Copy
Il contenuto di questo messaggio è a cura della
Federazione Assemblee Rastafari in Italia

F.A.R.I.
Federazione Assemblee
Rastafari in Italia
Sito
Sito
Facebook
Facebook
YouTube
YouTube

Newsletter F.A.R.I.
Luglio 2015
 

Blessings and love Idren, nel Nome Grande, Terribile e Potente del Nostro Signore e Dio Qadamawi Haile Selassie, che risuoni nei nostri cuori e nelle nostre menti, e che il Suo Timore e Amore riempiano e circondino le nostre case e i nostri animi.
Ben ritrovati in questo mese di luglio, per il nostro consueto appuntamento con la newsletter FARI, che anche questo mese, particolarmente questo mese, accompagnerà le nostre meditazioni, guidandole verso il giorno in cui celebreremo e glorificheremo la Nascita dell’Altissimo.

Anche quest’anno, come sapete, InI FARI avremo l’opportunità e la benedizione di poterci riunire e celebrare e ricordare insieme quel glorioso giorno di luglio del 1892 quando le attese messianiche del popolo di Dio vennero esaudite, quando le profezie dei mistici dell’Etiopia si compirono, quando la visione di San Giovanni nell’isola di Patmos, e quella di Isaia di un bambino sulle cui spalle riposa l’Impero divenne realtà, quando le speranze dei poveri, degli afflitti, degli innocenti, degli umili, dei perseguitati, dei Santi e dei Martiri si realizzarono.
In quella notte del 23 luglio, 16 Hamlè per il calendario etiopico, Woizero Yashimabet dava alla luce la Radice di Davide, Lij Tafari Makonnen, in una notte di tempesta, in cui anche gli elementi della vita, acqua, terra, aria, fuoco, si animavano, con tutto il creato, quasi fossero consapevoli della straordinarietà dell’evento, della lotta mistica che la Signora stava conducendo contro il maligno che voleva far sparire il fanciullo, che invece venne conservato e crebbe in spirito e saggezza per sconfiggere il dragone scagliato sulla terra e governare sulle nazioni (Apocallise 12).

Anche quest’anno terminiamo il nostro anno amministrativo, salutando l’inizio di uno nuovo, poiché come sempre nella ciclicità si rinnova la vita.

Arrivando certo rafforzati da un ciclo di esperienze forti e che per questo ci hanno segnato, ma che, ne siamo convinti, ci permetteranno e ci hanno già permesso di acquisire maggiore consapevolezza di noi, sia come singoli individui, che come membri di una comunità, di una Federazione, di una famiglia.

E’ tempo di gioire, grati e felici, perché un altro anno è passato; e come in occasione dei compleanni, in cui benediciamo il giorno e l’anno trascorso con un bagaglio di esperienza, maestra di vita, maggiore, consapevoli degli ostacoli che abbiamo superato e delle benedizioni di cui abbiamo goduto, così ci prepariamo a gioire per questo altro anno in cui l’alleanza che il Padre ha stretto con noi, scegliendoci, ancora resiste, cresce, si fortifica e si rinnova.

E’ questo il tempo di alzarsi e brillare, senza temere che la nostra luce possa essere troppo fioca, o troppo sola in un mondo che sembra brancolare nell’oscurità, poiché Cristo ci insegna che la lanterna non si può tenere sotto il moggio, e una città costruita sopra il monte tenuta nascosta.
E allora cosa dobbiamo fare noi per illuminare questa piccola parte di mondo che il Signore ci ha dato da vivere? Cosa faremo noi dell’Etiopia, in Etiopia, se e qualora ci verrà permesso di varcare i cancelli di Tsion, se non riusciamo a fare la differenza qui ed ora, nel nostro contesto, nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre associazioni, nei nostri contesti sociali, tra InI, qui ed ora?

E’ questo il tempo di riunirsi, e il motivo che ci spinge a riunirci da luoghi distanti, per guardarci negli occhi e riconoscere l’Imperatore nel volto di un fratello, e l’Imperatrice nel volto di una sorella, al di là dei difetti di ognuno, riconoscendo quella scintilla di Vita, di divino, quel “pregio” che ci portiamo dentro per grazia, e che a volte colpevolmente sopiamo a causa delle struggles che in babilonia combattiamo, dei tranelli che babilonia tende, tentando di isolarci, cercando di sostituire alla livity una virtuality fredda, impersonale, omologante, che opprime e sopprime le mille sfaccettature, i meravigliosi colori dell’uomo, il caleidoscopio di emozioni ed esperienze che offre l’umanità.

E’ questo il tempo di dimostrarsi realmente uomini, di cogliere le opportunità che ci vengono offerte, di condividere i nostri talenti e limare i nostri difetti nel confronto, di aprirci all’universo e al prossimo, poiché il Signore ci ha creati a Sua Immagine e somiglianza, e allora non dobbiamo avere il timore di non essere all’altezza di un tale onore, con tutto l’onere con comporta, poiché nella nostra umanità risiede la nostra forza spirituale, e non dobbiamo sforzarci di essere ciò che non siamo, poiché ciò significherebbe combattere contro noi stessi e contro chi il Signore vuole che noi siamo.

Babilonia tenta di distrarci, di farci deviare, di forzarci a fare scelte che non solo non sono libere, ma non sono scelte affatto, poiché condizionate e obbligate da leggi inique in ogni ambito, da quello economico, di cui tanto si parla oggi, fino a quello sociale, educativo, morale, troppo spesso passato sotto silenzio, poiché sono questi che principalmente conducono l’uomo nella definizione della propria identità. E allora InI riaffermiamo la nostra identità, l’identità che ci ha donato il King, quel “me” che si eleva in “I”, sostenuto e sorretto e ispirato dall’I che è Sua Maestà, Dio Vivente, Maestro di Vita Vera e Verità.

Chi guida non svii il popolo, ma il popolo non si lasci sviare.

E’ tempo di mettere da parte personalismi, di chiederci che senso abbiano le firme che abbiamo apposto in calce alla nostra alleanza, e quelle firme che non abbiamo apposto fisicamente invece su nessun “libro soci”, ma che speriamo di poter aver apposto nel libro della vita, con la penna d’oro di Jah e l’inchiostro delle nostre scelte e delle nostre opere.
E’ questo il mese, con la nascita del Re dei re, in cui ci riconciliamo con noi stessi e con il mondo, rinunciando a babilonia e sottoscrivendo ancora una volta l’impegno a combattere l’iniquità nelle grandi e piccole realtà che ci si pongono innanzi, certi della vittoria del bene sul male. Certi di poter vivere quotidianamente il miracolo della vittoria, il miracolo della quotidianità nella livity RasTafari, il miracolo della vita che si rinnova, della Vita che ci rinnova.

E ‘ questo il mese della nostra resurrezione a nuova vita, perché giunge il giorno in cui l’Altissimo si fa di nuovo piccolo per tornare nel mondo e farci rinascere con Lui.

Nasciamo tutti in questo giorno, perché sebbene il movimento di InI sia nato il 2 novembre del 1930, nel Giorno dell’Incoronazione, è in questo giorno che sulla Creazione riparte il processo di sanificazione della ferita apertasi con il peccato; è questo il giorno in cui l’umanità inizia a scorgere la Salvezza della Carne, dopo aver visto la Salvezza dello Spirito.

Liberiamoci dunque ancora una volta dalle catene di babilonia, facciamoci ancora una volta testimoni della Luce che viene nel Mondo, troviamo il coraggio di vivere upfull and right, poiché è più difficile “vivere e donare” - come cantavano gli Israel Vibrations - che sedersi e meditare tutto il giorno, o dissentire tutto il giorno rendendo un servizio al maligno.

Facciamoci portatori verso i nostri fratelli della stessa misericordia che Dio ha avuto nei nostri confronti, esempi viventi di regalità, lealtà e verità, nella semplicità dell’esistenza. Dimostriamo al mondo, e prima a noi stessi, e prima ancora al Signore Dio, se e quanto valiamo, e quanto vale per noi il dono che Jah ci ha fatto, creandoci, scegliendoci e rendedoci a nostra volta creatori e attori protagonisti della Vita.

Speriamo di non avervi annoiato e trattenuto troppo, cari lettori; vi lasciamo alle pagine della nostra opera, rinnovando i ringraziamenti al Signore Onnipotente che tutto fa iniziare e concludere, e ai fratelli e alle sorelle della redazione, che con dedizione e impegno contribuiscono alla stesura di questa preziosa opera per InI.

Vi ricordiamo che per inviare feedback, contributi, o ricevere informazioni potete scrivere alla redazione all’indirizzo publicrelations@ras-tafari.com; la Segreteria rimane invece a disposizione per ogni comunicazione all’indirizzo f.a.r.i@live.it.

Nella speranza di rivedervi tutti nei giorni del prossimo gathering, vi invitiamo a comunicarci tempestivamente gli orari dei vostri arrivi ed ogni altra necessità eventuale, così da rendere agevole l’organizzazione e lo svolgimento delle Celebrazioni.

Grazie dell’attenzione, buon mese di luglio, e tanto amore a voi e famiglie.

Sia lode, gloria, onore, impero e potenza al Signore degli Eserciti, Luce del Mondo, Principe della Pace, Meraviglioso, Consigliere, Padre Eterno JAH RASTAFARI.

Qadamawi Haile Selassie Vive e Regna.

 

Viktor Tebebe

SALMO

Cantate al Signore un canto nuovo;

la sua lode nell'assemblea dei fedeli.

Gioisca Israele nel suo Creatore,

esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il Suo Nome con danze,

con timpani e cetre gli cantino inni.

Il Signore ama il suo popolo,

incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria,

sorgano lieti dai loro giacigli.

Le lodi di Dio sulla loro bocca

e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli e punire le genti;

per stringere in catene i loro capi,

i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi il giudizio già scritto:

questa è la gloria per tutti i suoi fedeli.

Alleluia.


Sommario:
Onori accademici di S.M.I. Haile Selassie I,
Imperatore d'Etiopia

Dottore Magistrale in Giurisprudenza Onorario
Università di Cambridge, 17 Luglio 1924

 

DISCORSO PRONUNCIATO DALL’ORATORE

Omero afferma che gli Etiopi sono un popolo senza peccato. Erodoto afferma che erano longevi, presumibilmente perché non consumavano vino. E’ ben risaputo che il popolo che ha rifiutato di pagare tributo ai Persiani e Cambise ha successivamente opposto resistenza anche ad altri, essendo un popolo molto geloso della propria libertà. Chi non è a conoscenza del fatto che la Regina di Saba, guidata dalla fama di Salomone, arrivò con cammelli, portando con sé spezie, oro e pietre preziose, per testare il Re con rompicapi, e ritornò indietro come madre dei re, che attraverso i secoli avrebbero vantato di provenire dal seme di Davide? Chi non conosce la Regina Candace e la Chiesa fondata tra gli Etiopi? Tutto questo è storia antica e le conferisce fama eterna. Tutte queste storie e le tradizioni Etiopiche sono state successivamente date agli Inglesi da un uomo di Cambridge del Collegio di Cristo.

Abbiamo tra noi l’erede della Regina Giuditta, che seguendo le orme del suo saggio antenato, supera in saggezza tutti i re d’Oriente e d’Egitto. Non c’è niente di nuovo e niente di antico che non gli interessa. Indaga le antichità Cristiane ma non è privo di curiosità per le novità. Ha stabilito un volo aereo, ha scritto libri sui suoi viaggi e su San Crisostomo ed ha tradotto gli scritti di Sant’Isacco sull’ascetismo in Amarico. Questi libri, pubblicati dalla stamperia del Re stesso, potranno essere reperiti nella Libreria della nostra Università. Ha anche costruito scuole per l’istruzione superiore dei ragazzi e del clero del suo paese. Un Re così grandioso, quindi, di stirpe Regale e di carattere Regale, ospite ed alleato del popolo Britannico, vi presento Tafari Makonnen, la speranza del popolo Etiope.

REPLICA DI SUA ALTEZZA IMPERIALE,
IL PRINCIPE EREDITARIO TAFARI MAKONNEN

Sua Eccellenza il Vice Cancelliere,
mi dà grande piacere visitare l’antica Università di Cambridge, fonte di apprendimento e conoscenza per diverse genti.
Esprimo la mia gratitudine per l’onore che mi avete accordato per i servizi che sono stato in grado di rendere per l’apprendimento e le arti.
Mi rammarico profondamente che, a causa delle rare opportunità per incontrarsi e la grande distanza che ci separa, non siamo stati fino ad ora in grado di stabilire connessioni più strette con i popoli Europei, ma ora, se Dio vuole, il tempo è maturo per noi per avvicinarci e per conoscerci progressivamente meglio.
La nostra entrata nella Lega delle Nazioni lo scorso anno è un'assistenza alla formazione di nostri più stretti legami.
Nutro una forte speranza che l’invio dei nostri figli in Europa ed altrove per essere educati renderà possibile per alcuni di loro ricevere un’educazione a Cambridge nel vicino futuro per poi tornare e servire il proprio paese.

Università di Cambridge, 17 Luglio 1924

 

Tratto da "Academic Honors of H.I.M. Haile Selassie I Emperor of Ethiopia, a commemorative volume (1924-1963)"

Bro GebreSelassie e Sis TsegheSelassie
Università di Ingegneria - Lauree

... L'esistenza dai tempi più antichi di meraviglie architettoniche -

tra cui l’Etiopia conta con orgoglio i monumenti di Axum, le notevoli chiese rupestri

e altre meraviglie di ingegneria - attestano la

lunga storia della professione ...

 

Ci fa molto piacere di essere qui oggi presenti per conferire i diplomi di laurea ai primi diplomati di questo College di Ingegneria, che abbiamo inaugurato con tante speranze ma nel giro di pochi anni. Questa prima cerimonia di consegna di lauree segna un altro passo verso il conseguimento dell'obiettivo che ci siamo preposti per Noi stessi e per il Nostro paese nel Nostro programma generale per lo sviluppo dell'Etiopia a cui Ci siamo dedicati tanto tempo.

Quando osserviamo i risultati tangibili prodotti dal nostro programma di formazione, a cui abbiamo dedicato la maggior parte del Nostro tempo e sforzi, questo Ci aiuta a sopportare con leggerezza il peso delle Nostre fatiche, e fornisce occasione di legittimo orgoglio per Noi ed anche per voi.

Anche se la prima istituzione in cui gli uomini hanno ricevuto una formazione formale in ingegneria è stata fondata solo poco più di 200 anni fa, la scienza ingegneristica è una delle più antiche del mondo.

L'esistenza dai tempi più antichi di meraviglie architettoniche - tra cui l’Etiopia conta con orgoglio i monumenti di Axum, le notevoli chiese rupestri e altre meraviglie di ingegneria - attestano la lunga storia della professione. Anche nei Nostri giorni, gli ingegneri si vedono costantemente adottare e adattare alle loro attuali esigenze tecniche sviluppate in quei tempi remoti, fondendo così l'antico e il moderno, il vecchio e il nuovo. Mentre avanzate nella vostra professione, il valore di tale combinazione di abilità antiche e moderne diventerà a voi evidente.

Ora che la vostra istruzione formale è finita, voi laureati come i laureati in ingegneria di tutto il mondo, dovrete fare apprendistato per diventare ingegneri maturi e acquisire l'esperienza pratica necessaria che da sola è in grado di completare la formazione che avete ricevuto in questa Università.

La laurea che ricevete oggi testimonia la vostra crescita in conoscenza e formazione. Ma la misura della vostra crescita nel settore artigianale verrà rivelata nel lavoro che vi aspetta durante le vostre carriere future. Il vostro successo nella vostra professione non dipenderà dal possesso di una laurea in ingegneria; sarà piuttosto giudicato dal servizio che renderete in futuro e dai risultati tangibili del vostri lavori. Dopo aver superato la prova accademica rappresentata da questo College, ora passerete ad affrontare le prove più difficili poste dalla vita. E l’unico modo per affrontare con successo queste prove è essere preparati ad esse spiritualmente.

Non fate l'errore di credere che dopo aver ottenuto la vostra laurea in ingegneria potete mettere la formazione e lo studio alle spalle, e permettervi di trascurare l'acquisizione di nuove conoscenze e abilità. L’istruzione dell’uomo non si ferma mai, e in una professione complessa e difficile come la vostra, dovrete sforzarvi incessantemente per mettere in pratica la vostra conoscenza teorica, e tenervi aggiornati sulle nuove tecniche sviluppate. Se il prodotto del vostro lavoro non è commisurato con i vantaggi che avete ricevuto dall’educazione i vostri sforzi compiuti fino ad ora saranno giudicati inutili e senza valore. Nel corso della vostra vita, il vostro carattere sarà testato dal lavoro che fate, e la vostra reputazione dipenderà dai risultati di questo test.

E ', pertanto, vostro dovere vigilare tutta la vita per garantire che i frutti del vostro lavoro siano degni degli sforzi spesi per la vostra formazione. Se voi, le cui menti sono maturate grazie alla formazione e ai quali è stata consegnata la fiaccola del sapere, non riuscirete a dare un contributo significativo al benessere del vostro paese, la vostra responsabilità sarà davvero grande.

Al fine di adempiere fedelmente questa pesante responsabilità, dovete essere uomini che amano la propria nazione e popolo, uomini integri e con la coscienza pulita, combinando pazienza e umiltà. Siate infallibili nella vostra fedeltà al vostro paese che vi ha dato tanto e al quale tanto è dovuto. Ponete la vostra fede e fiducia in Dio Onnipotente; perché , senza il Suo aiuto e la Sua guida, l'uomo non è che una creatura debole e gracile.

17 Luglio 1958

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.9-11

Bro Tino

Discorso al primo contingente di
truppe etiopi per il Congo

Quando nel nostro Continente Africano, la Repubblica del Congo ha celebrato la propria indipendenza poche settimane fa, i Nostri delegati sono stati mandati a Leopoldville per trasmettere il messaggio della Nostra grande gioia per la lieta occasione.

Grande come è stata la Nostra gioia allora, la presente situazione che è stata creata nella Repubblica del Congo ha egualmente toccato il Nostro cuore con profonda pena.

Abbiamo in precedenza comunicato la Nostra prontezza e il nostro desiderio di dare piena assistenza diretta al portare la pace e la sicurezza interne al Congo sia con le autorità locali che con il Sr. Dag Hammarskjoeld, il Segretario-Generale delle Nazioni Unite.

Sotto il Nostro impegno per la Sicurezza Collettiva del mondo il Nostro ruolo significativo in Corea è semplicemente troppo ben conosciuto.

Il Sr. Dag Hammarskjoeld, in accordo con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, Ci ha richiesto l’assistenza militare ed aereonautica per il Congo. Poiché è coinciso con il Nostro stesso desiderio di salvaguardare l’unità, l’indipendenza e la sicurezza interna del Congo in quanto Noi difendiamo la Carta delle Nazioni Unite e nutriamo costante fedeltà per il principio di Sicurezza Collettiva, abbiamo accolto la richiesta che Ci è stata fatta e abbiamo deciso di mandare voi ufficiali e uomini per compiere una missione
così elevata.

Nutriamo una fede incrollabile che durante la vostra permanenza nel paese verso cui il dovere vi ha chiamati, vi comporterete con onore ed eviterete tutte le azioni che possono sminuirvi agli occhi degli altri, compiendo i vostri doveri con gentilezza e considerazione per gli altri in maniera da difendere la pace e la legge per l’onore della vostra patria e del vostro Imperatore.

Essendo esso un luogo dove è possibile rivelare la propria prontezza a difendere l’oppressione contro l’Africa, siete invitati a rappresentare il vostro paese, ben conosciuto per la sua fierezza, mostrando il suo amore e il suo coraggio. Persino davanti a coloro che non si placano, continuate a dimostrare amore e considerazione finché non siate costretti a ricorrere all’auto-difesa.

17 Luglio 1960

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I” pp. 207-208

Bro Luca

ALL MAN ACTS
Brevi Cronache Sommarie
del Regno del Figlio dell'Uomo

Luglio 1967, anno 1960 del calendario etiopico e
75° della Nascita di S. M. I. Hayle Selassie I.

1 luglio – Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I distribuisce i diplomi ai primi 150 studenti che hanno completato i corsi al Politecnico di Bahr Dar. Nel suo discorso di circostanza il Sovrano afferma che l’istituto soddisfa una vecchia e sentita necessità del Paese. – Viene annunciato che una squadra di archeologi ha portato alla luce ad Aksum gli imponenti resti di un antico palazzo di 50 stanze.

2 luglio – A Bahr Dar il Sovrano esamina i piani di sviluppo della città e visita diverse opere pubbliche.

3 luglio – L’Imperatore visita a Bahr Dar l’industria tessile, il nuovo Palazzo imperiale ed un’azienda ortofrutticola. Egli approva inoltre il progetto di una nuova chiesa.

4 luglio – Conclusa la visita di quattro giorni alla cittadina del Lago Tana, il Sovrano rientra nella capitale. – In Asmara S. A. il Ras Asrate Cassa, governatore generale dell’Eritrea, distribuisce i diplomi agli allievi che hanno ultimato i corsi della scuola professionale. I diplomati sono 83, provenienti dall’Eritrea, dal Tigray, dal Beghemeder e Semien e dall’ Uollo

5 luglio – Inaugurando la mostra personale del pittore turco Rahmi al Municipio di Asmara, S. A. il Ras Asrate Cassa scopre un grande pannello murario, realizzato dall’artista, che ricorda il taglio del nastro sul ponte del Mareb, da parte dell’Imperatore, il 4 ottobre 1952. Quel gesto sanciva simbolicamente la riunione dell’Eritrea alla madrepatria. Nel pomeriggio il governatore generale distribuisce i diplomi agli studenti dell’estensione asmarina dell’Università Haile Selassie I.

6 luglio – Sua Maestà l’Imperatore riceve la visita di congedo dell’ambasciatore svedese Erland Kleen, che ha concluso il suo mandato in Etiopia. – 131 nuovi maestri dell’Eritrea, del Tigray, del Beghemeder e Semien e dell’Uollo ricevono i loro diplomi in Asmara da S. A. il Ras Asrate Cassa.

7 luglio – L’Imperatore riceve i membri del Senato e della Camera e li invita a rinunciare alle vacanze estive per dedicare la loro attenzione a diverse proposte di legge di grande importanza per il Paese ancora pendenti in Parlamento. La sessione straordinaria del Parlamento comincerà il 10 luglio. – Il ministro degli Esteri Ketema Yifru, parlando ad un pranzo dell’Associazione della stampa estera in Addis Abeba, precisa che nella crisi del Medio Oriente l’Etiopia si è attenuta a una politica di stretta neutralità, dettata dai principi del non allineamento.

8 luglio – In Asmara S. A. il Ras Asrate Cassa inaugura la nuova filiale della Banca Commerciale in Piazza Zerai Derres.

10 luglio – Da un comunicato stampa diramato dal Ministero delle Informazioni si apprende che Sua Maestà l’Imperatore ha deciso di dare alla Repubblica democratica del Congo l’assistenza chiesta dal presidente Mobutu per stroncare la ribellione dei mercenari. – In un messaggio alla conferenza sulla pace mondiale attraverso il diritto, in corso a Ginevra, il Sovrano annuncia di aver proclamato il 10 luglio in Etiopia “Giornata del diritto mondiale”. – Il Parlamento riprende i lavori con l’esame di vari progetti di legge in sospeso.

11 luglio – Durante una cerimonia al Vecchio Ghebbì il Sovrano distribuisce i diplomi a 785 studenti di 19 scuole secondarie e tecniche, 507 dei quali sono qualificati per iscriversi ai colleges universitari. – La Camera dei deputati approva il disegno di legge che porta la tassa di transazione dall’uno al due per cento.

13 luglio – L’Imperatore riceve, per la consueta visita di congedo, l’ambasciatore giapponese Taisaku Kojima, che si accinge a rientrare in patria.

14 luglio – L’Imperatore partecipa ai funerali del generale di Brigata Asfau Uoldeghiorghis, morto per attacco cardiaco mentre era in servizio come amministratore del porto di Assab. – Lo studente Scimellis Metaferia della scuola di giurisprudenza dell’Università Haile selassie I riceve dal Sovrano la “Medaglia del Cancelliere”, assegnatagli per essere risultato il migliore studente nei quattro anni di vita della scuola.

15 luglio – L’IBTE inaugura la linea telefonica e telegrafica fra Addis Abeba e Arba Minch, capoluogo del Gomu Gofa. L’opera è costata 250.000 dollari.

16 luglio – Si svolgono ad Adi Quala i funerali di S. E. il Ras Haile Tesfamaryam, deceduto in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale. Vi partecipano S. A. il Ras Asrate Cassa e le massime autorità regionali.

18 luglio – L’Imperatore dispone una donazione di 5.000 dollari a favore delle vittime dell’inondazione di Nazareth, colpita il 10 luglio da un violento temporale. – Il Ministero degli Esteri annuncia che caccia a reazione etiopici sono partiti per il Congo.

20 luglio – Il Sovrano riceve le credenziali di S. E. Peter Anker, il primo ambasciatore della Norvegia in Etiopia. Vengono ricevuti da Sua Maestà anche 27 insegnanti americani giunti da qualche giorno in Addis Abeba per seguirvi un corso sulla cultura, la storia e la geografia dell’Africa. – La Camera approva un accordo tra l’Etiopia e gli Stati Uniti relativo ad un prestito di 12.500.000 dollari per lo sviluppo edilizio della zona dell’aeroporto internazionale di Bole.

21 luglio – A Debre Zeit l’Imperatore distribuisce i diplomi a 23 assistenti veterinari.

22 luglio – Alla vigilia del suo genetliaco il Sovrano concede l’amnistia a un certo numero di carcerati. – Il ministro delle Finanze Yilma Deressa inaugura la filiale “Sellassie” della Banca di Addis Abeba.

23 luglio – La nazione festeggia con grande giubilo il 75.mo genetliaco di Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I. Dall’estero giungono delegazioni che partecipano ai festeggiamenti ufficiali, mentre da ogni parte del mondo pervengono centinaia di messaggi augurali. La Banca nazionale commemora la ricorrenza con un’apposita emissione di monete d’oro. Il Ministero delle Informazioni pubblica una raccolta dei discorsi più importanti del Sovrano. L’avvenimento è celebrato con decine di altre iniziative. –L’Imperatore inaugura la nuova diga fatta costruire a Gafarsa dal Municipio di Addis Abeba con la spesa di 1.250.000 dollari.

24 luglio – A Sabata il Sovrano inaugura la nuova birreria Meta Abo, il più moderno stabilimento del genere in Etiopia, realizzato da una compagnia della quale fanno parte la Fondazione Haile Selassie I, le birrerie San Giorgio e Melotti, il sig. Luigi Criveller e il dr. De Luigi. Il capitale iniziale della compagnia e di 2.024.000 dollari, ai quali si aggiungono i 5.250.000 dollari di un prestito della ditta italiana Frick Barbieri. La produzione è di 50.000 bottiglie al giorno, aumentabile a 150.000. Lo stabilimento da lavoro a 125 persone.

26 luglio – L’Imperatore riceve il segretario generale dell’associazione dei giovani esploratori etiopici, Melesse Yitaieu, e tre boy scout in partenza per gli Stati Uniti. I tre giovani parteciperanno a un raduno internazionale, il segretario generale a un convegno internazionale a Seattle.

28 luglio – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen inaugura alla camera di Commercio di Addis Abeba una personale della pittrice etiopica Alem Tsehai Johannes. – Il ministro delle Comunicazioni Emmanuel Abraham distribuisce i certificati a 24 studenti che hanno seguito il corso triennale della scuola tecnica della compagnia ferroviaria franco-etiopica.

29 luglio – Il Sovrano offre un ricevimento al Palazzo del Giubileo per festeggiare il fidanzamento ufficiale di S. E. il commodoro Iskander Desta, vice comandante della Marina imperiale e nipote dell’Imperatore, con la Uoizerit Sara Emmanuel, figlia del ministro delle Comunicazioni Emmanuel Abraham. – Il ministro degli Esteri Ketema Yifru, latore di un messaggio dell’Imperatore al presidente Ismail El Azhari del Sudan, parte per Kartum alla testa di una delegazione etiopica, dietro invito del Primo ministro sudanese Mohamed Ahmed Mahgoub, per discutere le relazioni fra i due Paesi. – Parte per Kampala (Uganda), dove parteciperà all’undicesima sessione del Comitato di liberazione dell’OUA, una delegazione etiopica capeggiata dall’assistente ministro degli Esteri Menghiste Desta.

31 luglio – Il ministro degli Esteri Ketema Yifru rientra ad Addis Abeba con un messaggio del presidente El Azhari del Sudan all’Imperatore sulle relazioni fra i due Paesi. Nelle due capitali viene intanto diramato un comunicato congiunto nel quale è detto che le due parti hanno convenuto di dare alla commissione congiunta disposizioni per iniziare la demarcazione del confine subito dopo le piogge, di rispettare lo status quo alla frontiera e di consentire ai rispettivi coltivatori di continuare a lavorare le zone di confine come prima, di attenersi alla dichiarazione di Nairobi del 2 aprile 1966 sui rifugiati politici, di condannare le attività sovversive e prendere adeguate misure per prevenirle, di far riprendere i lavori ai comitati di frontiera con l’eventuale partecipazione di osservatori di Addis Abeba e Kartum, di facilitare le formalità di immigrazione e residenza per i rispettivi cittadini in regola e di appellarsi alla stampa dei due Paesi affinché collabori costruttivamente al miglioramento delle relazioni fra l’Etiopia ed il Sudan.

(Estratto da “Sestante – Documentario Semestrale Illustrato della Vita Politica Economica Sociale dell’Etiopia”, vol. III – No. 2. )

Bro Ghebre Selassie

Commento al Vangelo di San Giovanni

di Yohannes Afeworq

Discorso ottavo
 

Era la vera luce che illumina ogni uomo, che veniva nel mondo 1.

1. – Niente ci vieta di dedicare la giornata odierna a queste stesse parole, dato che l’esposizione dei dogmi ci ha impedito di commentare tutto il passo evangelico che è stato letto.

Dove sono dunque quelli che dicono che il Figlio non è vero Dio? Qui Egli è chiamato luce vera, ma altrove Egli è chiamato la stessa verità, la stessa vita. Quando saremo giunti a quel punto, indagheremo più profondamente sul significato di tali definizioni: oggi ho dovuto accennarvi soltanto, per riguardo a voi.

Se Egli illumina ogni uomo, venendo nel mondo, come mai non tutti gli uomini ne restano illuminati? Sta di fatto che non tutti riconoscono il culto del Krestos. Come mai, dunque, illumina ogni uomo? Lo illumina per quanto è in Lui; ma se qualcuno, di sua volontà, chiudendo gli occhi della mente, non vuole ricevere i raggi di questa luce, non dipende dalla natura di questa luce se costui resta nelle tenebre, ma dalla malizia di quanti, spontaneamente, si privano di tale dono. La grazia, infatti, è diffusa su tutti, essa non disdegna né il giudeo, né il greco, né il barbaro, né lo scita, né l’uomo libero, né lo schiavo, né il vecchio, né il giovane: ammette tutti indistintamente a goderne i benefici e gli onori. Quelli che non vogliono fruire di questo dono, debbono imputare a sé medesimi la loro cecità. Essendo aperta a tutti la via che porta a tale onore e non essendo sbarrata ad alcuno, se taluni, di loro spontanea volontà, ne restano esclusi, si perdono solo per propria colpa.

“Era nel mondo”: ma non come coetaneo del mondo; lungi da noi pensare ciò. Per questo l’evangelista aggiunge: “E il mondo fu fatto per mezzo di Lui” 2. Con queste parole viene ricordato che l’esistenza dell’Unigenito è anteriore a tutti i secoli. Giacché chi ha udito che tutto questo mondo è opera di Lui, anche se manca d’intelligenza, anche se è nemico dichiarato della gloria di Dio, tuttavia, volente o nolente, sarà costretto ad ammettere che il Creatore è necessariamente preesistente alle sue creature.

Ecco perché mi riempie sempre di stupore la follia di Paolo di Samosata, non riuscendo a capire come mai egli abbia potuto opporsi a una verità così manifesta e si sia precipitato volutamente nel baratro. Egli non cadde infatti nel peccato dell’eresia per ignoranza, ma con la piena consapevolezza di quello che faceva, non diversamente da quello che accadde ai Giudei. Nella stessa maniera in cui costoro, per rispetto umano, tradirono la vera fede, pur sapendo che Egli era l’Unigenito Figlio di Dio, non osando farne pubblica confessione, per paura dei capi religiosi, che avrebbero potuto scacciarli dalla sinagoga, così si narra che anche lui avrebbe compromesso la salvezza della propria anima, per compiacere una donna 3.

È cosa davvero terribile la tirannia della vanagloria; essa può accecare anche gli occhi dei saggi, se non stanno in guardia. Giacché, se riescono a far ciò i doni, molto di più vi riesce questa passione così violenta. Proprio per questo il Krestos diceva ai Giudei: “Come potete credere, voi che ricevete la gloria gli uni degli altri e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?” 4.

“E il mondo non lo conobbe” 5.. Con la parola”mondo”, l’evangelista indica la gran massa di gente corrotta e attaccata alle cose terrene, cioè una moltitudine vile, turbolenta e sciocca. Giacché gli amici di Dio e tutti gli uomini degni di ammirazione, lo conoscevano anche prima della sua incarnazione. Lo stesso Krestos dice a proposito del patriarca, queste testuali parole: “Abramo vostro padre esultò al vedere il giorno mio; lo vide e ne gioì” 6 e confutando i Giudei, dice a proposito di Davide: “Come mai dunque Davide, per divina ispirazione, lo chiama Signore, dicendo: - Disse il Signore al mio Signore, siedi alla mia destra?” 7 e cita poi spesso Mosè, polemizzando con loro in altre circostanze.

Per quanto riguarda gli altri profeti, ce ne parla l’apostolo. Pietro infatti ci dice che tutti i profeti, a cominciare da Samuele, lo avevano conosciuto e ne avevano preannunziato molto tempo prima la venuta con queste parole: “E tutti i profeti che hanno parlato da Samuele in poi, annunziarono questi giorni” 8. Egli apparve poi e parlò personalmente a Giacobbe ed a suo padre, come pure al suo avo, promettendo loro che avrebbe donato molte e grandi cose ed adempì quelle promesse.

“Come mai allora – obbietterà qualcuno di voi – il Krestos stesso disse: “Molti profeti vollero vedere quello che voi vedete e non lo videro, e udire quello che voi udite e non l’udirono - 9? Non furono dunque ammessi anche loro a conoscerlo?”. Certo che lo furono: tenterò di dimostrarvi ciò, basandomi proprio su questo passo, con il quale taluni pretenderebbero, invece, di provare che essi furono esclusi dal conoscerlo.

“Molti – Egli dice – vollero vedere quello che voi vedete”. E veramente essi videro anticipatamente la sua venuta tra gli uomini ed i benefici di cui li avrebbe poi effettivamente gratificati. In realtà, se non avessero avuto cognizione di tutto ciò, non avrebbero desiderato di vederlo adempiuto coi propri occhi. Giacché nessuno può venir preso dal desiderio di quelle cose di cui non ha la minima cognizione.

Pertanto, essi conobbero il Figlio di Dio e previdero che sarebbe venuto tra gli uomini. Quali sono, allora, le cose che non seppero e quali quelle che non udirono? Queste che oggi voi vedete e ascoltate. Che se essi udirono la sua voce e lo videro, non lo videro però nella carne, né mentre viveva in mezzo agli uomini e conversava con loro con tanta franchezza.

Volendo intendere appunto questo, Egli non disse semplicemente: “essi desiderarono vedermi”, bensì: “Desiderarono vedere quello che voi vedete”; e non disse neppure: “desiderarono ascoltarmi”. bensì: “ Desiderarono udire quello che voi udite”. Cosicché, quantunque essi non abbiano visto la sua incarnazione, sapevano che tale evento da loro desiderato così ardentemente, si sarebbe realizzato; e credevano in Lui, anche senza averlo visto incarnato e fatto uomo.

Quando dunque i pagani ci faranno questa obiezione. “Che cosa faceva in quel tempo antico il Krestos, quando ancora non si era dato pensiero del genere umano? E perché è venuto soltanto alla fine dei tempi, per provvedere alla nostra salvezza, dopo averci trascurato per tanto tempo?”, risponderemo che Egli era nel mondo ancor prima di quella sua venuta tra gli uomini, che aveva pensato fin dall’eternità alle opere che avrebbe realizzato, e che era conosciuto da tutti quelli che erano degni di conoscerlo.

Che se poi dite che non era conosciuto, per il fatto che allora era noto non a tutti, bensì soltanto agli uomini probi e virtuosi, per la stessa ragione dovreste dire che anche ora Egli non viene adorato dagli uomini, dato che anche nella nostra epoca non tutti lo conoscono. Ma, come presentemente nessuno dirà che non è conosciuto dagli uomini, per il fatto che molti di essi non ne hanno notizia, così non si può dubitare che Egli fosse conosciuto fin dalle epoche più remote da molti uomini, anzi da tutti quelli che divennero famosi per le loro eroiche virtù.

 

2. – E se qualcuno dicesse: “Perché allora non tutti aderiscono a Lui, e come mai non tutti l’adorano, ma soltanto i giusti?”, gli rivolgerò a mia volta questa domanda: “Perché anche oggi non tutti lo conoscono? Parlo forse solo del Krestos? Perché non tutti, allora come ora, non conoscono neppure il Padre suo?”.

In verità alcuni sostengono che tutte le cose si muovono casualmente; altri attribuiscono ai demoni la cura dell’universo; ve ne sono altri ancora che, oltre questo nostro Dio, ne inventano un altro; tra essi alcuni bestemmiano asserendo l’esistenza di una potenza avversaria di Dio e ritengono che le sue leggi siano opera di un demone maligno. Ma noi diremo forse che Dio non esiste, per il fatto che alcuni dicono ciò? Proclameremo che Egli è malvagio, per il fatto che taluni sostengono ciò empiamente? Lungi da noi una tale stoltezza e furiosa pazzia! Giacché, se noi fondassimo la nostra dottrina sulle tesi di questi pazzi, niente si opporrebbe a che anche noi fossimo trascinati fino alle estreme conseguenze della follia.

Nessuno direbbe certamente che il sole è per sua natura dannoso ai nostri occhi, per il fatto che taluni soffrono di disturbi visivi. Diciamo invece che esso è luminoso, basandoci sul giudizio di quanti hanno gli occhi sani. Nessuno parimenti direbbe che il miele è amaro, perché tale sembra essere a certi ammalati. Come potranno dunque taluni proclamare, fondandosi sull’opinione di qualche pazzo o che Dio non esiste, o che è malvagio, o che a volte provvede al bene degli uomini, mentre altre volte non si cura affatto di loro? Chi oserà dire che costoro sono sani di mente? Come non riconoscere invece che essi sono completamente pazzi?

“Il mondo non lo conobbe” obietterà qualcuno di voi. Però quelli dei quali il mondo non era degno, lo conobbero. Parlando anche di quelli che non lo conobbero, l’evangelista accennò brevemente alla causa della loro ignoranza. Non disse infatti semplicemente che nessuno lo conobbe, bensì che “il mondo non lo conobbe”, cioè quegli uomini che sono attaccati alle cose terrene e non conoscono niente all’infuori di esse. Così infatti il Krestos è solito indicare costoro, come quando dice: “Padre santo, il mondo non ti ha conosciuto” 10. Dunque, il mondo non ha ignorato soltanto il Figlio, ma anche suo Padre, come abbiamo già detto. Nulla, infatti, offusca tanto la mente, come l’eccessivo attaccamento alle cose terrene.

Sapendo ciò, distaccatevi dal mondo, rifuggite più che potete dalle cose carnali, giacché tutto ciò può compromettere non già un nostro affare di nessuna importanza, bensì il sommo dei nostri beni. L’uomo che è attaccato eccessivamente ai beni di questo mondo, non può ben comprendere le cose celesti; è necessario perciò, che chi è legato a tali cose se ne distacchi. “Non potete – dice il Krestos – servire a Dio e a Mammona” 11, è inevitabile che noi, per seguire uno dei due, finiamo con l’odiare l’altro. Ciò ci viene insegnato dalla stessa esperienza. Quelli che disprezzano la tentazione delle ricchezze, sono infatti gli uomini che amano Dio come merita di essere amato, mentre quelli che provano per esse un’irresistibile attrattiva, sono, nella maggior parte dei casi, uomini che amano Dio molto più tiepidamente. Giacché l’anima che una volta è stata presa dall’amore per le ricchezze, difficilmente eviterà di fare cose che provochino l’ira di Dio, come il servire un altro padrone che imponga, in ogni circostanza, delle cose in contrasto coi comandamenti di Dio.

State dunque all’erta, svegliatevi e, ricordandoci noi tutti di quale Signore siamo servitori, amiamo soltanto il suo regno; piangiamo e deploriamo la nostra vita passata, durante la quale abbiamo servito Mammona, abbandoniamo finalmente il suo giogo pesante e intollerabile, e portiamo con perseveranza il giogo leggero e soave del Krestos. In verità, il Krestos, non comanda alla maniera di Mammona. Il denaro ci ordina, infatti, di essere nemici gli uni agli altri, mentre il Krestos ci ordina di amare e di abbracciare tutti in un fraterno amplesso. Il denaro, inchiodandoci al fango e alle pietre – dato che l’oro non è qualcosa di diverso – non ci lascia prendere un po’ di respiro neanche di notte; il Krestos, invece, ci libera da ogni superflua e folle preoccupazione e ci ordina di accumulare tesori in cielo, non facendo torti agli altri, bensì guadagnandoli con la nostra giustizia. Il denaro non potrà assisterci quando, dopo tanti sudori e tante miserie, verremo condannati all’eterno castigo, che soffriremo per aver osservato le sue leggi; sarà lui, anzi, ad attizzare la fiamma. Il Krestos, invece, se ci ordina di dare un bicchiere d’acqua fresca, non permetterà che vada perduta la ricompensa neppure per questo gesto, ma anzi sarà generoso nel premiarci.

Non sarebbe forse cosa da pazzi inguaribili il trascurare un servizio così sicuro e tranquillo con i benefici che ci procurerebbe, per metterci a seguire un tiranno ingrato, il quale non sarà mai in grado di giovare né in questa vita, né nell’altra, a quelli che gli obbediscono? E il male e il danno non consistono solo nel fatto che il denaro non libera i suoi servitori dalla dannazione, ma anche, come ho già detto, nel fatto che fa piombare addosso ai suoi seguaci un’infinità di sciagure. È infatti cosa verosimile che moltissimi di quelli che soffrono le pene dell’inferno, siano stati dannati perché hanno servito il denaro e hanno amato l’oro e non sono venuti in aiuto ai bisognosi.

Se dunque non vogliamo anche noi soffrire tali pene, siamo generosi nel donare ai poveri, sottraiamo la nostra anima alla stretta mortale delle preoccupazioni terrene ed al castigo che rischiamo di ricevere nell’al di là. Accumuliamo in cielo opere di giustizia; mettiamo da parte, invece che ricchezze terrene, tesori che non possono consumarsi, tesori che ci possiamo portare appresso anche in cielo, che possono patrocinare la nostra causa pericolante e renderci propizio il giudizio.

Voglia il cielo che questo giudizio si risolva in maniera favorevole per noi, ora e in quel giorno supremo, e che possiamo godere in libertà dei beni che Dio ha preparato in paradiso per coloro che lo amano come merita, per la grazia e la benignità del nostro Signore Iyasus Krestos, al quale, con il Padre e insieme con lo Spirito Santo, sia gloria ora e sempre, nei secoli dei secoli. Così sia.

Note:
1 Gv. 1, 9;
2 Gv. 1, 10;
3 Si tratta di Zenobia di Palmira. Tra l’altro Paolo di Samosata diceva, in modo simile all’eresia dei Sabelliani, che il Figlio era nel Padre, ma non aveva una sua ipostasi;
4 Gv. 5, 44;
5 Gv. 1, 10;
6 Gv. 8, 56;
7 Mt. 22, 43-44;
8 Atti 3, 24;
9 Lc. 10, 24;
10 Gv. 17, 25;
11 Lc. 16, 13.

Bro Ghebre Selassie

Let food be your medicine...

LE PESCHE

Eccoci nel mese caldo di Luglio, dove le temperature sfiorano i quaranta gradi e il paesaggio intorno a noi rimane torrido e le vallate sembrano ‘bruciate’ dal sole intenso.

Durante il caldo estivo abbiamo la frutta che ci aiuta a riequilibrare i livelli nutrizionali del nostro organismo. Questo è il mese delle pesche, un frutto che sembrerebbe avere origine in Cina, paese in cui il pesco (Prunus Persica) è coltivato da circa 5.000 anni ed è un simbolo di lunga vita e immortalità.

E’ un albero molto resistente ed è in grado di sopportare temperature che possono variare dai -18° ad  oltre i 40°.

I maggiori produttori a livello mondiale sono: Cina, Grecia, Turchia, Spagna e Italia che provvedono da sole al 70% della produzione globale.

In Italia le principali regioni produttrici di pesche sono l’Emilia Romagna, la Liguria, il Veneto, il Piemonte e la Campania. Il consumo  stimato in Italia corrisponde a circa 6,5 Kg per abitante. In Italia la coltivazione della pesca cominciò nel I° secolo avanti Cristo, di provenienza dalla Persia dove era già conosciuta nel IV° secolo avanti Cristo e da cui prese il nome (Prunus Persica); ancora oggi in molti dialetti si fa appunto riferimento a questo nome che ne richiama la provenienza: in dialetto romagnolo troviamo persag, in quello piemontese abbiamo pèrsi e in alcune zone della bassa lombarda non è difficile sentire chiamare le pesche col nome pèrsig.

Questo frutto è composto per il 90% da acqua, in piccola percentuale troviamo diversi minerali tra cui il più spiccano: potassio, sodio, ferro, calcio e fosforo. Sono presenti le vitamine A, B, C (presente in modo abbondante), E e K. Infine evidenziamo la presenza di fibre alimentari, proteine, zuccheri semplici, lipidi e glucidi. Molto basse le calorie rese da 100 gr. di polpa fresca di pesca: solamente 32.

La pesca contiene zuccheri che sono facilmente assimilabili dal nostro organismo e molti acidi organici, tra cui l’acido tartarico, l’acido malico e l’acido citrico.

Ha numerose proprietà: rinfrescanti e dissetanti (importanti soprattutto dopo un'intensa sudorazione) grazie alla presenza di calcio e potassio e l’abbondanza di zuccheri la pesca è anche mineralizzante, tonificante e ricostituente. Diuretiche (utili in caso di ritenzione idrica, calcoli delle vie urinarie, reumatismi): Vitamina C e provitamina A, secondo i recenti studi medici, hanno proprietà antiossidanti ed un ruolo attivo nel contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi. leggermente lassative ( sono un ottimo rimedio per la stitichezza dei bambini).

Mangiare una pesca al giorno significa fornire all’organismo circa il 15 % del fabbisogno giornaliero di vitamina C; questa vitamina ha un ruolo molto importante nel difenderci da infezioni varie, è indispensabile per la fortificazione delle ossa ed è altrettanto importante per il trasporto e l’assorbimento del ferro nel sangue.

In ultimo si ritiene che un giusto apporto di vitamina C abbia la proprietà di ridurre il rischio tumori di almeno un 70%.

Altra vitamina presente nella pesca e non meno importante è il B carotene che una volta giunto nel nostro organismo si trasforma in vitamina A in grado di apportare numerosi benefici alle nostre ossa, denti e pelle, oltre a svolgere un’azione protettiva nei confronti degli attacchi imputabili ad agenti inquinanti.

Molto utile anche l’abbondante presenza di potassio in grado di apportare, grazie alle sue proprietà, benefici al sistema nervoso ed al battito cardiaco.

Dal frutto, dai fiori e dalle foglie si estrae un olio essenziale contenente acidi organici (formico, valerico, caprilico, acetico, acetaldeide, ecc.), dalle proprietà sedative, antispasmodiche e vermifughe che si trovano nei fiori e nelle foglie essiccate.

Bro Julio

Rise and shine

di Ras Flako Tafari, Nyah Bingi Incient
Wisemind Publications
www.wisemindpublications.com

 

Possano le benedizioni di Haile Selassie e l'Imperatrice Menen scorrere sopra le teste di tutti i fedeli angeli e possa la prosperità abbondare all'interno delle nostre case.

I-man rende grazie per l'energia positiva all'interno dei nostri ragionamenti, sono sicuro che molto di più sarà realizzato sulla base di uno sviluppo sostenibile.

Ora ragioniamo sulla verità, che è per definizione, Autenticità, Correttezza, Integrità, Validità.

La verità è presente in ogni essere umano, così come anche il suo opposto, ovvero la bugia.

La natura umana ha la tendenza a sopprimere la verità a seconda dell'occasione.

Non importa come questa verità venga soppressa, essa si rivelerà o la storia e il tempo la riveleranno.

I Rastafari sono I-ngels speciali.

InI è l'incarnazione della verità.

Come può InI proclamare Haile Selassie mentre la nostra Livity riflette falsità e ipocrisia? Allora quale sarà la testimonianza di InI dinanzi al Re dei Re?

Truth and Rights devono essere in primo piano. Seen, I?
Il negativo si pone sempre come rivale del positivo. Il bene e il male sono sempre in lotta.

Questo poiché quando ci si trova dinanzi a queste scelte, i propri percorsi di ricerca mentale e spirituale devono procedere verso la ricerca della verità.

Ora, se uno è testardo e blocca la verità dall'interno, Jah invierà un Mighty I-ngel per proclamare la verità. Qualche volta il Word-Sound fa male.

Tuttavia è noto che l'esperienza è maestra del saggio, quindi ci sono tante lezioni da imparare.

Come il ragionamento ascende, più I-tes vengono raggiunte.

L'ordine spirituale o I-ritical Order è il livello da raggiungere.

Impegniamoci quindi ad esaminare la spiritualità.

 

"La spiritualità è una rete che connette InI all'Altissimo, all’universo e al prossimo: come essenza della nostra esistenza, incarna la nostra cultura, vera identità, nazionalità, e il destino.-  H.I.M.

Ras Flako Tafari

Francobolli imperiali: 
Federazione

L'11 Settembre 1952 viene pubblicata la serie intitolata “Federazione” per commemorare la Federazione dell'Etiopia e dell'Eritrea in accordo con la decisione delle Nazione Unite.

La serie è composta da un set di 9 francobolli e presenta 7 grafiche realizzate da A.A. Kuenzler.

Ogni francobollo presenta un ovale con i busti delle Maestà e un decoro che rappresenta elementi tipici etiopi quali uno scudo, una spada, 2 lance ed un soprabito decorativo della nobiltà etiope. Ogni grafica presenta una descrizione o una citazione specifica al suo interno.

15 e 30 cent: Porto di Assab.

La strada che ci porta al mare è libera.”

25 e 50 cent: Porto di Massawa.

La barriera di Massawa è aperta.”

65 cent: Mappa dell'Etiopia

L'Etiopia con i suoi confini marittimi.”

80 cent: Allegoria della Federazione dell'Etiopia e dell'Eritrea.

"Il Nostro unico desidero per una vita più lunga è di avere il tempo di riunire assieme questi paesi e le persone che sono state disperse." Dicembre 1950*

1 dollaro: Sua Maestà Imperiale issa la bandiera di ritorno dall'esilio.

S.M.I. innalza la bandiera etiope di ritorno dall'esilio.

2 dollari: La bandiera Etiopia sopra al mare.

La Bandiera Etiope sul mare.”

3 dollari: Sua Maestà Imperiale si rivolge alla Lega delle Nazioni nel 1936.

Dio e la Storia ricorderanno il vostro giudizio.30 Giugno 1936.

Ricordiamo che è presente sul Sito di FARI la descrizione della “Medaglia dell'Eritrea di Haile Selassie I” consultabile a questo link

* Testo originale estratto con fatica dal francobollo in quanto le citazioni non sono menzionate all'interno della descrizione ufficiale.

Bro Gabriel

I love Jah - Imperial Sound Army

Con questo breve articolo desidero comunicare con gioia l'uscita del nuovo album prodotto da Imperial Sound Army intitolato "I Love Jah".
Questa nuova produzione vede coinvolto Dan I nell'intera produzione musicale (composizione-missaggio-mastering) per offrire il degno sostegno ai 7 vocal del cantante californiano Fikir Amlak (6 + 1 traccia bonus) con le relative 7 dub version per un totale di 14 tracce.
I testi conscious trattano temi quotidiani della Livity di I&I senza scadere mai in luoghi comuni o scontati ed il solido sound targato Imperial Sound Army fonde il tutto dando una chiara espressione di "Word Sound & Power".
Al momento è disponibile in formato digitale anche se è atteso un doppio Lp che speriamo presto di stampare.

Come di consueto la grafica è a cura di Sons and Dawtas of the Emperor.

I Love Jah:
https://imperialsoundarmy.bandcamp.com/album/fikir-amlak-i-love-jah

Tutte le Digital Release Imperial Sound Army:
https://imperialsoundarmy.bandcamp.com/

http://www.imperialsoundarmy.com/

 

Bro Gabriel

Report: Zion Station

Salmo 133

[1] Canto delle ascensioni. Di Davide. 
Ecco quanto è buono e quanto è soave  
che i fratelli vivano insieme! 

[2] È come olio profumato sul capo, 
che scende sulla barba, 
sulla barba di Aronne, 
che scende sull'orlo della sua veste. 

[3] È come rugiada dell'Ermon, 
che scende sui monti di Sion. 
Là il Signore dona la benedizione 
e la vita per sempre. 

 

Benedizioni Altissime a voi tutti cari Fratelli e Sorelle,
con immenso piacere vi scriviamo per raccontarvi un po' come sono trascorsi i giorni al festival Zion station al quale abbiamo partecipato io (sis Barbara), sis Gloria (che scriverà con me questo breve racconto), sis Marta Moretto e sis Oriana, e i brother: Lucio, Roberto, Manuel e Marco F. 
Il festival è iniziato giovedì 25 giugno, giorno nel quale siamo arrivati quasi tutti e abbiamo poi allestito l'Info point: una piccola House of RASTAFARI, con all'interno una mostra del fratello xxxx, una libreria con alcuni libri in vendita ed altri in consultazione, a lato trovavano posto il banco F.A.R.I. e quello di Yawenta Children.
Una buona parte del pubblico ha raggiunto il festival già dal primo giorno per seguire tutto l'evento, che ha visto diversi sound system alternarsi nell'area, a partire da quello di Dan I, Imperial Sound System, per arrivare il sabato sera con King Shiloh, fino alla chiusura di domenica con un ottima session di Aba Shanti I. Durante le serate diversi ragazzi e ragazze si sono avvicinate alla House, chi per curiosare fra i banchi e chi per chiedere qualche domanda sulla fede e sul movimento.
La nostra cucina ITAL è stata operativa fin dal primo giorno, permettendoci di raccogliere oltre ai soldi spesi per i viveri, un piccolo gruzzoletto di circa trenta euro.

Per tutta la durata del Festival le vibes sono state altissime, e' sempre una Benedizione poter trascorrere del tempo in armonia e fratellanza con i membri della Family condividendo pensieri, emozioni ed esperienze, cosa questa che, per molti di noi, anche a causa delle distanze geografiche, e' davvero difficile fare! L'augurio e la preghiera quindi sono che si trovino non solo piu' occasioni di fratellanza e condivisione, ma che sempre piu' fratelli si aggiungano a questi eventi!!
Benedizioni Altissime a tutta la Family con la speranza di abbracciare presto ognuno di voi!!!!

Sis Barbara e Sis Gloria

Ricevi questa e-mail perché  ne hai richiesto l'invio
unsubscribe from this list