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Newsletter n. 30 / 2019
Incontro inaugurale
sabato 23 marzo 2019 ore 17,30
Bergamo, Fondazione Serughetti La Porta

Con la cetra e con la fionda:
l'ascesa di Davide al trono

Laura Invernizzi

Biblista, Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale
Chi è Davide? E chi non lo conosce? Se il nome di Davide non figura in alcun testo contemporaneo extrabiblico, esso, al contrario, attraversa tutta la Bibbia, dai libri storici al Salterio, dai vangeli all’Apocalisse: Davide viene presentato nella Scrittura come re ideale del popolo di Dio, come figura messianica e come capostipite di una dinastia dalla quale discenderà il Messia.
Nel racconto dei libri di Samuele, la storia di un giovane pastore che parte dal nulla per diventare re non può non affascinare; il lettore ne è conquistato e incuriosito fin dall’inizio perché il suo protagonista vi è introdotto mediante un vero e proprio casting, di cui regista e responsabile è il personaggio divino stesso, che commenta l’apparizione del giovane pastore dicendo: «È lui!» (1Sam 16,12).
Quali sono le motivazioni della scelta divina? Quali sono le caratteristiche che rendono Davide adatto a diventare re al posto di Saul? Che cosa ha visto Dio, che guarda il cuore, in quello di Davide?
Con tali domande come propellenti dell’atto di lettura, la ricerca della risposta conduce, a seguire le vicende che vedono Davide protagonista.
Dopo averne presentato la storia dell’ascesa al trono secondo il racconto di 1Sam 16,1–2Sam 1,27, si dedicherà uno sguardo ad alcuni strumenti e procedimenti narrativi usati per la presentazione del personaggio, in modo che possa essere maggiormente apprezzata l’arte narrativa e il suo modo di comunicare. Nonostante di Davide venga fornito un ritratto che si rifrange in molteplici immagini (pastore, musicista, guerriero, amico, fuorilegge, amante, stratega, suddito leale, doppiogiochista, eletto, fuggiasco…), infatti, Davide resta un personaggio riservato e difficilmente afferrabile. La reticenza del narratore ne protegge il mistero e lascia al lettore in compito di scoprire «il segreto del re».
Rembrandt van Rijn, Saul e David
Questo mirabile dettaglio della vita adolescenzialedi Davide alla corte di re Saul, è un capolavoro di Rembrandt van Rijn, grande pittore e incisore olandese vissuto nella prima metà del 1600. Ebbe una vita abbastanza travagliata, tra pieni successi finanziari, gravi lutti e difficoltà economiche. La tematica delle scene bibliche gli fu molto congeniale, spesso immerse in atmosfere cariche di pathos e di spiritualità. Re Saul soffre di uno strano male per il quale gli era stata prescritta una specie di musicoterapia. Il giovane pastorello Davide diventa il suo terapeuta con il suono dell’arpa. Saul qui viene rappresentato come un vecchio che accosta un velo nero al viso, non si sa se per troppa commozione o perché ossessionato dalle sue paure e dai suoi fantasmi, perseguitato da un spirito maligno. Per oltre cinquant’anni questo dipinto è stato smembrato in due alla fine dell’Ottocento, per vendere separatamente i due ritratti. Solo in epoca recente le due parti sono state nuovamente riunite ma la tela originale doveva avere ben più ampie dimensioni, tanto è vero che la figura di Davide è relegata in basso e quasi marginale. (Sem Galimberti)
domenica 24 marzo ore 16,30
Chiesa Valdese, via Roma 2b, Bergamo


Storie di Davide: concerto di musica e parole

Elisa Balduzzi, soprano - Giovanni Duci, controtenore
Bianca Nucita, arpa
Laura Crosera, organo
Coro Antiche Armonie
Giovanni Duci direttore

letture a cura di Matteo Nicodemo e Chiara Medolago
commenti di Luciano Zappella


ingresso libero

Libretto di sala
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