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Domenica 18 ottobre 2020 - n. 17
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EDITORIALE

L'ARABIA SAUDITA RESTA FUORI DAL CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI DELL'ONU

Martedì scorso, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato il rinnovo dei 47 stati membri del Consiglio dei Diritti Umani, l'organismo preposto al monitoraggio del rispetto delle Convenzioni internazionali in merito.

Come si sa, ogni anno questo esercizio è fonte di una certa indignazione perché, naturalmente, il metodo di elezione, basato essenzialmente su un criterio di rappresentanza geografica, non premia i paesi più virtuosi, ma seleziona i prescelti sull'insieme dei 193 stati membri dell'Organizzazione, indipendentemente, quasi sempre, dalle loro "performances" sui diritti umani.
Così, sono stati eletti fra gli altri Cina e Russia, il cui peso specifico all'interno del sistema ha fatto premio su un qualche titolo di merito riguardo alla ragion d'essere del Consiglio. Tuttavia, nella votazione a scrutinio segreto che ha avuto luogo, è stata bocciata l'Arabia Saudita a beneficio di un altro paese del suo stesso gruppo regionale. 

La notizia merita di essere sottolineata, e non solo perché si tratta di un secondo, sonoro "ceffone" al regime di Riad ed al principe Mohammed Bin Salman in meno di una settimana, dopo cioè il voto del Parlamento europeo di una risoluzione molto critica per le sistematiche violazioni dei diritti umani da parte dell'Arabia Saudita che chiede di declassare la partecipazione europea al vertice del G20 di novembre sotto presidenza di Riad.

Va sottolineata perché l'Arabia Saudita ha, sinora, ha fatto più volte parte del Consiglio, da ultimo nel 2019. Si è voluta ricandidare subito, contrariamente alla prassi, confidando probabilmente che l'impunità di cui continua a godere avrebbe giocato a suo favore anche questa volta, malgrado il dramma dei migranti eritrei, malgrado la repressione sistematica del dissenso, malgrado il caso Kashogghi...E invece no. Non ce l'ha fatta. Bocciata dai rappresentanti di paesi che probabilmente avrebbero avuto qualche problema di coscienza ad infilare nell'urna il nome dell'Arabia Saudita fra chi è chiamato a controllare l'operato dei governi in merito ai diritti umani.

Ufficialmente, nessuno ha associato la trombatura al secondo anniversario dell'omicidio del giornalista del Washington Post nel consolato saudita di Istanbul. 
Ma a noi piace pensare che sia stato così, e metterlo nel conto della richiesta di verità e giustizia che Non c'è Pace Senza Giustizia, con Hatice Cengiz, Agnès Callamard, il Parlamento europeo e tanti altri chiedono a gran voce.
 
Non c'è posto per l'Arabia Saudita nel Consiglio dei Diritti Umani: questo è il messaggio forte e chiaro che arriva dalle Nazioni Unite. E’ già qualcosa.

IN EVIDENZA

EMANCIPA-MI: ANALISI PARTECIPATIVA SULLE MGF NELL’AREA DI MILANO

Non c’è Pace Senza Giustizia, con il sostegno di The Circle, del Comune di Milano e della Fondazione Bracco, conclude “Emancipa-MI”, un’analisi partecipativa svolta nel territorio di Milano che ha lo scopo di identificare i fattori di rischio delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), il contesto in cui vengono praticate e i fattori di spinta che entrano nella decisione sottoporre o meno le bambine alla mutilazione.
Il rapporto ha come obiettivo principale di individuare misure efficaci per diminuire ed eliminare il rischio di reiterazione delle MGF sulle bambine e le ragazze delle future generazioni fra le comunità migranti presenti sul territorio del Comune di Milano.
Lo studio analizza il sistema delle strutture, pubbliche e private, già esistenti per l’assistenza alle donne straniere, le politiche messe in atto dall’amministrazione e dalle realtà della società civile, le azioni intraprese e i servizi offerti per la prevenzione e il contrasto alle MGF nel territorio milanese. Evidenzia inoltre, attraverso un’analisi condotta insieme alle comunità migranti maggiormente presenti sul territorio, i fattori di rischio che devono essere tenuti in considerazione nella definizione di politiche specifiche ed efficaci contro le MGF al fine di prevenirle e, dall’altro, gli indicatori di impatto che possano realisticamente misurare l’efficacia di tali politiche sui comportamenti di individui e comunità in relazione alla pratica.
 
Per approfondire >>
 

AZIONI UE PER LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI E DELLA DEMOCRAZIA


Durante il Consiglio Affari esteri di lunedì' 12 ottobre i ministri UE hanno discusso l'ambizioso Piano d'Azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 che ha come obiettivo quello di rafforzare la leadership dell'UE nella promozione e protezione dei diritti umani e della democrazia nel mondo. Un’ ambizione nonché una sfida importanti considerando i molteplici abusi che mai come ora mettono a repentaglio questi principi in molti Paesi del mondo.

Libertà di parola, di riunione e libertà di stampa – offline e on line - sono sempre più minacciate come testimoniano, ad esempio, gli episodi di violenza e repressione in Arabia Saudita e Bahrain, come abbiamo già ampiamente documentato e denunciato. Nel piano discusso dal Consiglio viene evidenziato come nel mondo siano crescenti gli episodi di violenza e intimidazione verso i difensori dei diritti umani, oltre 2 600 attacchi segnalati negli ultimi 3 anni, come siano sempre più frequenti le violazioni del diritto umanitario internazionale nei conflitti armati, in Siria e Yemen in testa, e come, infine, siano sempre più forti gli attacchi al ruolo della Corte penale internazionale, mentre, come già sottolineato da NPSG, il sostegno e la cooperazione degli Stati con questo organo è essenziale per permettere il compimento del suo mandato, ossia perseguire i crimini qualificati come più gravi dal diritto internazionale

Inoltre. NPSG sta seguendo con attenzione l’iter legislativo della “relazione annuale 2019 sui diritti umani e la democrazia nel mondo” in fase di discussione al Parlamento europeo e sottolinea positivamente che nella prima versione del testo vi siano riferimenti chiari ed espliciti alla deforestazione dell’Amazzonia e al fatto che le popolazioni indigene siano le prime vittime di questo fenomeno. Questo è anche il principio fondante che guida la nostra campagna contro la deforestazione in Amazzonia e per la tutela dei diritti delle sue popolazioni indigene, condotta con il sostegno della Fondazione Peretti ed in collaborazione con partner locali, così come con attori regionali e internazionali.

RESTIAMO IN CONTATTO!

Comunicati stampa

11 Oct 2020 International Day Of the Girl: NPWJ reaffirms its commitment to protect the human rights of girls around the world 
Per saperne di più

10 Oct 2020 World Mental Health Day 2020 
Per saperne di più

Radio Radicale

NPSG conduce una rubrica settimanale di approfondimento su Radio Radicale ogni mercoledì alle 23.30 e in replica il venerdì alle 06.00 per fornire notizie e informazioni sulle nostre attività. Nel consueto appuntamento settimanale, dopo le principali notizie della settimana presentate da Chiara Pace, la puntata è stata dedicata ad uno speciale sull’Arabia Saudita, prendendo come spunto la non ri-elezione di questo Stato come membro del Consiglio sui diritti umani dell’ONU, a seguito del voto avvenuto ieri a New York. Per un commento su questa notizia, Nicola Giovannini intervista Gianfranco Dell’Alba, Presidente di NPSG
Ascolta qui l’ultima puntata >>

Eventi
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L'emergenza coronavirus ha costretto anche NPSG a sospendere ogni evento pubblico. Poiché, però, la pandemia non ha arrestato la necessità di tenere alta l'attenzione anche sui diritti umani e la democrazia, come alcune vicende internazionali purtroppo dimostrano, NPSG si è impegnata ad organizzare degli approfondimenti live attraverso i nostri social network.  
Per riascoltare i nostri eventi, clicca qui.
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