma quasi per le opere, urtarono nella pietra d’inciampo” 8. Ossia l’incredulità fu la causa dei loro mali; l’incredulità poi era frutto della loro superbia ed ostinazione.

Infatti essi, che per l’innanzi erano in una condizione privilegiata rispetto ai gentili, avendo ricevuto la legge, conoscendo Dio e tutte le altre cose che Paolo enumera, dopo la venuta del Krestos videro che i gentili, per mezzo della fede, erano chiamati insieme a loro ad un eguale onore e, una volta che avevano abbracciata la fede, quelli che appartenevano ai circoncisi non avevano nulla in più di coloro che provenivano dalle genti. Allora, dalla superbia caddero nell’invidia e non sopportarono tale immensa ed ineffabile bontà del Signore; il che non derivò da altro se non da arroganza, perversità e odio implacabile.

2. – Ma quale danno, o dissennatissimi fra tutti gli uomini, vi arrecava l’effusione della grazia, voluta dalla Provvidenza divina, sull’intera umanità? Forse che i vostri beni venivano diminuiti, per il fatto che anche altri li avrebbero goduti in comune con voi? È certamente cieca malizia, quella che non riesce a capire ciò che conviene.

Esasperati, dunque, per il fatto di avere dei compagni nel godimento della stessa libertà, rivolsero la spada contro sé medesimi e preclusero la via alla benignità divina; e ciò accadeva loro ben meritatamente. Si legge infatti nei vangeli: “Amico, non ti faccio torto: ma voglio dare a questi come a te” 9. Essi invece non meritavano neppure questa risposta. Quell’agricoltore, infatti, anche se era scontento del trattamento poteva però dimostrare di aver sopportato, durante tutto il giorno, la fatica del lavoro, la stanchezza, il caldo, il sudore. Ma costoro, che potevano dire? In verità, niente di simile; non avrebbero potuto dimostrare se non che erano degli accidiosi, degli intemperanti e che possedevano mille altri vizi, che tutti i profeti avevano rinfacciato loro di continuo, vizi con i quali essi, al pari dei gentili, offendevano Dio. E proprio a questo proposito Paolo diceva: “Non v’è distinzione” tra i Giudei ed i Greci, poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio e vengono giustificati gratuitamente per grazia sua” 10.

Egli tratta, in questa sua lettera, tutto questo argomento in maniera molto edificante e con grande saggezza. In essa prima ci ha dimostrato come i Giudei fossero meritevoli di più grandi castighi: “Quelli che hanno peccato nella legge, saranno giudicati per mezzo della legge” 11., cioè, più severamente, poiché, oltre alla natura, avranno come accusatrice anche la legge. E non solo per questo, ma anche perché, per causa loro, i gentili hanno bestemmiato Dio: “Il mio nome, infatti – dice il Signore – per causa vostra viene bestemmiato fra le genti” 12. Poiché, dunque, questo mortificava soprattutto il loro orgoglio, tanto che agli stessi credenti provenienti dalla circoncisione appariva un fatto incomprensibile e strano, - e per tale motivo accusavano Pietro, al suo ritorno da Cesarea, per aver frequentato colà persone non circoncise e di essersi seduto con loro alla stessa mensa -, anche dopo che avevano capito il disegno salvifico di Dio, restavano stupiti ancora del fatto che il dono dello Spirito Santo era stato effuso anche sui gentili. E questo stupore significava che essi non si attendevano una cosa tanto inopinata. Poiché, dunque, Paolo ben sapeva come essi tollerassero mal volentieri soprattutto ciò, non trascurò niente per reprimere il loro orgoglio e per rintuzzare la loro arroganza. Osservate come egli raggiunga il suo scopo.

Dopo aver discusso circa i pagani, dopo aver dimostrato che di loro non si poteva fare alcuna apologia e che per essi non poteva esservi alcuna speranza di salvezza, e dopo averli aspramente accusati per la perversità della loro dottrina e per l’impurità della loro vita, passa a parlare dei Giudei. Dopo aver esposto tutto ciò che il profeta aveva detto di loro, cioè che erano scellerati, ingannatori, astuti, che erano divenuti tutti inutili e che non vi era più, tra loro, alcuno che cercasse Dio, ma tutti avevano prevaricato e altre cose simili, aggiunse: “Ma sappiamo che, qualsiasi cosa dica la legge, essa parla per quelli che sono sotto la legge; affinché ogni bocca taccia e tutto il mondo si riconosca soggetto a Dio. Tutti, infatti, hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” 13.

Perché dunque ti inorgoglisci, o Giudeo? Perché sei tanto presuntuoso? Anche la tua bocca è ridotta al silenzio, la fiducia che godevi ti è stata tolta e, insieme con tutto il resto del mondo, sei divenuto soggetto al peccato; come i gentili, hai bisogno della grazia e della misericordia di Dio, per essere giustificato. Anche se tu avessi vissuto virtuosamente e se tu avessi goduto di grande fiducia presso Dio, non avresti dovuto invidiare quelli che si apprestavano a conseguire la misericordia e la salvezza, grazie alla benevolenza di Dio. Poiché è inizio manifesto di grande perversità il fatto di essere insofferenti davanti al bene degli altri, sopratutto quando questo non comporterà per te alcun danno. Giacché, se la salvezza degli altri danneggiasse i tuoi beni, protesteresti ragionevolmente, anche se a quelli che hanno imparato la filosofia non convenga comportarsi così.

Ma se il supplizio altrui non accresce il tuo premio, come non lo diminuisce l’altrui felicità, perché protesti, quando ad un altro è offerta gratuitamente la salvezza? Anche se tu avessi condotto una vita irreprensibile, non dovevi, come ho già detto, rammaricarti al vedere che la salvezza veniva offerta anche ai gentili, ma siccome anche tu sei colpevole degli stessi loro peccati, hai offeso gravemente il Signore, mal sopporti la felicità degli altri e ti gonfi d’orgoglio, quasi che tu solo debba essere partecipe della grazia, sei diventato meritevole dei più gravi castighi, non solo per la tua invidia e presunzione, ma anche per la tua estrema follia; giacché hai accolto in te la superbia, radice di ogni male. Ecco perché un sapiente diceva: “La superbia è il principio del peccato” 14; cioè ne è la radice, la fonte, la madre. Propria per causa sua, il primo uomo decadde dal felice stato in cui si trovava; proprio per causa sua, il diavolo, che lo aveva ingannato, decadde dalla sua sublime dignità. Sapendo quello scellerato che la natura di questo peccato era tale, che era capace di far precipitare perfino dal paradiso chi vi si trovava, seguì questa via quando volle far precipitare Adamo dalla sua condizione così alta e onorata. Dopo averlo fatto insuperbire, con la speranza di ottenere l’uguaglianza con Dio, lo ha fatto così cadere e lo ha precipitato nel profondo dell’inferno.

Niente, infatti, allontana tanto dalla benevolenza di Dio e trascina le anime alla dannazione eterna come la tirannia della superbia. Quando questa ci domina tutta la nostra vita diviene impura, anche se pratichiamo la castità, la verginità, il digiuno, la preghiera, l’elemosina e tutte le altre virtù. “È impuro – è detto nella scrittura – presso Dio ogni superbo” 15.

Togliamo dunque dall’anima questa tumidità; eliminiamo questo bubbone maligno, se vogliamo essere puri e che ci venga risparmiato quel supplizio che è stato preparato per il diavolo. Che l’arrogante e presuntuoso verrà punito con lo stesso supplizio preparato per il diavolo potete apprenderlo da Paolo che dice: “Non sia neofito, per timore che, accecato dall’orgoglio, cada nel giudizio … e nei lacci del diavolo” 16.Che cos’è infatti il giudizio? È come se dicesse; “nella stessa condanna, nello stesso supplizio”.

Ma voi come potrete evitare questa punizione? Se rifletterete sulla vostra natura, sulla moltitudine dei vostri peccati e sulla grandezza dei tormenti, se penserete quanto vane siano in questo mondo le cose che sembrano essere splendide e che invece appassiscono più presto dei fiori di primavera, se spesso mediteremo su queste cose, se ci ricorderemo degli esempi eroici di virtù che ci hanno dato uomini vissuti prima di noi, difficilmente il diavolo potrà farci insuperbire, per quanti sforzi faccia, e farci incamminare per la strada della perdizione.

Il Dio degli umili, benigno e mansueto, doni a voi e a noi un cuore contrito e umiliato. Così potremo progredire facilmente anche nelle altre virtù, a maggior gloria del nostro Signore Iyasus Krestos, per mezzo del quale e con il quale sia gloria, insieme con lo Spirito Santo, al Padre, nei secoli dei secoli. Così sia.


  1. Gv. 1, 11; 
  2. Sal. 17, 45-46; 
  3.  Is. 52, 15; 
  4.  Is.66, 1; 
  5. Rom. 11, 7; 
  6. Rom. 9, 30;  
  7. Rom. 10, 3; 
  8. Rom. 9, 30-32; .
  9. Mt. 20, 13-14; 
  10. Rom. 3, 22-24; 
  11. Rom.2, 12; 
  12. Is. 52, 5 – Rom. 2, 24; 
  13. Rom. 3, 18 e 23;
  14.  Eccl. 10, 15; 
  15.  Prov. 16, 6; 
  16.  I Tim. 3, 6
Bro Ghebre Selassie


Scritti di Marcus Garvey


Vero carattere

Quando la ricchezza è perduta, nulla è perduto, quando la salute è persa, si perde qualcosa, quando il carattere è perduto, tutto è perduto. Un uomo con un carattere eccellente è un grande costruttore. Non è solo un costruttore di se stesso, ma secondo le sue opportunità è capace di costruire intorno a sé. Costruisce i suoi ambienti, costruisce la sua comunità, costruisce il suo paese, e qualche volta aiuta a costruire una mondo. La più grande ricchezza di un uomo è il suo carattere. Egli può ben permettersi di perdere la sua ricchezza, e anche la sua salute, perché se ha carattere allora può recuperarli. Così pochi uomini prestano attenzione al più essenziale e naturale elemento del buon vivere. Se più persone si fossero dedicate allo sviluppo di un buon carattere ci sarebbero state meno miseria e meno infelicità nel mondo.

Tutti coloro che hanno conquistato in ogni ambito e sfera della vita, erano accompagnati da un buon carattere, vale a dire, erano uomini che hanno trovato la parte più nobile di loro stessi, che hanno ritenuto che l'auto-sviluppo e l’ auto-crescita siano la massima espressione di una normale esistenza.

Coloro che non sono riusciti a sviluppare un carattere meritorio sono diventati gli sbandati che passi lungo la strada . Con un carattere eccellente si può distruggere un mondo e ricostruirlo, puoi scendere in profondità e poi risalire in superficie, si possono affrontare le avversità e riderne sulla via del ritorno verso la prosperità.
E 'solo un codardo senza carattere che cade verso il basso in modo permanente. L'uomo di eccellente valore, con il desiderio di onestà, di fiducia in se stesso, di nobiltà, non vede sconfitta, non ammette limitazioni né barriere, egli deve salire in superficie.

Non possiamo ispirare i Giamaicani a sviluppare n carattere migliore e più nobile che può renderli costruttori, non solo di se stessi, ma del loro paese?

Non possiamo mostrare loro le gesta di altri uomini che si sono innalzati dall'oscurità verso il massimo dell’utilità umana attraverso lo sviluppo di un vero carattere? La possibilità di elevarsi al di sopra del livello di uomini sfortunati è per chiunque se ne concederà la possibilità forzando fuori il bene che è in lui. Ciò che avete di buono in voi, per favore tiratelo fuori. La natura non vi ha mai fatto così senza anima, così senza carattere, se non per avere qualche virtù che può essere portata in superficie. Pigro, timido, impacciato, Giamaicano senza carattere renditi conto che hai qualcosa in te che è prezioso. Cerca in te stesso e trovalo. Si tratta di un carattere nobile che può significare una vita più nobile da vivere per la benedizione dell'umanità. Dopo aver letto questo, convincetevi a venire fuori da voi stessi e lasciate che il mondo vi conosca e sappia di voi. Potete farcela.

Marcus Garvey

Articolo pubblicato su "New Jamaican", 14 gennaio 1933.
 


Have faith in self

 

Today I made myself in life anew,

By going to that royal fount of truth,

And searching for the secret of the few

Whose goal in life and aim is joy forsooth.

I found at last the friend and counsellor

That taught me all that I in life should know;

It is the soul, the sovereign chancellor,

The guide and keeper of the good you sow.

 

I am advised-“Go ye, have faith in self,

And seek once more the guide that lives in you”

Much better than the world of sordid pelf,

Alas! I found the counsel to be true.

 

Aha! I know right now that I shall see

The good in life, and be a better man;

I will by thought and deed pull all to me,

In saving others, yea, every one.

 

Go down and search yourself awhile in part,

And tell me all of what you see and hear;

Isn’t there something pulling at your heart?

Tell me the truth and have ye then no fear!

There is a voice that speaks to man, within,

It is the Soul that longs for you to know

There is no need for you to grope in sin,

For you in truth and light may ever grow.

Bro Julio


The Bravest Soul

 

The toil of life is never ending;

It passes from one stage to others;

We live beneath its sombre bending,

And ape the customs of our fathers.

 

We glory in its radiant joys,

And smile with the everlasting sun;

This eternal change that man employs,

Has been so from Adam's day begun.

 

The bravest soul truly conquers all,

In seeing God in our fellow man,

This planet is just a spinning ball

Of God's wondrous spiritual plan.

 

In this life we may know no better;

But in death we pass to Spirit Land,

Where the Soul is free from all fetter,

To join God in His creative hand.

 

22 Agosto, 1927

The Poetical Works of Marcus Garvey” pag. 46
 


God In Man

 

O weary son of sorrow great!

How apt art thou to bow and grieve,

And count all things thy solemn fate,

As if thou canst not self retrieve!

 

May I not tell the story true

Of that Eternal Force that is-

The Force that makes the world and you;

The Force that rules and ever lives?

 

Thou art the living force in part,

The Spirit of the Mighty I;

The God of Heaven and your heart

Is Spirit that can never die.

 

You're what you are in heart and mind,

Because you will it so to be;

The man who tries himself to find,

Is light to all, and great is he.

 

In each and every one is God,

In everything atomic life;

There is no death beneath the sod,

This fact, not knowing, brings the strife.

 

26 Agosto, 1927

The Poetical Works of Marcus Garvey” pagg. 43-44

 

Bro Luca

 Il Credo Nyah Binghi

 

di Ras Flako Tafari, Nyah Bingi Incient
Wisemind Publications
www.wisemindpublications.com

 

NYAH BINGHI CREED

Princes and Princesses must trod out Egypt
Ithiopians now stretch forth their hands to Jah
O’ Jah of I’thiopia, InI Ivine Majesty
Thy Irits trod unto I to dwell in the path of righteousness lead InI
Help I to forgive that I must be forgiven
Teach I love loyalty on earth as it is in Zion
Endow InI with wise mind, knowledge and over standing to do thy will
Thy blessings to InI O’ Jah
Let the hungry be fed, the naked clothed, the sick nourished, the aged protected, the infants cared for Deliver InI from the hands of our enemies
That InI must prove fruitful in these perilous days
When our enemies are passed and decay, in the depths of the sea, in the depths of the earth or in the belly of a beast
O’give InI a place thy Iver living kingman
Through the powers of the King of Kings, Lord of Lords
Conquering Lion of the Tribe of Judah
Ilect of Himself and light of the world, InI Ivine Majesty Emperor Haile Selassie I Jah RasTafari,
first Incient King of Iration
Jah art the Alpha and the Omega the beginning without end and for Iver the protectorate of all human faith and ruler of the Invers
So InI hail to our Jah and King Emperor Haile Selassie I, Jah Ras Tafari !!!!
Almighty I Jah RasTafar I, great and thunderable I, Jah RasTafari!!!

 

Il Credo Nyah Binghi definisce chiaramente il cammino di InI Rastafari. La lealtà di I n I , la devozione, la fiducia e l'amore per Haile Selassie I, queste qualità vengono così interamente proclamate.

Nel riassunto delle risoluzioni (sezione 2) del R.I.T.A. anno1983 (conferenza tenutasi dal 18 al 25 luglio a Kingston, Jamaica WI) nella sezione: Spirituale / Culturale, è così dichiarato: "Il Rastafari International Divine Order of the Nyah Binghi dovrebbe essere la fonte primaria per quanto riguarda la guida spirituale dell’autorità religiosa nella Livity Rastafari."

La potenza di questa dichiarazione ha aggiunto più forza e rilevanza per il Credo Nyah Binghi e la sua importanza per la famiglia Ras Tafari globale.

E ' stato detto più e più volte in molti forum che questo credo non deve essere espresso solo a parole, ma reso pratico, essendo una delle tante guide all'interno della Rastafari Livity.

Ora famiglia mia come vedi te stessa in questo credo? Sei tu uno dei principi o principesse che sono usciti dall'Egitto? Come si traduce quella regalità tra di noi nella vita quotidiana?

C'è un cambiamento nel vostro modello di comportamento, avendo trovato quella consapevolezza del proprio sé?

Ci saranno molti che vorranno mettere alla prova la fede e la fiducia di InI, ma gli Etiopi tenderanno sempre la mano a Dio (Ithiopians will always stretch forth their hands to Jah), senza alcuna esitazione e tutti gli Etiopi gioiranno per la vittoria del bene sul male.
 

Thy Irits trod unto I to dwell in the path of righteousness lead InI
Lo Spirito si muove in InI per abitare lungo sentieri di rettitudine, e così guida InI.
Lo Spirito di Ras Tafari è libero da odio, cattiveria, invidia, corruzione, abuso, avidità etc etc…
La strada della rettitudine è un percorso guidato. Non è un percorso soltanto di auto-rettitudine. E' noto che dalla Livity e non dalle parole si può testimoniare la propria rettitudine, Seen Iyah!

Help I to forgive that I must be forgiven
Aiuta InI a perdonare perchè anche io devo essere perdonato.
Attraverso l’abbondante misericordia di Haile Selassie I e gli esempi da Lui personalmente stabiliti in tutto il mondo, InI, i suoi figli, dobbiamo camminare sempre nella dignità del Re dei re.

Endow InI with wise mind, knowledge and over standing to do thy willConcedi ad InI saggezza, conoscenza e over standing per compiere la Tua volontà.La volontà di Haile Selassie I è manifestata nei Suoi discorsi, molti stanno ancora cantando Ras Tafari e non hanno nemmeno una Livity, in loro prevale ancora il vecchio stile di vita, facciamoci saggi e cerchiamo la conoscenza del nostro cammino, non diventiamo legna per il fuoco.
La domanda è: qual è il tuo ruolo nel quadro generale, dreadlocks ?
Conosci te stesso e parla per te!!

Let the hungry be fed, the naked clothed, the sick nourished, the aged protected, the infants cared forChe gli affamati vengano sfamati. Coloro che sono nudi vestiti. I malati nutriti. Gli anziani protetti. I neonati accuditi – Questa è una grande responsabilità da compiere attraverso lo sforzo collettivo o come singoli individui, questo non è il caso in cui il più forte vince o ognuno per sé e Haile Selassie I per tutti noi.
Siamo dinanzi ad un lavoro che deve essere svolto da tutti i figli Rastafari, non soltanto dai Nyah Binghi Ingels, questo dovrebbe essere fatto con amore, onestà ed integrità, seen fiyah!
 

Deliver InI from the hands of our enemies
That InI must prove fruitful in these perilous days
When our enemies are passed and decay, in the depths of the sea, in the depths of the earth or in the belly of a beast

Salva InI dalle mani dei nostri nemici così che InI possa dare i propri frutti in questi giorni difficili, quando i nostri nemici periranno e cadranno nelle profondità del mare, nelle profondità della terra, e nel ventre della bestia.
Ci sono molti nemici di Ras Tafari dentro e fuori il cammino, quelli che si sentono più santi di te.
Lo Spirito non opera nei gruppi scissionisti con un’identità confusa. L’inganno e la penetrazione di babilonia sono reali, quindi innalziamo la coscienza di Ras Tafari, Hail Jah Ras Tafari, l'Imperatore Haile Selassie I!

 

O’give InI a place thy Iver living kingman

Concedi ad InI un posto nel tuo regno senza fine.
Ogni uomo riceverà la sua paga secondo le sue opere, nessuna cosa miracolosa, quindi impostate la vita verso la vostra destinazione e bruciate la confusione, siate veri difensori della fede e la vostra ricompensa sarà grande, per quel che resta, è tutto già scritto sui muri e nelle pagine di storia, è tutto rivelato dai segni e dal sigillo.
Sforzatevi di compiere il lavoro di Jah Rastafari costantemente.


More love and blessings my Family.
Guidance

Ras Flako Tafari

Report: Mahibere Kidusan a Parma

Benedizioni a tutti Fratelli e Sorelle, speriamo di trovarvi
nella Grazia di Nostro Signore e Guida Suprema
Qedamawi Haile Selassie.


Vi annunciamo con gioia che nelle giornate del 18 e 19 luglio nella Chiesa Tewahedo di Parma si sono svolte due giornate di Catechesi, organizzate da Mahibere Kidusan (EOTC Sunday School Department) in cui sono stati presenti anche Diaconi e studiosi dall’Etiopia. Rendiamo grazie per aver ricevuto tale invito e speriamo di costruire con l’aiuto di Nostro Signore rapporti sempre più floridi e pacifici con la Sposa di Iyasus Krestos qui in Italia.

Un buon numero di Fratelli e Sorelle è giunto a Parma per poter mangiare il pane spirituale e per poter condividere in amore, pace ed unità quelle vibrazioni Sante che si possono percepire durante la ricerca della Parola di Egziabher. Siamo stati accolti come in una Famiglia ed abbiamo avuto modo di ricevere insegnamenti sia in lingua inglese che in lingua italiana riguardo la Storia della Chiesa Tewahedo. Siamo stati informati anche riguardo i diversi progetti benedetti condotti dall’Associazione Mahibere Kidusan in diverse zone dell’Etiopia. Se vorrete conoscere i dettagli ed aiutare i nostri Fratelli nella conduzione della loro missione non esitate a contattarci.

Abbiamo avuto modo di partecipare insieme alla Santa Liturgia Domenicale respirando lo Spirito Vivificatore di Nostro Signore. I cuori si sono riempiti di gioia nel vederci mescolati con i Nostri Fratelli Etiopi inneggiando ad un Unico Dio e nel testimoniare della gioia dei nostri bambini che si muovevano curiosi tra icone e nubi profumate di incenso, cercando di imitare i Diaconi e le Diaconesse che inneggiavano lodi cantando salmodiando.

Preghiamo ci siano altre occasioni di unione collettiva con la Chiesa Tewahedo d’Etiopia di cui SMI Haile Selassie è Capo Supremo.

Nell'attesa di riabbracciarvi tutti vi mandiamo una benedizione di Pace, Amore ed Unità.

Rendiamo in primis grazie al Padre Celeste e Terrestre che tutto permette, e poi ad Abba Wolde Senbet ed al Diacono Worqu per la disponibilità ed amore dimostrati nei nostri confronti.

 

Un Unico Amore…

Sis Tseghe Selassie

Ermiyas Mezemr Lisanework

Ermiyas Mezemr Lisanework è nato nel 1991 ad Addis Abeba, dove attualmente vive e lavora. Studia all’Enlightenment Academy. Da ragazzino è stato influenzato da suo padre e dopo le secondarie ha deciso di raggiungerlo nel suo laboratorio. Suo padre è un decoratore di interni ed hanno lavorato insieme per tre anni. Dopo aver imparato tutto quello che il padre poteva offrirgli, ha deciso di aprire la sua attività. Nel tempo libero dipinge e sperimenta con nuove tecniche. Si è iscritto all’Enlightenment Academy per ampliare le sue conoscenze e perfezionare la sua tecnica.
Non ha ancora avuto modo di partecipare ad alcuna mostra.

Sis Tseghe Selassie

Francobolli Imperiali: Decimo Anniversario della Federazione e aiuto ai Disabili

Decimo Anniversario della Federazione

L'11 Settembre 1962 viene pubblicata la serie intitolata “Decimo Anniversario della Federazione” per commemorare i dieci anni di Federazione dell'Etiopia con l'Eritrea.

Il set è composto da 5 francobolli che illustrano edifici simbolo della Federazione ad Assab e a Massawa. La grafica dei primi quattro francobolli è realizzata da Arturo Mezzedimi (architetto degli edifici raffigurati) mentre per il quinto si tratta di un adattamento da fotografia.

3 cent: Ospedale di Assab

15 cent: Scuola ad Assab

20 cent: Chiesa a Massawa

50 cent: Moschea a Massawa

60 cent: Porto di Assab

Aiuto ai disabili

Il 23 Luglio 1963 in occasione del 71esimo Anniversario della Nascita di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I viene pubblicata la serie intitolata “Aiuto ai Disabili” per fornire assistenza al Fondo per i Disabili. Il Fondo è molto attivo nel fornire dispositivi e attrezzature per la chirurgia ricostruttiva al fine di aiutare la riabilitazione ai disabili e ai poveri.

La grafica è realizzata dall'artista Etiope Afewerk Tekle ed illustra un bambino disabile che indossa aiuti ortopedici stando in piedi su due stampelle.

La serie si compone di un set di quattro francobolli in quattro colori differenti rispettivamente del valore di 10, 15, 50 e 60 cent.

Bro Gabriel

Let food be your medicine...

 

L'ANGURIA

Finalmente siamo nel pieno dell’estate con le sue lunghe giornate e con le sue caratteristiche. Questo anno stiamo vivendo un’estate molto calda, l’Italia sta affannando davanti al termometro che segna i quaranta gradi (al sud ci sono stati picchi di 47-48 gradi all’ombra!!).

Uno dei frutti che maggiormente ci aiuta in questa stagione è l’anguria.

Nome scientifico Citrullus Vulgaris, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae. La parola anguria deriva dal termine greco "aggourion" che fu usato per la prima volta dal medico Aezio.

Le prime notizie riguardanti la coltivazione dell'anguria risalgono a circa 5.000 anni fa, precisamente in Egitto, dove, a tal proposito, sono stati rinvenuti preziosi geroglifici che testimoniano la veridicità di tale notizia. L'anguria veniva molto spesso deposta nelle tombe degli antichi faraoni egizi in quanto si pensava che dovesse essere un mezzo di sostentamento per l'aldilà.

Le origini della pianta, stando alla testimonianza di un esploratore di nome Livingstone, paiono però essere africane. Il periodo in cui l'anguria giunge a maturazione va da giugno a settembre.

L'anguria è uno dei frutti maggiormente dissetanti, rinfrescanti e ricchi d'acqua, è infatti pieno di elettroliti che favoriscono la rigenerazione energetica dell’organismo.

Oltre ad un sapore delizioso, l'anguria presenta proprietà nutritive e benefiche interessanti. Questi frutti hanno una polpa molto rossa che può superare i pomodori in quantità di licopene.

Come tutti sappiamo è un frutto con un’altissima quantità d’acqua, circa il 92%, il restante 8% è composto invece da zuccheri. E’ quindi una risorsa molto importante per mantenere idratato il corpo sotto la pressione delle alte temperature.

In estate, mangiare anguria ogni giorno permette di proteggere la pelle dai rischi legati ad una eccessiva esposizione ai raggi UV, secondo le più recenti ricerche scientifiche.

La scienza sta sempre più dimostrando la capacità del consumo di anguria di prevenire da malattie cardiache e di ridurre i livelli del colesterolo cattivo. Il consumo di anguria può permettere inoltre di mantenere il peso sotto controllo.

Nell’anguria infatti troviamo la citrulina, una sostanza che rende questo frutto adatto a prevenire l'ipertensione e le malattie cardiache. Secondo alcuni studi, basterebbe una fetta di anguria al giorno per aiutare il nostro organismo a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Sappiamo però che, purtroppo, questo frutto dura soltanto pochi mesi quindi conviene approfittarne finchè è presente.

Il consumo di anguria può inoltre contribuire a migliorare la qualità del sonno. I carboidrati contenuti in questo frutto infatti aiutano a stimolare sera tonnina che aiuta a rilassarsi perché essendo il cervello più calmo e disteso diventa meno sensibile ai rumori e agli stimoli che potrebbero rendere difficile il riposo.

L'anguria è un frutto energetico. L’anguria ha un alto contenuto di vitamina B6 che il corpo utilizza per sintetizzare la dopamina, promotrice del benessere. Per questo motivo una semplice porzione di anguria può aumentare i livelli di energia del 23%.

L'anguria contiene inoltre magnesio, fondamentale per il nostro corpo che lo utilizza per rifornire di energia le cellule. La citrulina presente nell'anguria è un amminoacido che viene utilizzato dall'organismo per la produzione di arginina che è in grado di dilatare i vasi sanguigni favorendo la circolazione sanguigna.

L'anguria è uno dei frutti più leggeri e meno calorici che abbiamo a disposizione durante l'estate. Ciò avviene grazie alla sua ricchezza d'acqua e alla completa assenza di grassi. Le calorie derivano dal contenuto di zuccheri naturali dell'anguria, ma sono comunque davvero poche. Questo frutto ricco d'acqua stimola la diuresi e l'eliminazione delle tossine. 100 grammi di anguria contengono soltanto 30 calorie.

L'anguria contiene dei salicilati naturali, sostanze impiegate in ambito farmaceutico per la preparazione di medicine, prima fra tutte l'aspirina, potrebbero esserci anche delle allergie o intolleranze a queste sostanze. In questo caso è consigliabile consultare un medico prima di consumare il frutto.

Per uso esterno si utilizza si può utilizzare la polpa dell'anguria per trattamenti estetici della pelle; infatti, grazie alle sue proprietà emollienti, è in grado di reidratare la pelle e di rinfrescarla.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese l’anguria è un frutto dal sapore dolce e dalla natura fredda ed ha effetto sul cuore, vescica e sullo stomaco. Viene usato anche per incrementare i fluidi nel corpo così da bilanciare il caldo che proviene dall’esterno, soprattutto per le persone sensibili alle insolazioni e colpi di sole.

Avendo effetto diuretico può aiutare ad abbassare la pressione sanguigna nei soggetti affetti da pressione alta. I medici orientali lo consigliano anche perché ha un effetto calmante sullo spirito e aiuta ad affrontare le preoccupazioni.

Anche i semi vengono utilizzati in infusi ma anche crudi o tostati per stimolare la diuresi e per abbassare la pressione. Anche in Etiopia sono diffusi come ‘snack’.

Godiamoci quindi questo agosto magari accompagnato da una bella fetta di anguria fresca.

 

Ras Julio

Report video: Celebrazioni per il 
123° Anniversario della Nascita di
Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I

123° Anniversario della Nascita di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I, luglio 2015
Bro Lucio e Bro Giuseppe