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Federazione Assemblee Rastafari in Italia

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Newsletter F.A.R.I.
Maggio 2015
 

E’ il 5 maggio 1941, il giorno della Liberazione.

L’invasore è definitivamente respinto e cacciato, Israele è libero di continuare a splendere perché le tenebre sono ormai lontane.

Il Re dei re lungo il Suo cammino si ferma ad Entoto Maryam, scruta attentamente il territorio, il Suo sguardo copre tutto e nulla esclude. Contempla il paesaggio, la terra sospira ed anela al calore e al sollievo che la Sua presenza porta con sé.

Le folle in estatico tripudio si preparano lungo le strade. Giovani ed anziani hanno reciso rami di palme e sono pronti ad agitarli per salutare il Liberatore di Judah.

Lacrime di gioia tra chi ha pregato e digiunato per questo giorno, ora scorrono lungo il volto.

Le promesse degli anziani sono state avverate, le suppliche dei nazirei sono state accolte.

Una grande folla, sotto un sole alto.

Le paure e le angosce di un popolo stremato si convertono in grida di giubilo. Un sentimento unico di gloria e riscatto. I cuori afflitti ed i corpi stanchi ora riprendono coraggio, le famiglie che hanno avuto perdite sentono per un momento quasi il loro vuoto colmarsi.

Il Re dei re entra vittorioso nella nuova Jerusalem. E’ il giorno della Liberazione. L’Etiopia esulta mentre il resto del Mondo osserva geloso.

Sono passati settantaquattro anni da quel momento.

Le profezie di una nuova terra ed un nuovo cielo riecheggiano nelle nostre menti all’osservare quell’ avvenimento.

Il regime del male è stato fermato e scacciato dal sole dell’Etiopia mentre continua ad ingannare il mondo intero e a coprire l’Europa con la sua fredda ombra. Proprio come il male più profondo che si insinua lì dove giace l’inganno così il fascismo accecava gli occhi delle masse e ammaliava le gole dei potenti. La terra era divisa tra sostenitori e rivali del regime dell’anticristo che prometteva luce e prosperità mentre consumava popoli e genti sotto lo sguardo delle nazioni.

E’ un nemico antico che ancora una volta si propone, e per sconfiggerlo è necessario il Regno antico, governato dall’Antico dei giorni, l’unico capace di portare la Liberazione tramite la vittoria e non il pagamento di un riscatto, tramite la sconfitta e non un accordo con il male, attraverso il successo e non un compromesso.

Nella storia d’Israele la liberazione si propone come una grande promessa che Dio stesso estende agli uomini e che si presenta come una vittoria in cui non c’è posto per accordi con l’oppressore.

Quando ci fu l’uscita dall’Egitto il popolo ebbe fede e fece ciò che sembrava impossibile, cioè fuggire dall’oppressione del faraone potente e del suo esercito. Egli prima acconsentì, poi cambiò idea ma Israele continuò per la sua strada senza tornare indietro e questo si rivelò un atto di fede che portò alla libertà.

La liberazione dalla schiavitù in Babilonia fu seguita dal crollo e distruzione di questa che aveva giocato col fuoco profanando il sacro e tutto il suo splendore svanì nella caduta.

Allo stesso modo la vittoria dell’Etiopia è il giudizio globale che dall’Africa si estende al mondo intero.

Le battaglie degli altipiani etiopici hanno liberato il mondo che neanche si rendeva conto del potere distruttore del regime fascista. Questo, essendo opera del male, aveva come capacità quella di tirare fuori il peggio dell’essere umano e di esercitare atrocità rendendo l’uomo al pari dei demoni, mentre dall’altra parte invece, il governo di Sua Maestà ispirava l’essere umano verso il meglio di sé e mostrava in azioni opere di bene ed edificazione che possiamo celebrare come moderni miracoli.

Non è forse questa la dinamica dell’anticristo che vuole spodestare il Cristo? Non è forse questo l’esempio eclatante della lotta del male contro il bene che segna quest’epoca di Armagideon? Non ci sembra un punto nella storia da cui tutto è cambiato prendendo una nuova direzione politica, economia e di sviluppo mondiale?

La vittoria dell’Etiopia ha liberato l’umanità.

Questa nazione è dovuta essere la prima vittima per essere la prima liberatrice, così come il Cristo ha dovuto patire e morire per poi risorgere e donarci la vita eterna. La terra santa ha dovuto piangere per poi ridonare il sorriso al mondo intero. Essa è stata triste scenario di atrocità che hanno mostrato all’umanità stessa di quanto male essa possa essere capace.

Ancora una volta l’Etiopia è la terra della Rivelazione, della consapevolezza, della profezia.

Essa ha schiacciato il fascismo prima di qualsiasi altra nazione. Il monte di Sion, ha goduto della redenzione dal male prima di tutti gli altri paesi. Le tenebre sono state sconfitte prima nel giardino dell'Eden e poi nel resto della Terra,  dove l'Etiopia era vista come il luogo che è risorto dalla morte vincendo questa e regalando libertà al mondo intero.

I profeti nelle Scritture infatti ci parlano di una grande guerra in cui il Signore affronta i suoi nemici. Questo conflitto è il preludio al Suo regno finale e definitivo.

Dopo il 5 maggio 1941 l’occidente è piombato nel baratro, l’ Europa è stata consumata diventando l’invaditrice di se stessa, povertà e tribolazione sono diventati il destino delle persone. Invece il Regno Antico di Sua Maestà ha trovato un nuovo splendore, la sofferenza dell’invasione è diventata catalizzatrice di una ripresa e uno slancio che hanno conquistato ed affascinato le nazioni di tutta la terra.

Il Re dei re è diventato la personificazione dello sviluppo, dell’evoluzione, dei principi positivi che portano al miglioramento dell’essere umano e della collettività Egli ha attraversato tutti i continenti per essere atteso e salutato come esempio di speranza su questa terra dispiegando gli unici insegnamenti che possono garantire la vita e la felicità del genere umano

Il Cristo si è manifestato e il suo messaggio è sotto gli occhi di tutti.

Egli nella Sua prima venuta ha vinto la morte individuale regalandoci la vita eterna universale, nella Sua seconda venuta ha vinto il male universale regalandoci la libertà del singolo e della collettività.

Ora in quest’epoca di rivelazione I n I Rastafari deve fare tesoro di ogni insegnamento che la storia ci mostra, sapendo che Terra e Cielo sono congiunti e che il progresso materiale deve andare di pari passo con quello spirituale. Ogni avvenimento ha una risonanza e porta con sé un esempio di pratica nella nostra Livity.

Ecco che allora celebriamo la vittoria del Re dei re non solo come una liberazione politica ma prima di tutto come una redenzione spirituale e personale che poi può portare all’emancipazione nella nostra nazione.

La sicurezza della vittoria sul male è per I n I un cardine fondamentale nella Christ-Consciousness che difendiamo.

I n I, proprio come l’Etiopia, può attraversare momenti di conflitto e difficoltà, possiamo diventare finanche noi gli invasori di noi stessi, ma la sicurezza della vittoria deve essere un obiettivo fisso e certo.

Nella nostra evoluzione personale dobbiamo ricordarci sempre che la vittoria è sicura, che Davide ha di nuovo sconfitto Golia e che il bene ha già trionfato.. quindi resta soltanto di allinearci a questa corrente positiva e benefica che regna e si muove in questo universo.

I n I Rastafari, figli dell’ ultima Rivelazione, dobbiamo essere testimoni della vittoria, garanti della possibilità di esito positivo anche quando le circostanze sembrano avverse, detentori della visione di vittoria e non solo della speranza di questa, noi sappiamo e non crediamo. Siamo il popolo che deve ricordare al mondo che esiste un potere universale che è in grado di salvare: la trasformazione.

Dobbiamo trasformare le nostre menti, ripulirle di ogni tossina che ostacola la visione della terra promessa qui dinanzi a noi, dobbiamo trasformare i cuori da speranzosi a consapevoli, i corpi da spettatori ad interpreti protagonisti per far regnare la vittoria che ci è stata manifestata e condivisa.

I n I ora può stringersi nella gloria e nella distensione, innalzando preghiere al Liberatore che ancora una volta ci ha redento, rendendoci liberi di prosperare e crescere nella nostra umanità, superando le prove nella forza che colma le nostre piccolezze, rendendoci più grandi e sicuri.

Ora possiamo sedere dinanzi alle benedizioni e consolidarci l’un l’altro nella groundation della royal Livity, consapevoli che ci sono tanti fiumi da attraversare ma che si può giungere all’altra sponda senza annegare, è possibile creare una nuova storia ed una nuova epoca se incominciamo da noi stessi e dalle nostre comunità. Dobbiamo vederci all’interno degli eventi e non lontani persi nelle nostre menti, essere presenti, tornare nel luogo dove la salvezza è possibile ovvero la nostra intima fonte di vita.

I n I ora resta qui lungo i fiumi di babilonia innalzando canti al Creatore che ci ha educati e addestrati sin da quando eravamo molto giovani e confusi.

Eravamo dispersi e ci ha riuniti, eravamo cechi e ci ha fatto vedere con i Suoi occhi, non riuscivamo a parlare e ci ha offerto la Sua voce, non avevamo dimora e ci ha mostrato una terra fertile, non avevamo diritti e ci ha offerto un posto accanto al trono, non possedevamo averi e ci ha resi padroni di noi stessi, non avevamo religione e ci ha insegnato a vivere la vita come una preghiera.

La vittoria dell’Etiopia è stata la sua stessa trasformazione e di conseguenza quella di tutta la Terra. Il risultato di questa è stato lo splendore di Sua Maestà al mondo intero.

Il risultato della nostra trasformazione vittoriosa sarà lo splendore della nostra persona dinanzi al Creato.
 

Egli da principio creò l’uomo e lo lasciò in balia del suo volere. Se vuoi, osserverai i comandamenti; l’essere fedele dipenderà dal tuo benvolere.” (Sir. 15, 15-16)

 

Bro Julio

Laurea in sanità pubblica - Gondar

Quando abbiamo posto le fondamenta per il progresso e lo sviluppo del Paese, il fatto che abbiamo concesso la Costituzione è stato allo scopo di rafforzare l’unità così che il nostro paese potesse essere costruito intorno all’idea di un solo Imperatore ed un solo Governo in cui ciascuno è consapevole del proprio dovere basato sul principio di uno per tutti e tutti per uno. Abbiamo scelto l’istruzione come Nostro primario interesse perché crediamo che sia lo strumento attraverso il quale i Nostri scopi potranno essere portati alla realizzazione.

Lo spirito di unità all’interno dell’Etiopia intorno ad un unico Imperatore è scaturito dal popolo del Begemder, ed i loro sforzi patriottici sono stati coronati d’alloro. Ne abbiamo fatto Nostro costante interesse l’aiutarli nella loro richiesta d'apprendimento per la quale abbiamo fondato varie scuole e istituzioni d’apprendimento. Attraverso l’istruzione ci si può mantenere sani; si può acquisire conoscenza di tante altre cose; ma senza la salute, l’istruzione e la crescita di una popolazione sono irraggiungibili. Oggi mentre vi presentiamo questi certificati di adempimento, il Nostro cuore trabocca di gioia.

Ora che state per intraprendere la professione medica e sanitaria, raccomandiamo che voi lavoriate diligentemente, poiché la terapia e la cura da sole non sono abbastanza per una nazione; la prevenzione è altresì necessaria. La razza Amhara deve sapere che ha un dovere da parte sua di lavorare nel campo tecnico, non importa a quale livello. Preservare l’eredità del proprio onore e della propria cultura è lodevole, ma oltrepassare i limiti può rivelarsi dannoso.

Ci siamo azzardati ad affermare ciò perché è giunto a Nostra conoscenza che qui esiste disprezzo per il lavoro. Siamo venuti dopo aver posato le prime pietre per la fondazione di una fabbrica tessile, di un impianto idro-elettrico e di un ponte nello sviluppo delle autostrade allo scopo di aiutare nel progresso del popolo del Begemder e del Gojjam. Fino a che il popolo non riceve benefici mediante il lavoro i Nostri sforzi e pensieri saranno stati in vano. Avranno inoltre violato il desiderio dell’Onnipotente che ci si debba guadagnare da vivere con la propria fatica. Molto non può essere compiuto nel perseguimento del progresso spirituale, figurarsi in quello dei guadagni materiali, senza il lavoro. Imparate! Lavorate! Abbiamo fondato l’istruzione comunitaria così che sia i giovani che gli adulti possano apprendere. L’istruzione e la ricerca della conoscenza si fermano soltanto nella tomba…..
 

18 Maggio 1959

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I” pag. 11-12

Bro Luca

ALL MAN ACTS
Brevi Cronache Sommarie
del Regno del Figlio dell'Uomo

Maggio 1970, anno 1963 del calendario etiopico e 78° della Nascita di S. M. I. Hayle Selassie I.

1 maggio – S. M. I. Haile Selassie I considera il progetto di un moderno albergo ed ispeziona il luogo ove sorgerà; esso dovrebbe essere realizzato in 18 mesi, al costo di 1.500.000 dollari, nell’Auasc. – Il Primo ministro, lo Tsahafie Tesas Aclilu Habteuold, ha un colloquio di un’ora con l’ambasciatore della RAU, Hassan Sirry Esmat, sulle relazioni fra i due Paesi.

2 maggio – Il Governo etiopico ed il Sovrano militare dell’Ordine di Malta di San Giovanni di Gerusalemme e di Rodi si accordano per stabilire relazioni diplomatiche a livello di Ambasciata. – Riparte la delegazione parlamentare inglese dopo una serie di riunione con autorità del Ministero dell’Educazione sull’attività del British Council in Etiopia.

4 maggio – S. M. l’Imperatore offre un pranzo in onore del Patriarca ortodosso greco di Alessandria, Nicolaos VI, in visita in Etiopia. – L’Imperatore riceve in udienza l’ex presidente delle Filippine, D. Macapagal, e la sua famiglia, invitati a presenziare alle cerimonie per la Giornata della Vittoria.

5 maggio – Si celebra in tutto l’Impero con grande solennità e manifestazioni popolari la Giornata della Vittoria e il trionfale ritorno di S. M. l’Imperatore ad Addis Abeba. Molti i messaggi e i telegrammi pervenuti al Sovrano da capi di Stato del mondo. – In occasione della celebrazione della Giornata l’Imperatore decora 900 tra alti funzionari, dipendenti civili ed ufficiali superiori delle FF.AA. e della Polizia. – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen offre un pranzo in onore del Patriarca greco ortodosso di Alessandria, Nicolaos VI. – In occasione dell’anniversario della Vittoria, il quotidiano slovacco “Lud” elogia S. M. l’Imperatore scrivendo: “Lo scopo principale nella storia contemporanea dell’Etiopia è di eliminare l’arretratezza nello sviluppo economico e nella sfera dell’istruzione e della cultura e di modernizzare lo Stato”.

7 maggio – S. M. I. Haile Selassie I insignisce il Patriarca greco ortodosso di Alessandria, Nicolaos VI, con il Gran Cordone della SS. Trinità. – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen pronuncia alla radio e alla televisione un discorso sulla cessazione dei conflitti ed il ristabilimento della pace nel mondo in occasione della Giornata annuale della Croce Rossa Internazionale. – Il Patriarca greco ortodosso di Alessandria, Nicolaos VI, insignisce lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, Primo ministro, dell’Ordine della Santa Croce dell’Apostolo S. Marco, per l’apprezzamento dell’interesse del Primo ministro a continuare le buone relazioni fra le due Chiese. – Una delegazione di quattro uomini guidata dall’ing. Maconnen Mulat, vice ministro dei Lavori Pubblici, parte per Gibuti, per una riunione dei rappresentanti governativi francesi su materie riguardanti la “Ethio. French Railway Co.”.

8 maggio – S. M. l’Imperatore riceve le lettere credenziali del pronunzio apostolico, Maurice Perrin. – Il Patriarca greco ortodosso di Alessandria, Nicolaos VI, parte per Asmara per una visita privata.

9 maggio – L’Imperatore inaugura a Nazareth un albergo costato un milione di dollari. – La Camera dei deputati approva una legge governativa sulla promozione e lo sviluppo delle risorse minerarie nel Paese.

11 maggio – Il Ministero della Giustizia rende noto che in occasione della Giornata della Vittoria l’Imperatore ha concesso l’amnistia piena o parziale a 816 detenuti di tutto l’Impero. – Si apre la 20.ma riunione della commissione congiunta etio-kenyota che durerà due giorni, in cui si discuteranno modi e mezzi per rafforzare ulteriormente le relazioni commerciali, culturali e di comunicazione tra i due Paesi. – Si apre la riunione di due giorni della “Ethio.French Railway Co.” per adottare appropriate azioni dirette a sviluppare l’impresa congiunta. – L’Etiopia partecipa alla fiera internazionale egiziana che si tiene al Cairo.

12 maggio – La Camera dei deputati approva un prestito addizionale di 9.500.000 marchi concesso dal Governo federale tedesco per la realizzazione della strada Dilla-Moyale. – La commissione consultiva etio-kenyota, che conclude i suoi lavori, si accorda di portare “una nuova era di maggiore cooperazione” tra i due Paesi, nella prossima decade. – Sostano ad Asmara, sulla via per Mogadiscio, il secondo vice presidente somalo, il gen. Mohamed Ainansha, il ministro degli Esteri Omar Arteh ed il ministro dell’Agricoltura, Abdulla Farah.

13 maggio – L’Imperatore riceve in udienza i membri di un’organizzazione assistenziale del distretto di Entotto, che chiedono al Sovrano la realizzazione di una nuova scuola secondaria nella zona, con la cooperazione del Ministero dell’Educazione e Belle Arti. – Un portavoce del Ministero degli Esteri esprime sorpresa e rammarico per dei rapporti provenienti da Tripoli affermanti che il Governo libico stava sostenendo “una campagna di raccolta di fondi su scala nazionale in appoggio al cosiddetto Fronte di liberazione eritreo”. – Alla cena mensile dei membri della Camera di Commercio della capitale, il Ligg Endalkacciou Maconnen, ministro delle Comunicazioni, Telecomunicazioni e Poste, sottolinea gli sforzi del Governo per ampliare e modernizzare i mezzi di comunicazione compatibilmente con le necessità economiche del Paese.

14 maggio – Il Sovrano inaugura l’istituto tecnico “Magg. gen. Mulughieta Buli” diretto dal centro di addestramento militare di Ghennet; inoltre per l’occasione consegna i diplomi ai 28 membri del primo corso. – Lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, Primo ministro, riceve in visita di cortesia separatamente l’ambasciatrice di Trinidad e Tobago, Isabel U. Teshea; l’ambasciatore del Burundi, Joseph Ndabaniwe, e l’ambasciatore del Congo Brazzaville, M. Makouangou, intrattenendoli sulle relazioni tra l’Etiopia e i loro rispettivi Paesi.

15 maggio – S. M. I. Haile Selassie I concede udienza al gruppo di ingegneri italiani guidati dal dr. arch. Sandro Angelini, che ha completato recentemente il lavoro di restauro delle chiese monolitiche di Lalibela; per l’occasione consegna dei doni al capo del gruppo. – S. A. I. la Principessa Tenagne Uorch Haile Selassie visita l’orfanotrofio per ragazze “Iteghe Menen”. – Yilma Deressa, ministro del Commercio, Industria e Turismo, parte per il Giappone per presenziare alla Giornata etiopica che si terrà all’Expo-70 di Osaka.

16 maggio – S. M. l’Imperatore si rende conto del progresso raggiunto dal programma di rimboschimento che interessa il monte Yerer. – Si osserva in Etiopia la Giornata mondiale della Unione internazionale delle telecomunicazioni.

18 maggio – L’Imperatore inaugura l’edificio scolastico “Nativity Boys” ed un annesso alla scuola “Nativity Girls” del valore di 621.800 dollari, sul terreno della cattedrale cattolica. – La Municipalità di Addis Abeba sottoscrive un accordo di 2.100.000 dollari per uno studio topografico della capitale, con una ditta francese; firmano il dr. Haileghiorghis Uorchineh, sindaco, e il rappresentante della “Spratof”, il signor M. Helou.

19 maggio – Il Sovrano visita l’industria casearia “Sciola Ber” ed ispeziona successivamente il nuovo mercato del bestiame nel distretto di Yeka. – Viene reso noto che S. M. I. Haile Selassie I compirà una visita ufficiale di cinque giorni in Giappone, dal 23 maggio prossimo, su invito del Governo nipponico.

20 maggio – S. M. l’Imperatore riceve un messaggio del Governo dell’URSS, consegnato dall’ambasciatore sovietico, A. d. Shiborin. – L’Imperatore dona 50.000 metri quadrati di terreno per la realizzazione di case per i poveri. – Si inaugura al Collegio di ingegneria il programma di addestramento e sviluppo dello schema di addestramento professionale industriale nazionale.

21 maggio – Il Sovrano riceve le lettere credenziali del nuovo ambasciatore della Somalia, dr. Ahmed Mohamed Darman, - Nel pomeriggio Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I parte per il Giappone, per una visita di Stato su invito del Governo nipponico. Il Senato approva un prestito addizionale del Governo federale tedesco di 5.937.500 dollari per la costruzione della strada Dilla-Moyale. – Rientra Ghetacciou Mekascia, ministro di Stato alle Informazioni, dopo un giro di tre settimane nella Germania occidentale e nella Yugoslavia. – La Municipalità di Addis Abeba riceve un prestito addizionale dall’Istituto Italiano di Credito per i Lavori di Pubblica Utilità, di 7.500.000 dollari per completare la diga di Legadadi. – Si apre al Palazzo Africa la terza sessione della conferenza dei pianificatori africani.

22 maggio – S. M. l’Imperatore visita Hong Kong ed il porto nel suo viaggio per il Giappone. – Viene annunciato che l’Imperatore compirà una visita di Stato a partire dal 5 giugno p. v. , nella RAU. – Il Consiglio dei ministri approva la proposta di migliorare l’amministrazione delle corti. – Parte, per aver completato il suo mandato, l’ambasciatore della Repubblica araba dello Yemen, Abdu Othman. – Un gruppo di esperti indiani giunge nella capitale per esplorare le possibilità di collaborazione in programmi di consulenza e di costruzione.

23 maggio – Il Sovrano giunge a Tokio per la visita ufficiale al Giappone. – S. M. I. Haile Selassie I e l’Imperatore Hirohito discutono sulle relazioni fra i due Paesi e sui problemi internazionali. – In serata l’Imperatore Hirohito e l’Imperatrice Nagako, offrono un banchetto di Stato in onore di S. M. l’Imperatore.

24 maggio – Viene radiotrasmesso e teletrasmesso un discorso di S. M. l’Imperatore in occasione del 7.mo anniversario di fondazione dell’OUA, in cui si richiede ai movimenti africani di liberazione di rinunciare alle loro divergenze e di portare la guerra contro il colonialismo ed il razzismo nell’Africa meridionale.

25 maggio – L’Imperatore partecipa alla Giornata dell’Etiopia all’Expo-70 di Osaka e nel discorso pronunciato Egli si dichiara speranzoso che la sua visita in Giappone porti ad una partecipazione nipponica nei maggiori progetti agricoli e industriali dell’Etiopia. – Il Primo ministro, lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold riceve un messaggio speciale del Presidium dell’URSS in occasione della Giornata dell’Africa. – Si celebra la Giornata dell’Africa ed il 7.mo anniversario della firma della Carta dell’OUA. – Il Lions Club International di Addis Abeba dona 15.000 dollari alla clinica oculistica dell’ospedale Haile Selassie I.

26 maggio – Il Sovrano rientra a Tokyo ed è ospite ad una cena offerta in suo onore dal Primo ministro nipponico, Eisaku Sato e dalla consorte. – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen riceve un assegno di 40.804 dollari per la Croce Rossa etiopica da parte di una comunità straniera.

27 maggio – Si ha un secondo incontro di lavoro tra il Sovrano ed il Primo ministro giapponese Eisaku Sato ed alti funzionari nipponici. Al termine viene reso noto da un portavoce che il Governo nipponico si è accordato per fornire aiuto economico ed ampliare la cooperazione per lo sviluppo economico dell’Etiopia.

28 maggio – In un comunicato congiunto emesso poco prima della partenza di S. M. I. Haile Selassie I da Tokyo, si dichiara che S.M. l’Imperatore ed il Primo ministro nipponico Eisaku Sato si sono accordati di espandere il commercio tra l’Etiopia ed il Giappone. –Al termine della visita ufficiale di sei giorni in Giappone, l’Imperatore giunge a Mosca su invito del Governo sovietico per una visita di Stato di due giorni. – Giunge il gruppo ad hoc per la decolonizzazione composto da rappresentanti di otto nazioni; Addis Abeba è la seconda sosta del suo giro in quattro Paesi africani per incontrare i rappresentanti dei movimenti di liberazione africani e funzionari dell’OUA. – Si apre la 6.a riunione annuale della E.M.A.che durerà tre giorni.

29 maggio – S. M. I. Haile Selassie I e il presidente dell’URSS, Nikolai Podgorny, hanno dei colloqui al Cremlino sulle relazioni bilaterali e sui problemi internazionali che preoccupano i due Paesi. – Lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, Primo ministro, riceve il gruppo per la decolonizzazione delle Nazioni Unite, discutendo problemi di decolonizzazione. – Il Consiglio dei ministri discute una raccomandazione di una commissione speciale del Consiglio sulla riforma fondiaria del Paese. – Giungono due membri della Polizia somala da Mogadiscio per partecipare alla Giornata sportiva annuale della Polizia etiopica.

30 maggio – S. M. I. Haile Selassie I giunge a Ginevra, dopo una visita ufficiale di due giorni nell’Unione Sovietica e colloqui con funzionari del Governo dell’URSS sulle relazioni tra i due Paesi e su problemi internazionali. – Parte per Dar Es Salaam il gruppo ad hoc per la decolonizzazione dopo consultazioni con funzionari governativi ed esecutivi dell’OUA sulla decolonizzazione in Africa.

31 maggio – In un comunicato congiunto emesso dopo l’arrivo dell’Imperatore a Ginevra, a Mosca, si afferma che l’Unione Sovietica invierà un gruppo di esperti in Etiopia per esplorare con i loro colleghi etiopici i modi ed i mezzi per ampliare la sfera di cooperazione tra i due Paesi; da parte etiopica si dichiara l’interesse a considerare positivamente e a finalizzare l’istituzione di un collegamento aereo diretto Addis Abeba-Mosca. – Lo Tzahafie Tesas Tafara Uorch Chidane Uold, ministro della Corte imperiale, rientra in Addis Abeba dopo aver accompagnato S. M. l’Imperatore in Giappone e nell’Unione Sovietica.

 

Estratto da “Sestante – Documentario Semestrale Illustrato della Vita Politica Economica Sociale dell’Etiopia” vol. VI, No. 1; Gennaio – Giugno 1970.


Bro Ghebre Selassie

Costituzione Riveduta d'Etiopia
come promulgata da 
Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I

Capitolo VIII

(segue dalla newsletter di Aprile 2015)


DISPOSIZIONI GENERALI


Articolo 122

La presente Costituzione Riveduta, insieme a quei trattati internazionali, convenzioni ed obblighi ai quali gli Etiopi dovranno essere sottoposti, dovrà essere la legge suprema dell'Impero, e tutta la futura legislazione, decreti, ordini, sentenze, decisioni e gli atti in contrasto con essa dovranno essere considerati nulli e non validi.

 

Articolo 123

La città di Addis Abeba è la capitale dell'Impero.

 

Articolo 124

La bandiera dell'Impero è formata da tre bande orizzontali, quella posta in alto verde, quella centrale gialla e quella posta in basso rossa, nei dettagli stabiliti dalla legge.

 

Articolo 125

La lingua ufficiale dell'Impero è l’amarico.

 

Articolo 126

La Chiesa ortodossa Etiopica, fondata nel IV secolo sulle dottrine di San Marco, è la Chiesa Ufficiale dell'Impero ed è, come tale, sostenuta dallo Stato. L'Imperatore dovrà sempre professare la Fede Ortodossa Etiopica. Il nome dell'Imperatore dovrà essere menzionato in tutti i servizi religiosi.

 

Articolo 127

L'organizzazione e l'amministrazione secolare della Chiesa Ufficiale dovranno essere stabilite dalla legge. Il Patriarca ed i Vescovi dovranno essere eletti dal collegio elettorale ecclesiastico composto dai rappresentanti del clero e dai laici della Chiesa Ortodossa Etiopica. La consacrazione spirituale
dovrà essere effettuata in base al Diritto Canonico ed essere subordinata all'approvazione della loro elezione e nomina da parte dell'Imperatore. L'Imperatore ha il diritto di promulgare decreti, disposizioni e regolamenti pubblici per la Chiesa, ad eccezione di quelli concernenti la vita monastica e di altre amministrazioni spirituali.

 

Articolo 128

Nessuno potrà utilizzare attività religiose o organizzazioni per usi commerciali ad eccezione di quelli autorizzati dalla legge.

 

Articolo 129

Fatte salve le condizioni stabilite dalla legislazione regolarmente adottata in conformità alle disposizioni degli articoli 88, 89, o 90 della presente Costituzione, tutte le città dovranno essere incluse negli Atti Costitutivi stabiliti secondo tale normativa, ed i consigli municipali dovranno essere stabiliti rispettivamente nei comuni dell'Impero.

 

Articolo 130

(A) Le risorse naturali dell’Impero e quelle nel sottosuolo comprese quelle sotto le sue acque, sono Dominio di Stato.

(B) Le risorse naturali nelle acque, foreste, terreni, aria, laghi, fiumi e porti dell'Impero sono sacri beni in affidamento per il benessere della presente generazione Etiope e di quella successiva. La conservazione di suddette risorse è essenziale per la conservazione dell'Impero. Il Governo Imperiale Etiope adotterà di conseguenza tutte le misure necessarie e proprie, in conformità con la Costituzione, per la conservazione di suddette risorse.

(C) Nessuna delle suddette risorse dovrà essere sfruttata da qualsiasi persona, fisica o
giuridica, in violazione dei principi di conservazione stabiliti dalla Legge Imperiale.

(D) Tutti i beni non detenuti e posseduti in nome di qualsivoglia persona fisica o giuridica, tra cui tutte le terre in incameramento, e tutte le proprietà abbandonate, sia reali che personali, così come tutti i prodotti del sottosuolo, tutte le foreste e tutti i pascoli, i corsi d'acqua, i laghi e le acque territoriali sono Dominio di Stato.

 

Articolo 131

La Costituzione potrebbe essere modificata da un’identica Risoluzione Comune adottata da tre quarti dei membri di ciascuna Camera in due sessioni distinte del Parlamento e proclamata con l'approvazione e l'autorità dell'Imperatore. Stabilita ad Addis Abeba il ventiquattresimo giorno di Tekemt 1948 (4 novembre 1955).


 

Haile Selassie I

Imperatore

Tsahafe Tezaz Tafarra Worq

Ministro della Penna
 

 

Bro Ghebre Selassie e Sis Tseghe Selassie

Commento al Vangelo di San Giovanni

di Yohannes Afeworq

 

Discorso sesto

Ci fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni 1.

 

1. – L’evangelista dopo averci parlato, nel prologo, delle cose più importanti riguardanti il Dio Verbo, procedendo metodicamente ed ordinatamente, viene poi a trattare del precursore del Verbo e suo omonimo Giovanni.

Voi, però, nel sentire che questi venne inviato da Dio, dovete anche pensare che, d’ora in poi, le parole che egli pronuncerà non avranno più un senso puramente umano. Egli non esprime infatti il suo pensiero, ma quello di chi lo ha inviato. E proprio per questo gli è stato dato l’appellativo di “angelo”, perché il dovere del messaggero consiste nell’astenersi dall’annunziare idee proprie. Le parole ci fu, inoltre non significano qui il passaggio all’esistenza ma la sua stessa missione. Infatti l’espressione “ci fu un uomo mandato da Dio”, è identica all’altra: “Fu mandato da Dio”.

Come mai, allora, qualcuno sostiene che la frase: “Pur avendo natura di Dio” 2 non va intesa come affermazione dell’uguaglianza del Figlio con il Padre, per il fatto che non viene premesso l’articolo? Veramente anche qui non figura alcun articolo, ma queste parole non si riferiscono forse al Padre? Che diremo poi del profeta che annunzia: “Ecco, Io mando il mio angelo innanzi alla tua faccia per prepararti la strada” 3? Quel “mio” e quel “tua” si riferiscono a due persone distinte. “Egli venne come testimone, a testimoniare della luce” 4. “Che significa ciò? Che il servo fa da testimone al suo padrone”, dirà forse qualcuno. Ma quando vedrai che costui, non solo accetta la testimonianza del servo, ma viene anche dal servo, per essere battezzato da lui insieme ai Giudei, non rimarrai ancor più stupito e perplesso? Non dobbiamo confonderci e sentirci turbati per questo, ma piuttosto ammirare la sua ineffabile bontà. E se qualche scettico perdurerà nel suo turbamento, il Krestos gli ripeterà le parole che disse a Giovanni: “Lascia fare, ora; così infatti conviene che noi adempiamo ogni giustizia” 5.

Se costui però si turberà ancora di più, gli ripeterà quello che disse ai Giudei: “Non accetto la testimonianza da un uomo” 6. Ma se non ha bisogno di questa testimonianza, perché Giovanni è stato mandato da Dio? Non perché Egli avesse bisogno della sua testimonianza (dire questo sarebbe un’imperdonabile empietà); ma perché allora? Ce lo spiega lo stesso Giovanni, quando dice: “Affinché tutti credessero per mezzo di lui” . avendo detto lo stesso Krestos: “Non accetto testimonianza da un uomo”, affinché ai meno intelligenti non sembrasse che fosse in contraddizione con sé medesimo, dato che prima diceva: “C’è un altro che testimonia di me e so che è vera la testimonianza che egli rende di me”, riferendosi a Giovanni, mentre ora dice: “Non accetto la testimonianza da un uomo”, ne da subito la spiegazione, dicendo: “Ma queste cose dico per voi, affinché siate salvi” 7. Il che equivale a dire: “Io sono Dio, sono il vero Figlio di Dio, ed ho la sua stessa natura immortale e beata, per cui non ho bisogno di alcuna testimonianza. Per cui seppure nessuno volesse rendere testimonianza di me, non per questo la mia natura ne sarebbe menomata. Siccome, però, mi sta a cuore la salvezza di molti, ho avuto tanta umiltà da abbassarmi ad affidare ad un uomo il compito di testimoniare di me”. Considerando infatti quanto fosse grande l’ostinazione dei Giudei, c’era da aspettarsi che, in tal modo, essi avrebbero creduto in Lui più facilmente.

A quel modo in cui Egli si rivestì di un corpo umano, per non annientare tutti gli uomini, cosa che sarebbe accaduta se fosse disceso tra noi mostrandoci, senza alcun velo, la sua divinità; così mandò un uomo come suo precursore, affinché, udendo una voce della loro stirpe, coloro che lo ascoltavano gli si avvicinassero più facilmente. Soltanto in un modo poteva dimostrare di non aver bisogno di quella testimonianze, e cioè manifestandosi nella sua sostanza senza alcun velo e provocando lo spavento generale. Ma non fece ciò perché, come ho già detto, avrebbe annientato tutto il genere umano, in quanto nessuno avrebbe potuto sopportare l’eccessiva intensità di quella luce. Perciò Egli si rivestì di un corpo umano e mandò uno dei nostri conservi col compito di rendere testimonianza di lui, tutto ciò per la salvezza degli uomini.

E non si preoccupò soltanto di salvaguardare la sua dignità, ma anche di farsi capire e di giovare ai suoi ascoltatori, cosa questa cui Egli stesso accennava con le parole: “Queste cose le dico per voi, affinché siate salvi”. E l’evangelista, che ripete le stesse cose dette dal Signore, dopo la frase “per testimoniare della luce” aggiunge: Affinché tutti credessero per mezzo di Lui; come se dicesse: “non crediate che Giovanni Battista sia venuto a testimoniare della verità, aggiungendo qualche altra verità di fede a quelle insegnateci dal Signore; non per questo è venuto, bensì affinché i suoi connazionali credessero nel Signore per mezzo di lui”.

Che poi abbia detto questo proprio per dissipare un tale dubbio appare evidente dalle parole che seguono, aggiunge, infatti: “Non era lui la luce” 8. Se non avesse pronunziato tali parole allo scopo di chiarire quel dubbio, esse sarebbero state superflue ed avrebbero costituito una ripetizione, non una spiegazione della sua dottrina. Avendo già detto che Giovanni Battista era a stato mandato “per testimoniare della luce”, perché mai ripete che “non era lui la luce”? Non lo dice invano, né senza un preciso motivo; ma poiché spesso, presso di noi, chi fa da testimone è una persona di maggior riguardo di colui a favore del quale si rende testimonianza e quasi sempre appare più degno di fede, affinché nessuno avesse un tale dubbio sul conto di Giovanni, confuta fin dall’inizio quest’idea sbagliata e, dopo aver dissipato ogni sospetto, spiega chi sia colui in favore del quale viene resa testimonianza e quanto grande sia la differenza tra di loro.

Dopo aver fatto questo e dopo aver posto in risalto l’incomparabile eccellenza del Signore, prosegue, sicuro di sé, l’esposizione degli altri avvenimenti. D’ora in poi, avendo confutato tutte le idee assurde che si erano insinuate nelle menti più ottuse, potrà esporre più agevolmente e senza intoppi tutta la sua dottrina.

Preghiamo dunque, affinché, essendoci state rivelate verità tanto grandi, possiamo condurre, grazie a questa dottrina sana e retta, una vita pura e santa. Non ha alcuna utilità per noi la dottrina, senza le buone opere. Anche se possediamo una fede integra e l’intelligenza delle Sacre Scritture, se saremo privi della difesa migliore, che è quella di una buona vita, nulla ci tratterrà dall’essere un giorno precipitati nel fuoco dell’inferno e dall’essere arsi per sempre in quella fiamma inestinguibile. Come, infatti, quelli che compirono opere buone risorgeranno alla vita eterna, così quelli che osarono fare al contrario, risorgeranno per il supplizio eterno. Facciamo perciò di tutto, affinché il profitto spirituale che ci proviene dal professare la vera fede, non venga compromesso dalla malvagità delle nostre azioni. Se, invece, avremo vissuto piamente, compariremo con fiducia al cospetto del Krestos, alla cui beatitudine niente potrebbe reggere il paragone. Voglia il cielo che tutti noi, dopo aver ottenuto quanto abbiamo detto prima, compiamo tutto per la gloria di Dio, cui, insieme col Figlio Unigenito e con lo Spirito Santo, sia gloria nei secoli dei secoli. Così sia.

 

Note:
1 Gv. 1, 6;
2 Fil. 2, 6;
3 Mal. 3, 1;
4 Gv. 1, 7;
5 Mt. 3, 15;
6 Gv 5, 34;
7 GV. 5, 32.34;
8 Gv. 1, 8. 

Bro Ghebre Selassie

 

Let food be your medicine...
GLI ASPARAGI
 

Eccoci giunti al mese di maggio, primavera inoltrata e alle porte dell’estate.

Periodo in cui è così piacevole fare passeggiate all'aria aperta per godere del sole che inizia a scaldare e della natura che intorno a noi riprende il suo colore verde splendente, caratteristico di questo periodo di passaggio in cui le piogge sono ancora frequenti ma allo stesso tempo il caldo permette alla clorofilla di regnare incontrastata dinanzi ai nostri occhi.

Durante le nostre passeggiate possiamo a volte imbatterci in un prodotto tipico del periodo tra aprile e maggio, ovvero gli asparagi (Asparagus officinalis) che contengono così tante proprietà che veramente testimoniano il fatto che i vegetali sono potenzialmente delle medicine se usate correttamente.

Infatti gli asparagi vengono consigliati per la cura di patologie reumatiche e problemi urinari proprio perché sono in grado di ‘ripulire’ i reni grazie al loro effetto diuretico a causa del rapporto potassio/azoto molto elevato e dell'asparagina, che è anche responsabile del forte odore penetrante.

Gli asparagi appartengono alla famiglia delle Liliacee, un’ampia famiglia che comprende circa 1.600 specie botaniche.
Tra queste compaiono l’aglio, l'aloe la convallaria e il pungitopo, tutte piante molto usate in fitoterapia.

Le caratteristiche di questa famiglia sono le grandi quantità di eterosidi solforati e oli essenziali (cioè zolfo), che a livello terapeutico si traducono in un’azione antinfiammatoria, cardiotonica, ipotensiva, espettorante, diuretica, antidiabetica e antiparassitaria.

Più in particolare l’asparago contiene anche saponine (composti usati dalle piante per combattere i funghi e i parassiti e che possono avere effetti antinfiammatori, antibiotici e cicatrizzanti), polifenoli e elevate quantità di minerali inoltre glucidi, protidi, fibre composte da cellulosa, pectine e lignina, vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B, sodio, potassio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, rame e iodio. Sono considerati alla stregua di un vero e proprio antinfiammatorio naturale.

Grazie al loro elevato contenuto di potassio, così importante per la regolazione della pressione sanguigna e per il funzionamento dei muscoli, compreso il cuore, il consumo di asparagi è indicato nella prevenzione delle patologie cardiocircolatorie, oltre che per favorire il buon funzionamento del sistema nervoso.

Nella medicina popolare era noto uno sciroppo diuretico composto di cinque radici finocchio, rusco, prezzemolo, sedano selvatico e, appunto, asparago a testimonianza del forte effetto drenante renale, epatico e bronchiale. L’uso di asparagi aiuta anche contro le infiammazioni della milza.

E’ vero che durano poco tempo in natura ma sono così ricchi di proprietà nutritive che è consigliabile assumerne una buona quantità nei pasti primaverili.

Gli asparagi infatti, così come l'avocado, i cavoli ed i cavolini di Bruxelles, risultano essere particolarmente ricchi di una sostanza denominata glutatione importantissima per la depurazione dell'organismo, migliora infatti la sua capacità di liberarsi di sostanze dannose e componenti cancerogeni, oltre che dei radicali liberi.

Quindi il consumo di asparagi è considerato molto utile nella prevenzione di alcune forme di cancro, ad esempio il cancro alle ossa, al seno, al colon, alla laringe ed ai polmoni.

Gli asparagi sono inoltre ricchissimi di antiossidanti, una caratteristica che li rende tra i vegetali maggiormente utili a contrastare i segni dell'invecchiamento.

Secondo alcuni studi preliminari, gli asparagi potrebbero essere utili per rallentare il processo di avanzamento dell'età biologica.

Sembra quasi incredibile ma questi piccoli e spontanei prodotti primaverili hanno la capacità potenziale di aiutare il nostro cervello a contrastare il declino cognitivo: l'acido folico in essi contenuto, in associazione con la vitamina B12, permette la prevenzione dei disturbi che potrebbero affliggere la sfera cognitiva con l'avanzamento dell'età.

Oltre al potassio e i minerali già elencati, gli asparagi contengono il cromo, un minerale che permette di migliorare la capacità dell'insulina di trasportare il glucosio dal flusso sanguigno verso le cellule del nostro organismo.

A tale proposito, studi recenti hanno indicato gli asparagi tra gli elementi indicati per il consumo alimentare al fine di attuare una prevenzione del diabete di tipo 2 (di tipo alimentare). I principi attivi contenuti negli asparagi tramite esperimenti di laboratorio si sono rivelati in grado di agire favorendo la produzione di insulina e diminuendo i livelli di glucosio nel sangue.

Gli asparagi sono considerati particolarmente benefici per il nostro apparato digerente a causa del loro contenuto di inulina, un tipo di carboidrato che giunge intatto all'intestino e che rappresenta una fonte ideale di nutrimento per la flora batterica, con particolare riferimento ai lactobacilli.

Nella Medicina Tradizionale Cinese gli asparagi sono usati per curare: tosse, gola infiammata, edema, mal di denti, reumatismi, ritenzione idrica e infiammazione delle vie urinarie, prevenzione dei calcoli renali e per abbassare i livelli di pressione alta.

Bro Julio

Definitivi Aerei del 1931
Definitivi del 1928
Provvisori Aerei del 1929

Il 17 Giugno 1931 venne pubblicata la serie intitolata “Francobolli Definitivi Aerei del 1931” (originale: “The 1931 Air Definitives”) per sostituire i francobolli aerei provvisori del 1929. I francobolli aerei provvisori non erano altro che i francobolli Definitivi del 1928 con applicato sopra un timbro che commemorava il primo volo del primo aeroplano del governo etiope il 18 Agosto del 1929.

 

Definitivi del 1928

Sostituiscono i Definitivi del 1919. Rappresentano Sua Altezza Principe Tafari Makonnen e Sua Maestà Imperiale Imperatrice Zauditu. Questi francobolli vennero largamente usati per molte edizioni quali “Commemorazione di Re Tafari” del 7 Ottobre 1928 (quando il Principe Tafari viene incornato Re) e i francobolli della “Proclamazione” nelle sue 2 edizioni (proclamazione di Re Tafari come Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I il 3 Aprile 1930) oltre a diventare i Provvisori dell'Incoronazione sostituiti successivamente dalla seconda edizione affrontata nel numero della newsletter di Novembre 2013.

Particolare:

Provvisori Aerei del 1929

Definitivi Aerei del 1931

Ogni francobollo di questa serie rappresenta un aeroplano che sorvola la mappa dell'Etiopia sul mondo. Le scritte sono in Amarico e Francese e la traduzione significa “18 Agosto 1929 . L'aeroplano-aquila di Tafari”. La perla di questo francobollo è lo stupendo monogramma con le iniziali di Sua Maestà racchiuso nella Trinità (o “stella a tre punte di Haile Selassie” come citata nei documenti) alata.

Particolare: 
Bro Gabriel
Ras Dedo - Part 2 : Royal Son of Ethiopia

Carissimi Fratelli e Sorelle, quale gioia poter continuare in questa seconda parte del nostro tributo alla carriera artistica del nostro caro Anziano Ras Dedo che da ormai quarant’anni esprime in immagini la Livity e la devozione di In I Rastafari in quest’epoca di Rivelazione.

Mentre nello scorso numero abbiamo condiviso con voi i lavori delle radici storiche e spirituali di Ras Dedo e di conseguenza del Movimento in Italia, questa seconda fase di opere toccherà l’evoluzione artistica e personale di questo artista che a partire dalla fine degli anni ottanta si avvicina sempre più alla tradizione della Chiesa Ortodossa Tawahedo d’Etiopia.

Ras Dedo infatti si trasferisce in questo periodo dalla Sicilia a Roma dove inizia a frequentare la Chiesa Etiopica da poco lì stabilita, contemporaneamente , la ricerca spirituale lo porta a studiare sempre più profondamente le icone ed i loro significati simbolici e la loro forza devozionale. Inizia così, nei primissimi anni novanta, a seguire un corso di Iconografia Ortodossa Bizantina che lo formerà nel linguaggio lineare, nelle tecniche di composizione tradizionale, simbologia dei colori, canoni iconografici e quant’altro. Dopo il primo corso ne seguirà un secondo che lo aiuterà a perfezionare le tecniche e lo stile. In realtà aveva già incominciato a realizzare icone, sia bizantine che di ispirazione Rastafari, ma grazie a queste lezioni ha l’opportunità di approfondire lo studio, la pratica e la simbologia dei colori e la tecnica del procedere dallo scuro verso il chiaro, così come una vera e propria genesi dell’immagine.

Il colore rosso, ad esempio, rappresenta il carnale che avvolge il divino simboleggiato dal blu nella raffigurazione del Cristo. il Cristo Pantocrator che realizza durante il primo corso, ha infatti un manto blu divino tendente al verde turchese e  ammanta la veste rossa carnale su uno sfondo giallo oro (red ,gold ,green), mentre nel secondo corso base,realizza un Giovanni Battista marcatamente dreadlocks affermando in entrambi i casi un’impronta artistica Rastafariana

Da questo studio dell’icona greca sarà breve il salto verso iconografia tradizionale etiopica, così carica di messaggio antico e linguaggio stilistico delle origini, dove i canoni della pittura votiva cristiana incontrano l’espressività africana dando vita ad un ricco e completo linguaggio artistico che, proprio come l’Etiopia, rappresenta il perfetto incontro di un passato originario ed un presente di progresso.

Infatti la carica degli abbinamenti dei colori e delle forme fluide dettate da linee meno rigide rispetto alle icone greche, conferiscono all’Icona Etiopica una dimensione più calda e vicina ad un’espressività che trascende la rigidità, conferendo alle immagini movimento e leggerezza senza però assolutamente rinunciare ai canoni previsti dalla tradizione, anzi riportando questa verso un impatto visivo più originale dove sembianza umana e sacralità celeste si armonizzano perfettamente in una complessa e ricercata naturalezza visiva.

Ras Dedo si specializza quindi nello stile tradizionale e canonico e compie poi un passo che rende unico il suo percorso artistico: inizia ad integrare elementi della spiritualità e devozione Rastafari all’interno dei soggetti tradizionali delle icone.

Questa scelta assolutamente pionieristica e coraggiosa, ma allo stesso tempo naturale e spontanea, lo pone ancora una volta su un livello di rara profondità artistica che lo contraddistingue a livello internazionale.

Il volto santo di Iyesos Krestos presenta dei lineamenti in cui possiamo vedere il Re dei re Haile Selassie Primo, I profeti spesso hanno dreadlocks che adornano il loro capo, e i soggetti in generale sono permeati di una carica nuova mossa dalla Rivelazione Rastafari che è origine della forza espressiva di Ras Dedo.

La regalità che era attribuita al Cristo Pantocratore è ora finalmente interpretata dal Re dei re Qadamawi Haile Selassie nei suoi caratteri regali, Egli regna dal Suo trono e governa Israele-Etiopia manifestando la Rivelazione e la Gloria eterna di cui Egli ora gode e di cui rende partecipi i Suoi figli. Alcune di queste icone che ritraggono Sua Maestà negli anni sono state vendute o regalate e per questo motivo non abbiamo foto, ma la produzione è stata veramente vasta. I personaggi dipinti richiamano i patriarchi del passato biblico attribuendo loro un aspetto dreadlocks e nazireo che esprime il carattere antico ed originario del movimento Rastafari, nuovo fiore del seme biblico di Abramo e Giacobbe.

È per queste ragioni che abbiamo voluto intitolare questa seconda sezione di opere: Royal Son of Ethiopia, perché questo è il periodo del profondo battesimo spirituale ed artistico del nostro Anziano nella tradizione della terra d’Etiopia, l’Israele che I n I ricerca dai fiumi di Babilonia e che Ras Dedo ha saputo rappresentare in linee e colori offrendoci la possibilità di poter finalmente osservare il Volto Santo del nostro Re così come i nostri cuori lo vedono, ovvero nell’ iconica gloria e sacralità.

Figlio spirituale d’ Etiopia, Ras Dedo diventa interprete della nuova Rivelazione secondo uno stile antico che viene rinnovato e reso unico nella ricchezza della spiritualità Rastafari che completa e porta a compimento le scritture così come il nostro artista offre una nuova visione artistica che procede direttamente dalla Nuova Creazione.

Alcune icone sono state donate alla Chiesa Etiopica di Roma e altre successive, sono addirittura state regalate al Monastero di Debra Libanos in Etiopia, dove tuttora sono ammirabili.

Bro Julio

Time to Rejoice

di Ras Flako Tafari, Nyah Bingi Incient
Wisemind Publications
www.wisemindpublications.com

"Dinanzi a voi, si trova l'arduo compito di educare i vostri componenti e connazionali e di guidarli lungo il percorso del progresso spirituale e materiale." - Qadamawi Haile Selassie

 

Non ci sono scuse per Rastafari per non ricercare la conoscenza dai discorsi di Haile Selassie.
In questa epoca di instabilità globale e disordini politici, le nazioni sono bombardate da dogmi religiosi, attraversamenti di confini con inganni e crimini contro l'umanità. Tutti questi fattori e altri ancora erano stati affrontati pienamente da Haile Selassie molto tempo fa.

Poiché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è chiamato:
Consigliere ammirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.


La Livity of Rastafari è importantissima, questo abbiamo riconosciuto una volta che abbiamo intrapreso questo cammino senza più tornare indietro.

La richiesta di Reparation, Repatriation e African Liberation è ancora una questione scottante, perché dovremmo ora volgere le nostre spalle al lavoro di Hon. Leonard Howell, Athlyi Rogers, Rev. Fitz Gerald Balantine Pettersburgh e Hon. Marcus Garvey?

Molto poco si dovrebbe considerare la posizione intellettuale del professore in pensione Roy Augier che ha consigliato ad un gruppo di Rastafari partecipanti alla conferenza del 2010 presso l'Università delle West Indies, Mona di istituire la Giamaica come terra natale del movimento Rastafari.

Questo è un piano concepito per riabilitare, reinserire Rastafari e commercializzare il movimento.

L'ultima sfida deve essere affrontata “dobbiamo guardare in noi stessi, nella profondità delle nostre anime. Dobbiamo diventare più grandi di quanto non siamo mai stati: più coraggiosi, più elevati in spirito, di più ampie vedute.”

Se ora sfuggiamo alle nostre responsabilità, come allora potremo resistere all'assalto furioso durante i turbolenti giorni della caduta economica di Babilonia?

Ora è il momento per Rastafari di essere pienamente produttivi in ​​tutti i campi di attività, ora è il tempo che Rastafari si abiliti per resistere alle torrenti tempestose di un mondo disorientato, governato da falsi profeti e governi fantoccio che prima dettano le loro regole e, a turno poi le infrangono.

Un costruttivo ed efficiente piano di azione deve essere formulato per la nazione Rastafari affinchè possiamo procedere in questo 21 ° secolo. Il nome Haile Selassie non deve solo restare sulle labbra, ma essere la chiamata a raccolta per la costruzione della nazione e l’autodeterminazione.

I figli di Haile Selassie per terra e per mare devono alzarsi e mobilitarsi completamente perchè sembra che alcuni di noi si siano messi troppo comodi. Dovremmo sempre tenere a mente le sfide per organizzare e centralizzare il movimento, per lottare per la parità di diritti e per la giustizia, la sicurezza collettiva e professare la Moralità internazionale.

InI deve resistere alla barriera imposta del pubblico scrutinio e permettere che la presenza divina di Haile Selassie possa splendere luminosa nella presenza di InI, da oggi, nel futuro e per sempre.

Guidance and blessings

Ras Flako Tafari